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Alimenti 10 e lode. Il latte, nutrimento del neonato

Alimenti 10 e lode. Il latte, nutrimento antico: ci fa bene davvero?

Il latte: nutrimento del neonato, è l’alimento completo per eccellenza, naturalmente parliamo del latte materno. Infatti, mentre un tempo il bebé che non poteva contare sul latte della mamma veniva nutrito anche con latte vaccino opportunamente diluito, oggi non è più così. Anzi le prescrizioni pediatriche raccomandano di non somministrare latte di mucca prima dei dodici mesi.

Ma se su questo punto siamo tutti d’accordo, consumatori, ma anche medici, sono discordi sulla scelta di consumare latte laccino anche in età adulta. E’ davvero salutare? Può essere controindicato in caso di particolari patologie? Bisogna evitarlo in ogni caso? I media, ben lungi dal fare chiarezza, sembrano cavalcare la notizia, affermando tutto e il contrario di tutto.

Come detto, per chiarire l’argomento, ci riferiremo in questa sede al latte vaccino proveniente da allevamenti biologici.

E’ bene precisare che si prende in considerazione il prodotto di origine animale definito dal decreto 994 del 9 maggio 1929: il ”latte” vegetale ottenuto da riso, mandorle, avena, etc. non può quindi essere definito tale, ma deve essere etichettato sotto il nome di ” bevanda”.

Indichiamo gli animali dai quali otteniamo il latte.

Alimenti 10 e lode. Il latte, nutrimento del neonatoMucca: fornisce il latte più utilizzato, perché è il più adatto a un consumo diretto, grazie al giusto apporto nutrizionale e alle proprietà organolettiche.

Capra: il latte che ne proviene ha un sapore forte e leggermente salato; non è apprezzato da tutti nel consumo diretto.

Asina: produce un latte povero di grassi e proteine, con un sapore gradevole. Ben tollerato da chi è allergico al latte vaccino.

Pecora: ha un latte molto nutriente e calorico, utilizzato principalmente per produrre formaggi.

Bufala: il suo latte è molto nutriente e ricco di grassi. Ha un sapore dolce, caratteristico, apprezzato anche per il consumo diretto.

Cavalla: il latte è a basso contenuto di grassi, ricco di acidi grassi insaturi. Non sono state registrate intolleranze.

Delineiamo la storia di questo alimento. Ovini e caprini arrivarono in occidente circa novemila anni fa dall’Asia. L’uomo si rese ben presto conto dell’importanza di questi animali, che erano fonte di lana, di carne e pelli, nonché del latte, alimento da poter consumare fresco o con cui produrre formaggio. Ma cosa davvero importante era il fatto che questi animali erano un vero e proprio capitale! Infatti potevano essere portate in viaggio vivi, nei lunghi spostamenti, fornendo cibo all’occorenza.

Dieci validi motivi per consumare il latte

1. Quello biologico di mucche al pascolo (non allevamento intensivo) è ricco di acido linoleico coniugato, un valido alleato contro alcuni tipi di tumori, arterosclerosi e ipercolesterolemia.

2. E’ ricco di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, che aiutano a tenere in buona salute la mente ed il cervello.

3. Grazie alla presenza di calcio, protegge le ossa contro l’osteoporosi.

4. La caseina (proteina) e il calcio proteggono e mantengono in salute i nostri denti.

5. Il calcio, presente in maniera significativa in esso presente, riduce il rischi di malattie cardiovascolari, poiché mantiene elastici i vasi sanguigni e riduce la presenza di colesterolo cattivo, aumentando al contempo quello buono.

6. La vitamina B3 (niacina) ci aiuta a migliorare e stabilizzare il peso corporeo, migliorando il dispendio energetico.

7. Ha un basso indice glicemico che, abbinato alla presenza di calcio e magnesio, riduce il rischi di diabete di tipo 2.

8. Favorisce la formazione, lo sviluppo e la crescita del tessuto osseo. E’ un alimento fondamentale nell’infanzia e adolescenza, perché aiuta lo sviluppo delle ossa.

9. Contribuisce alla salute intestinale, infatti con i suoi derivati favorisce, secondo diversi studi scientifici, la diversificazione del microbioma intestinale.

10. Può essere utilizzato in modo alternativo per lenire irritazioni cutanee provocate da punture di insetti, come maschera di bellezza per la pulizia del viso (idratante), nonché come emolliente per mani screpolate dal freddo.

Come ci nutre il latte (intero)

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI PER 100 g
Valore energetico 64 kcal
Proteine 3,28 g
Carboidrati 4,65 g
di cui zuccheri 4,65 g
Grassi 3,66 g
di cui saturi 2,28 g
di cui monoinsaturi 1.06 g
di cui poli-insaturi 0,14 g
Fibre 0 g
Sodio 49 mg

Qualche info in più

Intero, scremato, parzialmente scremato… che cosa significa?

Questi aggettivi identificano l’alimento in base al contenuto di grassi.

  • Intero: contiene grassi non inferiori al 3%;
  • Parzialmente scremato: grassi tra 1% e 1,8%;
  • Scremato: grassi inferiori allo 0,5%.

Quando il latte non fa bene

Nonostante gli innumerevoli benefici che il nutriente porta al nostro organismo, nonostante esso siaAlimenti 10 e lode. Il latte, nutrimento del neonato inserito tra gli alimenti alla base della piramide della dieta mediterranea, si tratta di un prodotto di origine animale, contente anche grassi saturi. Il principio cardine della moderazione dunque deve prevalere. Diciamo, in generale, che un buon bicchiere di latte biologico al giorno non può farci che bene.

– Bisogna prestare attenzione quando si soffre di intolleranza al lattosio (lo zucchero del latte) e/o allergia alle proteine in esso contenute: è possibile che provochi stitichezza, gonfiore o diarrea.

– Quello intero è ricco di grassi saturi, quindi è bene non farne abuso per i soggetti affetti da ipercolesterolemia.

– E’ uno dei maggiori responsabili di allergie, infatti durante la sua digestione vengono rilasciati centinaia di antigeni, sostanze riconosciute come estranee dal nostro corpo e che innescano dunque allergie. Ad esempio, molte persone affette da asma, rinite allergica o artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.[/box]

 

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti

Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione

Classe 1979 origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea! Inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto in prima persona e in famiglia di obesità! Attualmente laureando in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università san Raffaele di Roma. Dal 2016 è iscritto all’Enesag (ente nazionale esperti in alimentazione e gastronomia). Altre passioni? Sicuramente la musica che studia da quando aveva 11 anni.

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