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Gioco patologico: aumentare il prelievo fiscale, tetto massimo alle vincite

Gioco patologico: aumentare il prelievo fiscale, tetto massimo alle vincite

Gioco patologico: aumentare il prelievo fiscale, tetto massimo alle vinciteGioco patologico: ti spinge a giocare d’azzardo, e giocare ancora, senza mai fermarti. Non è più possibile controllare gli impulsi. Si può diventare ricchissimi e perdere ogni cosa in una sola sera. Si sente di avere possibilità illimitate, che di fatto non si posseggono. Che fare?

Devono essere adottate le “Linee d’azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da gioco d’azzardo patologico”. Ecco i suggerimenti che il Ministero della Salute formula nel documento: aumentare le imposte sul gioco, stabilire per legge un tetto alle vincite (così da fissare il margine dei gestori), migliorare la lotta all’evasione, di aumentare le sanzioni e di arrivare a un testo unico per riorganizzare le norme che disciplinano il settore. In sintesi, bisogna «rendere maggiormente efficace il sistema di tutela del gioco pubblico».

Gioco patologico: evasione delle imposte sui giochi

Deve essere creata un’autonoma «fattispecie di reato di evasione delle imposte sui giochi in tema di prelievo erariale unico e imposta unica sulle scommesse». Essa deve essere tale da integrare quelle previste dal Decreto legislativo di marzo del 2000. Sanzioni ad hoc (compreso il sequestro preventivo dei beni) dovrebbero essere introdotte, per coloro che hanno una concessione statale sui giochi ed evade le tasse. Alla tipologia della raccolta abusiva di scommesse deve essere estesa «la responsabilità amministrativa della persona giuridica» e la confisca («affidamento in giudiziale custodia alle Forze di Polizia con facoltà d’uso» si legge nel testo) delle attrezzature utilizzate per le attività di raccolta: parliamo di personal computer, stampanti e altre strumentazioni.

Gioco patologico: fissare un tetto massimo alle vincite

Il prelievo fiscale dovrebbe essere aumentato e bisognerebbe stabilire un tetto massimo alle vincite: il margine dei gestori risulterebbe, in tal modo, fissato.

Uno dei punti chiave, nelle linee guida del Ministero, è la prevenzione attraverso «la regolazione della distribuzione delle vincite/perdite». Payout altissimi sono a oggi consentiti ai concessionari dall’attuale prelievo sulle vlt (6%). C’è di più: «in tutte le attività di gioco online il prelievo fiscale è solo il 20% del margine del gioco» e la percentuale di vincite in questo caso può arrivare al 98%.

Si tratta di una politica aggressiva. Stando così le cose, il giocatore vince spesso piccole somme, ma gioca più a lungo. Secondo il documento, «Una tecnica di prevenzione efficace potrebbe essere quella di aumentare il prelievo fiscale (delle vlt, ndr) a una percentuale del 10-12%. Sicuramente questa misura si può dimostrare efficace», si ridurrebbe il rischio di creare nuovi giocatori problematici. E’ da notare che «la riduzione dell’attività non avrebbe impatto sulle entrate fiscali». Ma che cosa avviene per la riduzione dei ricavi della filiera? Le linee guida suggeriscono di introdurre «una percentuale di vincite massime fissata dallo Stato. Cioè il margine ai gestori sarebbe fissato dallo Stato e in questo modo le vincite si potrebbero ridurre ulteriormente». Si parla di un taglio graduale, che consentirebbe «un assestamento di tutto il processo senza spostare sui siti online illegali molti giocatori».

Gioco patologico: terapia di gruppo e strutture specializzate

Come curare meglio gli individui colpiti da gioco patologico? Saranno utili colloqui motivazionali, Gioco patologico: aumentare il prelievo fiscale, tetto massimo alle vincitepsicoterapia cognitivo-comportamentale, terapia di gruppo, tutoraggio economico e trattamenti integrati a carattere multidisciplinare. «Trattamenti residenziali o semiresidenziali» saranno affiancati al percorso di recupero ambulatoriale. Una struttura di accoglienza che ospita il giocatore patologico, nella quale la separazione temporanea «dal proprio ambiente», un contesto «con ridotti stimoli e richiami al gioco» e il «confronto e la riflessione» a contatto con altre persone affette dallo stesso disturbo, faciliterebbero il «cambiamento della sua struttura di pensiero» stimolando il «processo di cambiamento». Periodiche azioni di monitoraggio e verifica dei percorsi di cura e dei loro risultati sarebbero attuati dal servizio pubblico.

Il gioco patologico e i social network

Bisogna raccogliere e integrare dati sulle attività del giocatore, analizzarle attraverso modelli adeguati e instaurare con il giocatore un rapporto per «aumentarne consapevolezza e percezione del rischio».

Secondo il Ministero, «L’approccio non deve essere di tipo allarmistico/inibitorio». Gli interventi devono stimolare la consapevolezza del giocatore: si tratta di somministrare messaggi che però non infastidiscano la dinamica del gioco. E’ uno spostamento della tensione, da compiersi «nella maniera meno intrusiva possibile», in modo da gestire con efficacia interventi nel «contesto dell’ambiente di gioco».

Si vuol interagire con i giocatori anche tramite social network, in modo da «potenziare l’efficacia del sistema di prevenzione attraverso l’utilizzo delle appropriate leve psicosociali». Azioni di formazione, sia con la riqualificazione degli addetti agli sportelli di informazione, sia con la formazione stessa del personale che opera nelle sale da gioco, saranno promosse.

Gioco patologico: un percorso in sette fasi

Si tratta di un percorso articolato in sette fasi, dal primo approccio al paziente fino all’assistenza post-terapia. La prima fase, quella di accoglienza, partirà dopo la consulenza chiesta dal giocatore o dalla sua famiglia ai Servizi territoriali per le dipendenze patologiche presso le Asl. Sarà intessuta una serie di colloqui, nei quali verranno raccolte informazioni necessarie per la diagnosi, si passerà alla «valutazione diagnostica multidisciplinare», per un preciso inquadramento del caso anche in relazioni ad altre eventuali problematiche. Ma che cosa avviene al termine del percorso di valutazione? Si definisce il programma terapeutico: il trattamento si articola in una serie di interventi specifici, tra cui colloqui motivazionali, psicoterapie, tutoraggio economico, supporto sociale, collaborazione con associazioni di tutela economica. Monitoraggio e verifica si determineranno con cadenza trimestrale, prima della conclusione del percorso terapeutico, che potrà variare in base alla complessità clinica. Il percorso termina con il follow up del giocatore, con cui sono previsti due o più incontri nell’anno successivo alla conclusione della terapia. Un grave problema è risolto.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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