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Sindrome dell’occhio pigro: il sonno come miglior alleato

Sindrome dell’occhio pigro: il sonno come miglior alleato

Il sonno può aiutare a curare la sindrome dell’occhio pigro dato che contribuisce a potenziare l’attività plastica del cervello in risposta agli stimoli visivi.

La scoperta arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista eLife e condotta da ricercatori dell’Università di Pisa.

“La plasticità neurale è una proprietà fondamentale del sistema nervoso che ci consente di cambiare i nostri circuiti cerebrali in risposta alla pressione ambientale”, spiega il professore Danilo Menicucci.

“Questo processo è in atto tutte le volte che acquisiamo nuove nozioni o impariamo un nuovo sport, ma è grazie al sonno che i cambiamenti diventano permanenti”.

La novità dello studio dei ricercatori dell’Università di Pisa è stata quella di dimostrare per la prima volta che questa funzione del sonno vale anche per i processi plastici a carico delle cortecce visive.

La questione infatti non era affatto scontata dato che la plasticità di queste strutture è tradizionalmente considerata scarsa e che, soprattutto, si basa su meccanismi diversi da quelli alla base di apprendimenti più classici.

Cos’è la sindrome dell’occhio pigro?

La sindrome dell’occhio pigro è una riduzione di grado variabile della capacità visiva di un occhio, causata da patologie oculari, come per esempio la cataratta congenita.

Nella maggioranza dei casi si presenta in occhi perfettamente integri anatomicamente e dove la causa risiede in difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo) non corretti o molto differenti fra i due occhi (anisometropia) associati o meno a disallineamento visivo (strabismo).

Sonno e attività plastica del cervello: lo studio

La sperimentazione condotta ha sfruttato le tecniche più avanzate di elettroencefalografia del sonno in combinazione con una manipolazione dell’esperienza visiva.

A questo scopo, alcuni volontari hanno tenuto un occhio bendato per due ore e sono poi stati invitati a dormire per altre due.

I ricercatori hanno così potuto verificare che gli effetti indotti dal bendaggio oculare sono durati più a lungo di quanto sarebbe invece avvenuto se i soggetti fossero rimasti svegli.

“Il cervello di una persona adulta, bendata per poche ore, dà più importanza agli input visivi che gli arrivano dall’occhio che è stato bendato”, dice Danilo Menicucci.

“Come abbiamo dimostrato, il sonno aiuta a mantenere più a lungo questo sbilanciamento, specie in quei soggetti che dormendo producono più onde lente”.

Le onde lente sono infatti un segnale che indica l’attività di consolidamento dei cambiamenti plastici nel nostro cervello.

Dallo studio è inoltre emerso che insieme al coinvolgimento delle cortecce visive c’è anche quello delle aree cerebrali frontali, tradizionalmente legate al ragionamento e al pensiero umano, a riprova della complessa integrazione tra le aree che è alla base del funzionamento del nostro cervello.

I risultati della ricerca secondo gli studiosi possono quindi contribuire a chiarire cosa succede al nostro cervello dopo una lesione e permettere l’affinamento di nuovi approcci terapeutici per la sindrome dell’occhio pigro.

Come dormono gli italiani? Più della metà molto male

I problemi del sonno sono enormemente diffusi in Italia:

  • il 62% delle persone russa
  • l’insonnia cronica colpisce il 10% della popolazione
  • ma l’insonnia a breve termine riguarda più del 30% della popolazione.

Più di un terzo della popolazione è “deprivato di sonno” mentre l’85% delle persone in Italia non è diagnosticato o non si cura.

“Il punto di partenza è che non stiamo dormendo abbastanza e curiamo poco la qualità del nostro sonno”, dice Marco Caglieris, direttore e Founder di Sonnomedica.

“Il 50% della popolazione dorme solo 6 ore o meno per notte, invece di 7-9.

Negli ultimi 100 anni abbiamo perso in media 1-2 ore di sonno.

Il 70% dei lavoratori nell’autotrasporto dorme meno di 6 ore.

La Pandemia e l’attuale scenario internazionale, incerto e molto preoccupante, hanno acuito queste tendenze”.

La conclusione è che siamo una società di deprivati di sonno, con conseguenze nocive sulla salute, sulle performance lavorative e soprattutto sulla sicurezza.

“È noto che molti dei peggiori incidenti della storia (Chernobyl, Exxon, Bhopal, Three Miles Island) sono stati causati dalla deprivazione di sonno”, dice Caglieris.

“Ma non solo: il 22% degli incidenti stradali in Italia è causato da “colpi di sonno” con un rischio che è da 2 a 7 volte maggiore nelle persone che soffrono di questa patologia rispetto ai soggetti sani”.

 

 

Immagine copertina di Andrea Piacquadio https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-sleeping-man-3771069/

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