Sensibilità ambientale: il germoglio dell’unicità fiorisce grazie alla consapevolezza

sensibilità ambientale bambiniLa sensibilità ambientale, da non confondere con quella relativa ai cambiamenti climatici, è ormai un settore di ricerca e intervento delle neuroscienze da numerosi anni: è un tratto di personalità sano, innato, a base genetica e a trasmissione familiare, che coinvolge un 30% della popolazione e che è caratterizzato da alcune specifiche differenze nel funzionamento di alcune aree del cervello e, di conseguenza, nel differente modo di percepire e di elaborare tutti gli stimoli: sensoriali, emotivi e cognitivi.

“Potremmo chiamarla ‘neuro-diversità‘, come è di moda oggi, anche se la mia visione per l’alta sensibilità è di una neuro-divergenza sana ed evolutiva (una neuro- peculiarità), se viene riconosciuta e ben gestita da subito. Altrimenti, se non conosciuta, ignorata, o erroneamente etichettata, apre le porte a difficoltà psicologiche e relazionali che si possono sovrapporre, trasformando una qualità talentuosa in un problema“, spiega Nicoletta Travaini, Psicologa, Psicoterapeuta e autrice di libri tra cui “I bambini altamente sensibili cambieranno il mondo” (Red! Edizioni).

Per i genitori e gli insegnanti sono quindi da evitare tutte quelle espressioni che creano distacco e fanno pensare al bambino di essere ‘strano’; frasi come “sei esagerato”, “guarda come fanno gli altri bambini”, “non so più cosa fare con te”.

Ricordiamoci che stiamo parlando degli adulti di domani; la loro personalità (e di conseguenza le loro relazioni) saranno anche frutto di come sono stati cresciuti.

I bambini altamente sensibili cambieranno il mondo

“Ho sentito l’esigenza di scrivere un libro per i bambini altamente sensibili e non sui bambini altamente sensibili per diverse ragioni. sensibilità ambientale cos'èDopo tre libri sull’argomento, dopo centinaia di persone viste e aiutate in studio e nei corsi, dopo moltissime storie di vita che mi sono arrivate, mi sono resa conto che c’era un vuoto. Nessuno aveva ancora parlato direttamente ai bambini, quelli che oggi sono altamente sensibili, con il loro linguaggio, per spiegare loro cosa stanno vivendo e per aiutarli a valorizzare e gestire da subito il proprio talento, a volte ingombrante, anche col prezioso supporto dei genitori”, spiega l’autrice.

Oggi, fortunatamente, molte persone iniziano a interessarsi all’argomento, ma anni fa la situazione non era la stessa. Per esempio, la risposta tipica di un genitore al bimbo maschio che piangeva poteva essere:” Non fare la femminuccia“, invece di provare a capire nel profondo il disagio che il figlio stava attraversando.

Potete immaginare voi stessi le conseguenze di questo tipo di educazione.

Alta sensibilità ambientale: una dote da coltivare

L’alta sensibilità, come affermato in precedenza, è una caratteristica neurobiologica innata.

Il tratto di personalità che la contraddistingue deriva da una base genetica (anche se il gruppo di geni responsabile non è ancora stato isolato), ed è a trasmissione intra-familiare. Questo significa che è possibile ‘ereditarla’ da genitori o nonni.

I soggetti che presentano questa peculiarità hanno accresciuta percezione degli stimoli sensoriali, emotivi e cognitivi.

Per stimoli sensoriali si intendono i 5 sensi che, in questo caso, elaborano maggiormente e in profondità le informazioni percepite.

Gli stimoli emotivi riguardano, per esempio, una spiccata empatia verso le emozioni altrui (anche degli animali), da cui può derivare un profondo senso di giustizia.

Questi individui, inoltre, sono in grado di dare un nome alle emozioni anche in giovane età: non è comune, infatti, che un bambino di 4 anni sappia comunicare con efficacia il proprio stato d’animo (per esempio “sono stanco”, “sono arrabbiato”, “non lo trovo giusto” ecc).

Gli stimoli cognitivi, invece, coinvolgono doti come il pensiero creativo o divergente. Parliamo di spiccate doti comunicative, di amore per l’arte in tutte le sue forme, della capacità di smontare i giocattoli per crearne di nuovi.

I bambini che presentano queste doti possono, per esempio, essere scambiati a scuola per alunni disattenti o timidi, mentre invece stanno semplicemente elaborando molte più informazioni dei compagni.

Infatti, poichè molti insegnanti non conoscono questa caratteristica, trovano risposte come l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione/iperattività).

“I genitori, invece, vorrebbero figli ‘facili’, che rimangono lì dove li metti senza fare storie. Invece, è giusto che i bambini facciano esattamente l’opposto, provando, giocando, scoprendo il mondo guidati dalla curiosità”, commenta Travaini.

I capricci esistono davvero?

Un tema fondamentale, che riguarda non solo i bambini altamente sensibili, è quello dei capricci.

