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Alimentarsi o nutrirsi? Conoscere la differenza per vivere meglio, a lungo

Alimentarsi o nutrirsi? Conoscere la differenza per vivere meglio, a lungo

Fare prevenzione a tavola, seguire un regime alimentare corretto, non significa certo nutrirsi con pappette tristi e sciape: al contrario, si tratta di far entrare dapprima nel carrello della spesa, nella nostra dispensa e infine sulla nostra tavola sapori, colori e aromi che spesso nemmeno consideriamo, condizionati come siamo dalla routine e dalla frenesia della vita moderna, bombardati dalle pubblicità, assuefatti a gusti tutti simili, viziati da troppo sale, troppo zucchero, troppo burro: dolce e salato, gusti che creano una vera e propria dipendenza.

Alimentarsi o nutrirsi. Qual è il problema?

La cucina salutare è buona, è varia, è divertente da preparare e ci aiuta a stare bene. Partimo da un presupposto di base: con il termine «alimentazione» si intende l’atto del mangiare, con «nutrizione» l’insieme di conoscenze utili a saper riconoscere qualità e funzioni biologiche di un alimento.

L’atto di mangiare è quanto di piu’ intimo possiamo fare, basti pensare che introduciamo dentro di noi qualcosa di estraneo.
Quando ingeriamo cibo, introduciamo il carburante che consente al nostro corpo di svolgere tutti i processi che ci mantengono in vita, e molto di più.
Da dove, se non dal cibo, traiamo le energie per camminare, pensare, lavorare, leggere, correre,  ballare o inventare? Alimentarsi è semplicissimo: basta dare una risposta allo stimolo della fame.

La nutrizione, invece, ha a che fare con la qualità di questa risposta: si riferisce all’insieme dei processi biologici che consentono lo sviluppo e l’integrità del nostro organismo, in relazione alla biodisponibilità di energia, nutrienti e composti fitochimici presenti in un alimento.
Nutrirsi adeguatamente significa mettere a disposizione del nostro corpo i nutrienti di migliore qualità.

La nutrigenomica ci spiega la differenza tra alimentarsi o nutrirsi

Si tratta di capire se quelli a cui siamo abituati siano all’altezza del compito, oppure no. La differenza c’è e si sente.
A spiegarcela provvede la nutrigenomica, la scienza che studia l’interazione dei principi attivi contenuti negli alimenti con il nostro genoma, documentando e dimostrando gli effetti dei cibi sulla nostra salute, le loro proprietà terapeutiche o, al contrario, le loro azioni negative.

Il cibo può veicolare anche sostanze tossiche che, se accumulate, possono causare patologie. Basta pensare che il 70% dei tumori ha come causa diretta lo stile di vita: di questi, ben il 30% è correlato a sostanze nocive presenti sulla tavola.
Addirittura i ricercatori ci dicono che il 40% delle malattie (per esempio il diabete di tipo 2, ma anche l’ipercolesterolemia e l’ipertensione) può essere affrontato e curato con una dieta adeguata.

Alimentarsi o nutrirsi? Meglio la seconda

Nel 2007 il World Cancer Research Fund (Fondo mondiale per la ricerca sul cancro) ha redatto un documento che ancora oggi e sempre di più rappresenta una vera Bibbia della salute, nel quale sono stati inseriti gli alimenti capaci d’influenzare il nostro benessere.
Quello che ci siamo chiesti è: perché non divulgare lo sfruttamento dei saperi che le varie scienze ci offrono per stare bene?
Perché non influire positivamente sulla qualità e anche sulla durata della nostra esistenza?
Nutrirsi vuol dire scegliere di mettere più benessere a tavola che significa anche avere a disposizione più energie, sentirsi più leggeri ma più forti, godere di un sonno di migliore qualità, di una digestione ottimale e di una motilità intestinale regolare.

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti
Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione Classe 1979 origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea! Inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto in prima persona e in famiglia di obesità! Attualmente laureando in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università san Raffaele di Roma. Dal 2016 è iscritto all'Enesag (ente nazionale esperti in alimentazione e gastronomia). Altre passioni? Sicuramente la musica che studia da quando aveva 11 anni.

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