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Sindrome dell'occhio secco, come riconoscerla: cause e sintomi

Sindrome dell’occhio secco, come riconoscerla: cause e sintomi

1 cittadino su 5, oltre 13 milioni di persone, dichiara di avere sintomi riconducibili alla patologia dell’occhio secco.

Ma solo 2.7 milioni di persone dichiarano di curarsi e seguire un trattamento terapeutico appropriato.

I restanti 10,3 milioni convivono con essa, ma non la curano.

Occhio secco: cos’è

L’occhio secco è un’alterazione della superficie oculare caratterizzata da una modificazione della quantità e della composizione delle lacrime.

Infatti, è una patologia causata dal deterioramento o dalla diminuzione del film lacrimale, ovvero della pellicola protettiva che lubrifica l’occhio, oltra a nutrirlo e proteggerlo dagli agenti esterni.

L’occhio secco, quindi, è un occhio non correttamente lubrificato la cui cornea è messa a rischio dal continuo sfregamento con la palpebra e da una mancata protezione verso polvere, sporcizia e germi.

La caratteristica fondamentale che dà origine all’occhio secco è una modifica della quantità e della composizione delle lacrime, che diventano più dense per una ridotta produzione della componente liquida da parte della ghiandola lacrimale principale o per una eccessiva evaporazione.

È un disturbo che non è semplice da diagnosticare perché i sintomi sono diversi e l’eziologia e la fisiopatologia della malattia sono spesso ambigue.

Per questo si tende a sottovalutare per diverso tempo i sintomi e a non agire in modo corretto dal punto di vista terapeutico con un impatto di tipo fisico e psicologico.

Cause

La sindrome da occhio secco può essere distinta in primaria o secondaria, a seconda che le cause scatenanti siano dovute a fattori esterni (come l’utilizzo di lenti a contatto o l’esposizione ad aria secca e polverosa) o a patologie da cui il paziente è affetto.

Le principali cause che determinano la secchezza dell’occhio sono:

  • Il cattivo funzionamento delle ghiandole lacrimali, che non producono un film lacrimale sufficiente o non abbastanza grasso da permanere sull’occhio senza seccarsi rapidamente
  • La scarsità di liquido lacrimale, dovuta a un eccessivo scarico del film lacrimale attraverso i condotti di deflusso delle lacrime
  • La frequentazione di ambienti secchi e polverosi, l’esposizione a vento e raggi UV, l’uso prolungato di lenti a contatto
  • Eccessiva attività ai videoterminali (computer, smartphone)
  • L’utilizzo prolungato di farmaci immunosoppressori, antistaminici e antipertensivi
  • Traumi e lesioni agli occhi, problemi visivi non trattati adeguatamente, interventi chirurgiciblefarite.

Sintomi

I sintomi più frequenti correlati alla sindrome da occhio secco sono:

  • Prurito
  • Bruciore
  • irritazione e fotofobia
  • vista offuscata
  • sensazione di corpo estraneo
  • difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio
  • in alcuni casi dolore
  • iperemia e presenza di muco dentro o intorno all’occhio.

Questi disturbi diventano ancora più intensi a seguito di sforzi visivi prolungati (attività protratta ai videoterminali o utilizzo di lenti a contatto) o in condizioni ambientali poco consone (ambienti secchi, polverosi, fumosi, con aria condizionata e riscaldamento).

Nei casi più gravi, l’occhio può essere soggetto a infezioni, ulcere o lesioni procurate dall’attrito tra la palpebra e la superficie corneale, causato dalla scarsa lubrificazione dell’occhio stesso.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi dell’occhio secco avviene tramite una normale visita oculistica, durante la quale il medico effettuerà i test necessari all’analisi della sindrome.

Quelli più frequentemente eseguiti sono:

  • Il test di Schirmer – permette di quantificare la secrezione lacrimale basale
  • Il test di rottura del film lacrimale (BUT) – permette di valutare la stabilità lacrimale

Il trattamento per la sindrome di occhio secco prevede delle terapie che possono variare in base alle cause e alla tipologia del disturbo.

