
Ritardi terapeutici, quando il tempo può fare la differenza per chi ha bisogno di una cura
Dall’approvazione di un farmaco alla sua effettiva disponibilità possono trascorrere mesi. Mesi che in molti casi possono fare davvero la differenza, compromettendo non solo la qualità di vita dei pazienti ma anche le loro possibilità di sopravvivenza. Il diritto all’accesso tempestivo delle cure e il problema dei ritardi terapeutici sono al centro anche del nuovo cortometraggio Tutte o Nessuna, scritto e diretto da Giovanni B. Algieri. Il progetto, presentato nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, racconta il peso che l’attesa e gli ostacoli nell’accesso alle cure possono avere sulla vita delle persone.
Quanto bisogna aspettare per un farmaco innovativo
Per alcune malattie, purtroppo, non esistono ancora trattamenti specifici. Fortunatamente, invece, per molte altre sono state sviluppate terapie innovative. Anche in questi casi, però, a volte c’è un problema. Talvolta, infatti, succede che le cure ci siano e funzionino bene, ma non siano concretamente disponibili per il paziente che ne ha bisogno. È uno dei paradossi con cui può confrontarsi oggi la sanità: la ricerca mette a disposizione nuove possibilità, ma tra l’innovazione e il suo reale utilizzo possono esserci tempi di attesa anche molto lunghi.
Secondo l’ultimo WAIT Indicator di EFPIA – che misura il periodo che intercorre tra l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco innovativo e la sua disponibilità per i pazienti – in Europa il tempo medio di attesa è arrivato a 597 giorni, cioè oltre un anno e mezzo, con differenze significative tra i diversi Paesi. In Italia, per esempio, la media è di 441 giorni, in Germania di 158.
La ragione? Il problema è che anche dopo l’autorizzazione da parte delle autorità competenti possono essere necessari ulteriori passaggi prima che un medicinale sia concretamente disponibile e rimborsabile per i pazienti in un determinato Paese.
Sebbene l’accesso a una terapia tempestivamente sia parte del diritto alla salute, dunque, non sempre viene garantito.

Chemio poco efficace? Proteina colpevole.
C’è una proteina che rende il cancro più resistente alla chemio. Se si agisce su di…Che cosa si intende per ritardo terapeutico

Chemio poco efficace? Proteina colpevole.
Quello dell’iter di messa a disposizione di un nuovo farmaco è solo uno dei problemi che possono rallentare i percorsi di cura. Infatti, non esiste un solo tipo di ritardo.
Con l’espressione ritardi terapeutici, o trattamenti ritardati, si fa riferimento, in senso ampio, al tempo che intercorre tra il momento in cui una persona avrebbe bisogno di una determinata cura e quello in cui riesce effettivamente a riceverla.
Può esserci, per esempio, un ritardo nella diagnosi, quando una malattia viene individuata tardi e, di conseguenza, il trattamento viene iniziato a distanza di tempo dall’esordio dei sintomi. Oppure si può verificare un ritardo nell’avvio della terapia legato all’organizzazione del percorso assistenziale o alla necessità di effettuare ulteriori accertamenti.
Perché l’accesso tempestivo alle cure è importante
Il fattore tempo non ha lo stesso peso per tutte le patologie. In alcuni casi, soprattutto quando la malattia è aggressiva o può evolvere rapidamente, la tempestività della diagnosi e dell’intervento terapeutico può assumere un’importanza particolare.
In oncologia, per esempio, le tempistiche sono spesso fondamentali. Nonostante ciò, proprio in quest’ambito il WAIT Indicator sale addirittura a 655 giorni.
Il caso del tumore alla mammella triplo negativo
Il ritardo di accesso alle cure è penalizzante in particolare per quei tumori caratterizzati da una maggiore aggressività biologica e da un rischio più elevato di progressione o recidiva. In questi casi il percorso di cura deve tenere conto non soltanto della disponibilità delle terapie, ma anche della loro appropriatezza rispetto alle caratteristiche della singola persona e della malattia.
È il caso del tumore della mammella triplo negativo, che rappresenta circa il 15% delle diagnosi di tumore al seno e conta circa 8.000 nuovi casi ogni anno in Italia.