Provando a rispondere da soli, vi siete mai chiesti che cosa sia un capriccio?

Potrebbe essere un bambino che chiede insistentemente di avere un giocattolo, che si butta per terra perchè non vuole uscire, e altri infiniti esempi.

“Tuttavia, il capriccio non è altro che il nome dato dagli adulti per ‘tagliare corto’ e non provare a comprendere in profondità. Questi comportamenti, infatti, sono il modo in cui i bambini provano a comunicare uno stato d’animo. L’adulto, invece, ha il dovere di sintonizzarsi con il bambino, di creare una connessione emotiva. Ma affinchè ciò avvenga, è necessario un lavoro di consapevolezza per comprendere il ruolo che si ricopre”, commenta l’autrice.

Un bambino dotato di sensibilità ambientale, in questo caso, potrà crescere in due modi.

Se la sua sensibilità non viene valorizzata e compresa, o addirittura maltrattata e umiliata, potrebbe sviluppare disturbi psicologici associati come depressione e ansia.

“In un mondo in cui la sensibilità ambientale è conosciuta, compresa, accettata e valorizzata- aggiunge l’autrice- questi individui potrebbero davvero migliorare la società. Stiamo parlando di attenzione verso il prossimo, etica, relazioni sane e profonde. Non a caso le aziende cercano sempre più persone contraddistinte da intelligenza emotiva“.

Alcuni esempi di sensibilità ambientale

Vediamo insieme alcuni esempi che potrebbero farvi capire nel pratico di cosa stiamo parlando.

Disorientamento

Se in classe le cambiano il posto, Nina può sentirsi strana, disorientata e turbata per tutto il giorno o anche per molti giorni senza capire perché e senza riuscire a parlarne. Anche mamma e papà possono fare fatica a capirla in questi momenti. I grandi cambiamenti sono molto difficili per lei. Per esempio cambiare stanza da letto o cambiare casa, o maestra, oppure la nascita di un fratellino o di una sorellina. Può entrare in crisi, può tornare a parlare come una bambina piccola, può avere paura di stare da sola o fare la pipì a letto.

Stimoli tattili

sensibilità ambientale psicologiaGiulia invece non sopporta certi vestiti. Quelli di lana che pungono. Quelli stretti in vita. Le calze lunghe, i pantaloni e i jeans non riesce proprio a tenerli: la sua mamma non sa più cosa fare, perché anche d’inverno Giulia vuole mettere solo vestitini con calzine corte. Le volte che mamma ha insistito, è rimasta a disagio tutto il giorno e a scuola non è riuscita a concentrarsi per niente.

Un ambiente rilassante

Una gita in un parco acquatico con piscine e scivoli può rendere felice Gabriele ma contemporaneamente spaventarlo. Allo stesso modo si agita dentro i centri commerciali o quando mamma lo porta con sé a fare la spesa al supermercato: può irritarsi molto e arrivare a infastidire mamma per sbrigarsi a tornare a casa, generando un circolo di nervosismo che può sfociare in rimproveri e pianti.

Invece una passeggiata in mezzo al verde o vicino a un lago, per esempio, o qualche momento per ascoltare un po’ di musica, da solo o con mamma, sono momenti che aiutano tanto Gabriele a rilassarsi e a ritrovare la calma.

“I rumori, i suoni, le urla, la folla e il vociare continuo, la musica forte, il caldo, la luce forte, i numerosi stimoli sono per questi bimbi speciali fonte di grande stress perché richiedono molta energia sia fisica che psicologica per essere gestiti”, spiega Travaini.

Empatia

Giovanni è molto premuroso con i suoi amichetti e all’asilo si prende spesso cura degli altri, cedendo i propri giochi o aiutandoli nei compiti assegnati.

Verso i bimbi più piccoli poi è ancora più attento: se sente un pianto nella stanza, va subito a ‘controllare’ cosa è accaduto e a vedere se può fare qualcosa per aiutare. Addirittura può succedere che, se un’amichetta entra in crisi e piange e si getta a terra inconsolabile, Giovanni si sdrai a terra vicino a lei: la guarda negli occhi, le sorride dolcemente e sta lì al suo fianco finché l’amichetta non si calma.

“I bambini altamente sensibili sono tipicamente anche iperempatici, cioè si sintonizzano velocemente e naturalmente sulle emozioni degli altri. Perciò è tanto importante aiutarli a costruire dei buoni confini emotivi, a riconoscere i propri sentimenti e le proprie sensazioni e a distinguerli da quelli degli altri“, conclude l’autrice.

Chiedi un consiglio all’esperta

Per coloro che volessero approfondire il tema, o contattare direttamente Nicoletta Travaini, molte informazioni sono disponibili qui.

 

 

 

Copertina: Foto di JESSICA TICOZZELLI: https://www.pexels.com/it-it/foto/ragazzino-nel-campo-di-grano-5985670/

Foto di Vlada Karpovich: https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-donna-ragazza-festa-7100331/

About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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