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SupportMe: vuole diventare il primo vero network di sostegno globale

SupportMe: vuole diventare il primo vero network di sostegno globale

Hai appena scoperto di essere iperteso e la prospettiva di una dieta più ferrea ti sconforta? Il tuo bebè soffre di dermatite, ti senti sola e vorresti parlarne con altre mamme con lo stesso problema? Ti sei perso per ore tra mille forum sul diabete e non hai trovato il consiglio che cercavi? Se cerchi una soluzione semplice sempre a portata di mano SupportMe è l’app che fa per te: una piattaforma di condivisione di esperienze rivolta a chi ha bisogno di non sentirsi solo. Una voce amica su cui contare nei momenti bui.

SupportMe: l’idea di tre giovanissimiSupportMe: vuole diventare il primo vero network di sostegno globale

Nell’era in cui a social e tecnologia viene attribuita la “colpa” di rendere le persone più sole, c’è chi infatti si opera affinché questo non accada, soprattutto a coloro che stanno affrontando un periodo difficile della propria vita. L’app è frutto dell’intuito e della passione di tre ragazzi: Andrea Serra, Tommaso Rampoldi e Francesco Gini. Tre città diverse, una laurea in discipline scientifiche e un master alle spalle che li ha fatti conoscere. SupportMe nasce dall’esperienza personale di uno dei tre ma è grazie al supporto degli altri due amici che l’idea ha trovato un terreno fertile dove poter germogliare.

“Al momento non esistono app di interazione tra persone: paziente–paziente, caregiver–paziente, caregiver–caregiver (intendendo il caregiver come chi in famiglia si prende cura del paziente). Esistono app, network online e pagine facebook destinate a singole patologie. Esistono milioni di applicazioni destinate all’interazione paziente–medico di natura diagnostica ma nulla di simile a quello che vorremmo fare noi”, spiega Andrea Serra cui abbiamo chiesto di raccontarci di come tutto sia nato. “È un’idea che avevo nel cassetto da diverso tempo, sentivo il bisogno di essere di aiuto. Poi una sera, durante una cena, ne ho parlato con Tommy Rampoldi che ci ha creduto fin da subito. Ho cominciato così a raccontarla ad amici, persone vicine e ai miei genitori, dai quali ho ricevuto sostegno dal primo secondo. C’è chi mi ha detto di essere fiero di me e che non sapevo quante persone conoscesse che sarebbero state disposte ad aiutare. Quante invece abbiano tantissimi problemi, quante pensino di non farcela”. E quella che era soltanto un’idea diventa finalmente qualcosa di più concreto quando la mente creativa di Francesco Gini si unisce al progetto come ne fosse sempre stato parte.

SupportMe: una app gratuita

L’app, che sarà disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme iOS ed Android, ambisce a diventare il primo vero network di sostegno globale – partendo dall’Italia e raggiungendo poi altre nazioni -, un punto di riferimento per chi si senta spaesato, non compreso, impaurito da ostacoli che sembrano insormontabili. SupportMe sogna di dar voce alla sofferenza e valorizzarla, annientando il muro della solitudine nel dare risonanza alle esperienze personali, perché a volte basta una parola per veder nascere un sorriso.

Come funziona SupportMe?

“Il servizio che viene proposto si articola in due funzionalità”, risponde Andrea Serra. “La prima prevede la condivisione delle storie da parte degli utenti che vogliono raccontare la propria malattia, come la stanno affrontando o l’hanno affrontata. Quanti, all’inizio di un cammino, vorrebbero sapere cosa li aspetta? Quanti, nel sostenere i propri cari, vorrebbero capire cosa provano, come farlo al meglio? SupportMe ti aiuta in tutto questo.”

Il servizio vuole infatti rivolgersi alle diverse realtà coinvolte nel percorso del malato, quindi non soltanto al paziente ma anche a chi se ne prende cura. Il cuore pulsante di questa funzionalità si basa sulla creazione di una community in cui ci si senta liberi di confrontarsi e imparare da chi ci è già passato, trovando risposte a domande e preoccupazioni anche alle questioni più pratiche, di cui magari ci si vergogna a chiedere.

Una app a tutto tondo

SupportMe si comporta così da tutor, amico e sostegno non solo per il paziente ma anche per tutte le persone che sostengono i propri cari ogni giorno, con lo scopo di accelerare il processo di accettazione della malattia, di sensibilizzare e far conoscere procedure, terapie e percorsi assistenziali non sempre noti e condivisi.

Ci si potrà così confrontare con pazienti e familiari che hanno già vissuto la stessa situazione sulla propria pelle e sanno che cosa significa trovarsi ad affrontare quei medesimi problemi di tutti giorni, dai più piccoli ai più grandi, offrendo una mano per superarli assieme. L’aiuto che SupportMe cerca di promuovere vuole così essere rivolto a tutto quanto ruota attorno alla malattia, senza sostituirsi al professionista.

SupportMe è facile da usare

“Per fare ciò” chiarisce Andrea Serra “si richiede la creazione di un profilo utente: gli iscritti saranno guidati durante la registrazione attraverso una serie di brevi domande che aiuteranno l’applicazione a determinare la giusta compatibilità tra profili. In questo modo sarà subito possibile entrare in contatto con persone con storie simili alla propria, si potranno visualizzarne le storie ed eventualmente mettersi in contatto con gli stessi attraverso servizi di messaggistica e chiamata, così da avere accesso ad informazioni su centri e terapie e ricevere sostegno e risposte ai propri quesiti per una migliore gestione della malattia”.

Due funzionalità

La seconda funzionalità rende invece possibile effettuare una chiamata istantanea (preservando l’anonimato) con una persona del network SupportMe che sarà pronta ad ascoltare chiunque senta il bisogno di una voce amica in un momento di difficoltà, anche al di fuori della malattia. “La funzione ha un respiro più ampio” dice Andrea, “e non vuole limitarsi ai malati e alle loro famiglie ma vuole offrire un aiuto concreto a chiunque abbia bisogno di essere compreso, creda di essere solo oppure abbia la necessità di aprirsi, essere ascoltato e trovare speranza in parole altrui… perché una parola di conforto può salvare una vita.”

SupportMe: vuole diventare il primo vero network di sostegno globaleSupportMe International

SupportMe non guarda però soltanto al panorama italiano ma punta a mettere in contatto persone di tutto il mondo tra loro, creando una rete che comprenda tutte le patologie possibili, senza esclusioni.

Al momento SupportMe è ancora in fase di creazione e i tre ideatori stanno raccogliendo i fondi con un progetto di crowdfunding. Se credi nel loro lavoro ed entusiasmo, puoi aiutarli con un piccolo contributo per rendere realtà questo nobile progetto entro il 12 gennaio.

Per conoscerne gli sviluppi e rimanere aggiornato, puoi seguire SupportMe sulla pagina facebook.

 

 

 

 

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