Perché è una forma di tumore aggressivo
Si tratta di un sottotipo di cancro al seno particolarmente aggressivo e ad alto rischio di recidiva e metastasi, che non presenta i tre principali bersagli molecolari per cui esistono terapie mirate, efficaci negli altri tumori della mammella.
Per questo, quando la ricerca introduce nuove possibilità terapeutiche, diventa importante che il percorso che porta queste innovazioni al paziente sia il più possibile rapido, appropriato e uniforme.
Perché un farmaco approvato non è subito disponibile
Perché, anche dopo l’approvazione, un farmaco impiega così tanto ad arrivare concretamente al paziente che ne ha bisogno? Non è solo un problema burocratico. I farmaci sono una delle tecnologie più regolamentate nel settore sanitario. Per ogni nuovo medicinale bisogna:
- seguire le procedure previste,
- valutare efficacia e sicurezza,
- definire prezzo ed eventuale regime di rimborsabilità,
- stabilire le modalità di erogazione all’interno del sistema sanitario.
AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) valuta, tra gli altri elementi, il bisogno terapeutico, il vantaggio terapeutico aggiunto e la qualità delle evidenze scientifiche quando viene attribuito lo status di innovatività.
Sono passaggi indispensabili per garantire che le terapie utilizzate siano appropriate e sicure. L’obiettivo, quindi, non è certo eliminare le valutazioni necessarie, ma fare in modo che il sistema riesca a conciliare rigore, sostenibilità e tempestività.
Esistono anche percorsi di accesso precoce
In Italia, in situazioni specifiche, sono previste modalità che permettono di accedere a determinati medicinali prima della normale conclusione dell’iter di disponibilità.
AIFA indica, tra gli strumenti di accesso precoce, la Legge 648/1996, l’uso compassionevole e il Fondo nazionale AIFA, ciascuno con condizioni e requisiti specifici.
Legge 648/1996
Per esempio, la Legge 648/1996 consente, in determinate condizioni, l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale di:
- medicinali innovativi autorizzati in altri Stati ma non ancora autorizzati in Italia,
- medicinali ancora in fase di sperimentazione clinica,
- farmaci utilizzati per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate.
Si tratta di strumenti pensati proprio per rispondere a situazioni nelle quali il normale percorso di accesso potrebbe non essere sufficiente rispetto alle necessità cliniche.
Quando l’innovazione non basta
La ricerca scientifica sta producendo terapie sempre più mirate e, in alcuni ambiti, completamente nuove. Ma l’innovazione terapeutica produce un beneficio reale solo quando riesce a trasformarsi in una possibilità concreta per le persone che ne possono trarre beneficio.
È questo il messaggio al centro di Tutte o Nessuna, che racconta il peso dell’attesa, delle difficoltà burocratiche e delle differenze nell’accesso alle cure. Il progetto, prodotto da IMMAGINAZIONE APS e Summeet, con il sostegno della Calabria Film Commission nell’ambito dell’iniziativa We Breast “Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella”, vede tra i protagonisti Violante Placido, Donatella Finocchiaro e Filippo Librando, con la partecipazione di William Baldwin.
L’obiettivo è favorire una riflessione collettiva sul tema e favorire un dialogo costruttivo fra le diverse parti.
“Per una donna che affronta un tumore alla mammella, il tempo non è un dettaglio burocratico: può incidere sulle possibilità di cura e sulla qualità della vita. “Tutte o Nessuna” ci ricorda che l’innovazione terapeutica ha valore soltanto quando diventa accessibile a tutte, senza ritardi né disuguaglianze” commenta l’On. Simona Loizzo, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella.
Quando si parla di ritardi terapeutici, il rischio è pensare semplicemente a una questione amministrativa. In realtà, dietro una lista d’attesa, una procedura di autorizzazione o un passaggio burocratico c’è una persona che sta aspettando. Persona che ha diritto a un sistema di cura in grado di garantire a tutti i pazienti un accesso equo e tempestivo alle terapie.
Fonti
- Aifa, farmaci innovativi
- Aifa, legge 648/1996
- Wait indicator
Foto di copertina di Prylarer via Pixabay





