nuovo virus

Il ruolo dei virus: sono nostri alleati o nemici?

Poco tempo fa abbiamo conosciuto quasi tutti in prima persona un virus che ha cambiato il nostro mondo: stiamo parlando del Covid.

Il recente periodo pandemico è stato caratterizzato, per alcuni, da ‘terrorismo psicologico‘.

Chiusi in casa e bombardati di notizie allarmanti, senza possibilità di assembramenti, terrorizzati dall’idea di contrarre questa patologia.

virus figli di un dio minoreTuttavia, senza parlare nello specifico di Coronavirus, i virus sono legati a noi molto più di quanto possiamo pensare.

Ne abbiamo parlato insieme a Luigi Marcello Monsellato, Medico Chirurgo, Psicologo, Psicoterapeuta Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Medico omeosinergetico, e Presidente SIM, il quale ha scritto anche un libro su questo tema, “I Virus. Figli di un Dio Minore” (Uno Editori).

“Negli ultimi due anni ci siamo trovati ad affrontare una situazione piuttosto complessa a causa della comparsa del virus SARS-CoV-2 che ci ha imprigionati in una gabbia di immobilità e paura per l’ignoto. Questi sentimenti sono legati al fatto che non fossimo pronti ad affrontare una pandemia e, anzi, che non sapessimo nemmeno che cosa fosse una pandemia. Il vero problema è stato il fatto che ha reso più che evidente un deficit globale nelle difese non solo dell’individuo, ma dell’intera Terra in cui una concomitanza situazioni (inquinamento, megalopoli, traffico di animali e altre ancora) hanno portato alla pandemia. Ma i virus non sono solo ‘nemici’ dell’essere umano: fanno parte della nostra storia millenaria non solo perché parte di noi perché da quando sono comparsi sulla Terra, le varie pandemie che si sono susseguite sono state fonti di importanti cambiamenti“, spiega Monsellato.

Virus e persone: una vita in rapporto simbiotico, non patologico

virus monsellato
Luigi Marcello Monsellato

“I virus fanno parte della ‘microsfera’ che si rapporta con la ‘macrosfera’ (composta da uomini, animali ecc). Nella biosfera, cioè l’insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali permettono lo sviluppo della vita, la microsfera ricopre oltre il 60% della biomassa (l’insieme di organismi presenti in un dato ambiente)”, spiega Monsellato.

Potremmo dire, infatti, che conosciamo solo una piccola parte di virus, e spesso neanche così dettagliatamente, eppure esistono sul pianeta da ben prima di noi.

“Basti pensare al mitocondrio, organulo cellulare adibito alla produzione di energia, che altro non è se non un batterio ancestrale che ormai fa parte di tutti noi. Ma non solo. L’8-10% del nostro DNA è formato da retrovirus, e questa percentuale coinvolge e regola il 50% del nostro patrimonio genetico”, afferma l’esperto.

Questo dovrebbe farci pensare che, oltre al carattere ‘patologico’ che siamo soliti attribuire ai virus, viviamo in simbiosi con loro da sempre.

Senza virus non può esserci vita, e il loro ruolo va rispettato. Se tutto ciò che esiste ha un senso, il valore di queste piccole catene di informazione è anche quello di veicolare informazioni tra gli organismi. Il fine di questo ‘trasferimento laterale’ tra le specie e all’interno delle stesse, altro non è se non l’evoluzione stessa”, continua Monsellato.

Virus, vaccini e calore

Spesso siamo soliti associare i virus alla malattia e, in casi estremi anche alla morte.

“Tuttavia, secondo la mia esperienza, non si muore per le forme virali, ma per una predisposizione dell’organismo. Per il virus, in fin dei conti, la morte dell’organismo ospite non è conveniente“, afferma Monsellato.

papilloma virusSe prendiamo come esempio il Coronavirus, come possiamo spiegare una così diversa incidenza della patologia nelle persone? C’era chi si ammalava senza sintomi, chi non si ammalava affatto, chi presentava solamente qualche sintomo e chi addirittura non ha superato quel momento storico.

“Il problema è da ricercare altrove, cioè nella predisposizione interna di organismi non abbastanza forti. Un po’ come un giudizio: su una persona può avere un effetto, su di un altra l’effetto opposto. Prima dell’avvento dei vaccini alcuni decenni fa, infatti, tifo, colera, difterite e molte altre patologie, non erano più ‘letali’ come un tempo. Erano semplicemente migliorate le condizioni igieniche delle persone, e i virus non trovavano organismi deboli”, spiega Monsellato.

“Se associamo la vita a un grado di temperatura, questo sarà sicuramente il caldo. Al contrario, il freddo è associabile alla morte. Abbiamo tantissimi esempi naturali di ciò intorno a noi, basti pensare alle stagioni. Per questo motivo è sbagliato abbassare la febbre, che altro non è se non il classico sintomo di una reazione al virus. La tubercolosi in passato si curava facendo mettere le persone al sole, il quale stimola la produzione di vitamina D che rinforza il sistema immunitario”, aggiunge l’esperto.

Come rinforzare il nostro sistema immunitario

Per quale motivo gli sportivi tendono ad ammalarsi meno rispetto alle persone che non praticano attività fisica?

“L’attività fisica giova notevolmente al nostro sistema immunitario. Quando si fa sport, si crea ogni volta una ‘piccola febbre’ nell’organismo. Gli sportivi infatti, secondo alcuni studi, hanno il 75% di possibilità in meno di sviluppare un tumore“, afferma l’esperto.

Ma non è tutto. Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questo quadro.

“Le proteine sono macronutrienti che riscaldano, i carboidrati raffreddano, per questo dovremmo privilegiare i secondi piatti. Infine, ciò che corrode maggiormente il nostro sistema immunitario è lo stress che, specialmente se cronico, debilita il nostro organismo”, conclude Monsellato.

Per questi motivi, secondo l’esperto, dovremmo tornare a concentrarci sul nostro benessere, ricercando le cause profonde di una malattia, e non il farmaco più rapido per sedare un virus che ci sta semplicemente informando del fatto che qualcosa non stia funzionando correttamente nel nostro organismo.

 

 

Copertina Foto di CDC: https://www.pexels.com/it-it/foto/petali-di-fiori-bianchi-rossi-e-blu-3993212/

Foto di Hassan OUAJBIR: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-seduta-mentre-mostra-le-mani-del-segno-del-cuore-1535288/

About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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