
Quali sono le allergie più comuni?
Starnuti, naso che cola, occhi rossi, tosse… Con l’arrivo della primavera, fioriscono le allergie e le persone che ne soffrono iniziano a stare male. In realtà, a causa dei cambiamenti climatici, la stagione allergica si sta dilatando e i mesi a rischio non sono più solamente marzo, aprile, maggio e giugno. L’aumento delle temperature, dell’umidità e dei livelli di anidride carbonica nell’aria, infatti, influiscono in modo significativo sulla fioritura delle piante. Ecco allora quali sono le allergie più comuni in questo periodo e i consigli per affrontarle.
Allergie respiratorie
Le allergie più comuni nel nostro paese sono quelle respiratorie, che possono essere divise in due grandi gruppi:
- le allergie respiratorie stagionali, che compaiono solo in determinati periodi dell’anno, soprattutto in primavera. Sono causate essenzialmente dai pollini;
- le allergie perenni, che possono manifestarsi in qualsiasi momento. Sono provocate da acari, muffe, pelo degli animali o sostanze alle quali si è esposti per motivi di lavoro.

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- Starnuti consecutivi (detti anche a salve),
- naso chiuso e “gocciolante”, con secrezioni molto liquide,
- solletico alla gola,
- prurito al naso,
- bruciore, arrossamento e prurito agli occhi,
- lacrimazione,
- fastidio alla luce,
- mal di testa.
I soggetti che soffrono di asma allergico vanno incontro a veri e propri attacchi, ossia episodi in cui la mucosa dei bronchi si ispessisce, la loro muscolatura si contrae e il passaggio dell’aria è reso più difficoltoso. Compaiono così manifestazioni come mancanza di aria, affanno, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse.
Perché sviluppiamo allergie?
Le allergie sono risposte anomale ed esagerate del sistema immunitario al contatto con sostanze estranee che normalmente sono innocue, in questo caso i pollini. A oggi, non si conoscono le cause di questo funzionamento alterato del sistema immunitario. Si sa però che esistono alcuni fattori di rischio, come:
- predisposizione genetica,
- famigliarità,
- presenza di altre allergie, come dermatite atopica,
- esposizione all’inquinamento atmosferico,
- permanenza in ambienti ricchi di pollini,
- esposizione al fumo di sigaretta,
- abbassamento delle difese immunitarie.
Cosa fare per alleviarele allergie più comuni
Per tenere a bada i sintomi, il medico potrebbe prescrivere una cura farmacologica, a base per esempio di decongestionanti, antinfiammatori, antistaminici, broncodilatatori e/o cortisonici.
Tuttavia, l’unico modo per risolvere definitivamente le allergie più comuni è l’immunoterapia specifica, cioè la somministrazione di dosi minimi e crescenti di estratti pollinici sensibilizzanti. Questo vaccino desensibilizza progressivamente l’organismo nei confronti degli allergeni.
È utile anche osservare alcune buone abitudini, che riducono l’esposizione ai pollini e dunque i sintomi.
Come proteggersi dai pollini
- Nelle ore centrali della giornata tenere chiuse le finestre e i finestrini dell’auto ed evitare di fare attività all’aperto, uscire e passeggiate nella natura. Tra le 10 e le 16, infatti, si verifica la maggiore concentrazione di pollini nell’aria.
- Quando si esce all’aperto indossare un paio di occhiali scuri per proteggere gli occhi dalla luce solare, che peggiora i fastidi.
- Non sostare in campi o giardini in cui l’erba è stata tagliata da poco.
- Non praticare sport nelle aree verdi.
- Una volta rientrati a casa, spogliarsi, fare una doccia e cambiarsi per eliminare i pollini attaccatisi nel corso della giornata, evitando così l’esposizione notturna.
- Non stendere biancheria, vestiti e lenzuola all’aperto per evitare che raccolgano pollini.
- Tenere sempre fuori o sempre in casa gli animali domestici, per evitare che il polline possa attaccarsi al pelo ed essere portato nell’abitazione.
- Non consumare alcolici perché peggiorano la secrezione e la congestione nasale.
- Preferire gli occhiali alle lenti a contatto: i granuli di polline possono rimanere intrappolati fra la lente e l’occhio.
- Prima di scegliere i luoghi di villeggiatura, si consiglia di informarsi sull’eventuale presenza dei pollini ai quali si è allergici.
- Ricordare che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate ventose e soleggiate e calano con la pioggia.
Foto di copertina di cenczi via Pexels