Generalmente, si interviene per via farmacologica con la prescrizione di colliri o gel lubrificanti che aiutino l’occhio a mantenersi umido e pulito.

Nei casi più particolari, è possibile intervenire chirurgicamente occludendo i dotti di scarico lacrimale.

Consigli e buone pratiche

  • Attenzione all’igiene delle palpebrale
  • Evitare ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione
  • Evitare l’esposizione diretta a sistemi di condizionamento e aree molto ventilate o polverose
  • Non usare creme irritanti o altri prodotti fastidiosi, nella zona intorno all’occhio
  • Idratarsi, bevendo almeno 1-1,5 litri di acqua fuori dai pasti
  • Integrare la dieta con acidi grassi essenziali, vitamina B3, B6, B12
  • Ridurre la visione di tv e l’utilizzo di smartphone, tablet e computer. È utile anche aumentare la frequenza di ammiccamento palpebrale e fare una pausa di 20 secondi ogni 20 minuti di uso di pc o tablet, focalizzando lo sguardo su un punto lontano
  • Evitare di fumare (concausa in quasi il 30% dei casi)
  • Sospendere o limitare l’utilizzo di lenti a contatto
  • Usare gli occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggi solari
  • Utilizzare lubrificanti oculari, secondo le indicazioni mediche

Campagna d’informazione: prevenzione dell’occhio secco in farmacia

Riparte l’iniziativa promossa da Alcon, prevenzione dell’occhio secco in farmacia, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di non sottovalutare sintomatologie sospette che potrebbero nascondere una patologia, quella dell’occhio secco, molto seria.

La farmacia, infatti, è il primo presidio sanitario a cui si ricorre quando si rileva un problema non percepito come grave.

Per questo riuscire a intercettare sintomi sospetti e creare un ponte virtuoso con il medico oculista può fare la differenza per la salute oculare delle persone.

Educazione, informazione e l’invito a fare visite di controllo sono alla base della seconda edizione della campagna che è appena partita e durerà fino a novembre.

Durante le giornate in farmacia dedicate all’iniziativa sarà possibile accompagnare i cittadini a una migliore comprensione della patologia dell’occhio secco e fornire loro gli strumenti per agire in modo responsabile a tutela della salute della propria vista.

L’importanza di non sottovalutare la patologia

I risultati dei 2.960 questionari raccolti nella prima edizione della campagna confermano come sia necessario creare un percorso tale per cui il farmacista abbia gli strumenti per invitare i cittadini a fare una visita specialistica che possa meglio interpretare la sintomatologia riportata.

Alla popolazione è stato somministrato il questionario SANDE (Symptom Assessment in Dry Eye) per dare una valutazione, mediante scale visive da 1 a 100, della frequenza, della gravità e dell’intensità dei sintomi (bruciore, sensazione di corpo estraneo, secrezione mucosa, prurito, fotofobia, dolore visione annebbiata, sensazione di occhio appiccicoso):

  • il 25% riporta un’elevata frequenza di secchezza e irritazione oculare
  • il 42% definisce di gravità media i propri sintomi
  • mentre il 18% la indica come elevata.

La presenza dei sintomi è principalmente durante la giornata, meno al mattino e alla sera.

Mentre bruciore, sensazione di corpo estraneo e fotofobia sono i sintomi di maggiore incidenza di gravità.

“I risultati di questa iniziativa, confermano quanto scientificamente è già noto: esistono molti pazienti che convivono con problemi oculari, senza dare a essi la giusta rilevanza”, spiega il professor Pasquale Aragona, Ordinario di Oftalmologia all’Università di Messina,

Sottovalutare la patologia dell’occhio secco e non agire tempestivamente in modo mirato, porta a un peggioramento progressivo che può compromettere seriamente la salute degli occhi.

La farmacia gioca un ruolo importante nell’aiutare la popolazione a non sottovalutare segnali persistenti nel tempo e a indirizzarla allo specialista oftalmologo.

Solo una visita approfondita, infatti, determina una diagnosi precisa, con un piano terapeutico adeguato. Creare un collegamento virtuoso tra farmacista e medico, è sempre più auspicabile a testimonianza della volontà di mettere realmente il paziente al centro del nostro agire.”

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