
Occhio secco: cos’è, cause e rimedi
Secondo le stime, circa 13 milioni di italiani soffrono di sintomi riconducibili alla malattia dell’occhio secco. Nonostante ciò, circa 7 milioni non riconoscono i campanelli di allarme e non si rivolgono all’oculista. La conferma della diffusione di questa problematica arriva anche dalla campagna “Apri gli Occhi sulla Secchezza Oculare”, da cui è emerso che oltre il 70% di coloro che hanno compilato il test di autovalutazione OSDI-6 (Ocular Surface Disease Index) sul sito www.aprigliocchi2024.it è risultato idoneo a una visita di controllo. Ma che cos’è l’occhio secco e come si può curare?
Quali sono i sintomi dell’occhio secco?
- Bruciore.
- Sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio.
- Prurito.
- Irritazione.
- Fastidio e sensibilità alla luce.
- Dolore.
- Annebbiamenti della vista.
- Difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio.
- Desiderio di tenere gli occhi chiusi a fine giornata.
La malattia dell’occhio secco è una particolare condizione caratterizzata da un’alterazione quantitativa e/o qualitativa del liquido lacrimale. In pratica, le lacrime diventano scarse e/o si deteriorano in termini di qualità a causa di un’eccessiva evaporazione o di una ridotta produzione. Di conseguenza, la superficie dell’occhio si infiamma e possono subentrare i sintomi sopra elencati. Il liquido lacrimale, infatti, serve per difendere l’occhio, garantirne la lubrificazione, nutrirlo e detergerlo da germi e corpi estranei.

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L’occhio secco può essere provocato da cause endogene, ossia interne all’organismo, oppure esogene, cioè esterne. Le principali cause ambientali sono:
- l’esposizione a vento e raggi UV;
- la permanenza in ambienti secchi, polverosi o inquinati;
- la permanenza in ambienti in cui sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento dell’aria;
- l’utilizzo di lenti a contatto;
- i lunghi periodi di permanenza davanti ai monitor;
- l’uso prolungato di alcuni farmaci, come immunosoppressori, antistaminici e antipertensivi;
- l’impiego prolungato e scorretto di colliri;
- la mancata o insufficiente correzione di un difetto della vista.
Per quanto riguarda le cause endogene giocano un ruolo importante gli squilibri metabolici e ormonali che possono alterare la produzione del liquido lacrimale. Sotto accusa anche le malattie autoimmuni, il cattivo funzionamento delle ghiandole lacrimali, l’insufficiente secrezione lipidica, alcune malattie dell’occhio.
L’età avanzata e il sesso femminile rappresentano due fattori di rischio aggiuntivi.
Cosa succede se non si cura l’occhio secco?
La malattia dell’occhio secco non va mai sottovalutata. Anche se i sintomi si manifestano sporadicamente è meglio rivolgersi all’oculista. Infatti, prima si interviene e meno rischi si corrono. Nel primo stadio, la malattia dell’occhio secco è reversibile adottando una terapia efficace e tempestiva. Se non si interviene, si arriva al secondo stadio, reversibile ma con maggiore difficoltà, o addirittura al terzo in cui la malattia diventa cronica e si può solo alleviare i sintomi. Ecco perché sono importanti anche i controlli programmati dall’oculista, fondamentali per intercettare i primi campanelli di allarme.
Come si guarisce dalla secchezza oculare?
Le cure della malattia dell’occhio secco variano a seconda dei casi e vanno sempre prescritte dallo specialista. In genere, in prima battuta si prescrivono colliri o gel (lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l’azione detergente, lubrificante e disinfettante delle lacrime naturali e aiutano a mantenere l’occhio umido e pulito. Si possono prescrivere anche colliri antinfiammatori. In alcuni casi, si può ricorrere all’uso di lenti a contatto protettive che proteggono l’occhio dallo sfregamento con la palpebra. Talvolta, è necessario intervenire chirurgicamente.
Come mantenere l’occhio idratato
- Bere molto.
- Aumentare il consumo di frutta e verdura e di alimenti ricchi di acidi omega 3, come pesce e semi oleaginosi.
- Curare adeguatamente l’igiene del bordo palpebrale, per esempio usare prodotti specifici per rimuovere il trucco.
- Evitare di soggiornare in ambienti inquinati.
- Mantenere una giusta umidità degli ambienti in cui si vive.
- Indossare gli occhiali da sole quando di esce.
- Chiedere all’oculista e all’ottico come usare correttamente le lenti a contatto.
- Non usare in maniera eccessiva gli schermi e fare pause almeno ogni ora, distogliendo lo sguardo per qualche istante.
- Mantenere un buon ammiccamento, ricordandosi di sbattere le palpebre con una certa frequenza.
Foto di copertina di PublicDomainPictures via Pixabay.




