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Depressione da periodo natalizio. Se festività non fa rima con felicità

Depressione da periodo natalizio. Se festività non fa rima con felicità

Il periodo natalizio per molti di noi è forse il momento di festa più atteso dell’anno insieme alle vacanze estive.

Per molti è sinonimo di gioia, entusiasmo e convivialità, nonché di tradizioni e abitudini che conferiscono un senso di identità e appartenenza a una determinata cultura. Le azioni strutturate e ripetitive proprie delle tradizioni possono infatti agire come ammortizzatore per l’ansia e instillare un sentimento di appartenenza e serenità che aumenta la generosità delle persone.

Durante il periodo natalizio, però, c’è anche chi sperimenta forti livelli di solitudine, depressioneansia , malinconia. Una  ricerca scientifica, pubblicata su Innovations in Clinical Neuroscience, dimostra infatti che il periodo natalizio, soprattutto tra chi passa le feste in solitudine, l’umore generale tende a peggiorare e il consumo di alcol ad aumentare.

Nell’immaginario collettivo, infatti, il Natale è associato all’obbligo di celebrare certi valori, ma anche di essere felici nonostante tutto. Questo può provocare in alcune persone comportamenti compulsivi e veri e propri attacchi d’ansia.

Una percezione negativa del periodo natalizio deriva dalle aspettative che questa festività porta con sé e che, se non del tutto soddisfatte, possono innescare un forte senso di frustrazione, con conseguente rischio di vivere male il momento, magari soffrendo di attacchi di ansia o addirittura di depressione.

Tristi da Natale alla Befana

“Il Natale viene associato a una serie di gratificazioni, sia di tipo materiale che sociale: quando queste vengono a mancare possono emergere emozioni negative (come solitudine, nostalgia e malinconia) insieme a un importante bisogno d’affetto. Per molte persone, provare questo tipo di emozioni sotto le feste è normale: è il nostro cervello che evidenzia bisogni insoddisfatti e che ci chiede di soddisfarli”, dice Aída Rubio, la direttrice del servizio di psicologia di TherapyChat.

Dunque andiamo in crisi, problema che però può essere vissuto come un’opportunità.

“È bene comprendere che ogni tipo di emozione, anche se negativa, può esserci utile”, continua l’esperta. “La tristezza, per esempio, ci aiuta a cercare sostegno e soluzioni in una situazione difficile; la rabbia può essere invece una risposta adattativa a un profondo senso di disagio e se ben incanalata può spronarci a perseguire i nostri obiettivi con integrità e resilienza; e ancora, l’ansia può aiutarci a prevenire il verificarsi di una situazione potenzialmente sgradevole”.

Gestire le emozioni del periodo natalizio

Eppure non è sempre facile riuscire a gestire l’insieme di queste sensazioni, che sotto le feste diventano così dolorose e  manifestarsi anche sul piano fisico con indsonnia e disturbi alimentari.

“La tristezza può diventare un episodio depressivo, portandoci a sperimentare senso di colpa, disperazione, profonda tristezza, irritabilità, perdita di piacere nelle cose, arrivando ad alterare i nostri modelli di sonno e alimentazione. E l’ansia può trasformarsi in un disturbo d’ansia causando attacchi di panico, ossessioni ricorrenti e preoccupazione eccessiva”, conclude Aída Rubio.

Non dimentichiamo comunque che, lavorare sulle proprie emozioni, eventualmente rivolgendosi a un professionista, è fondamentale non soltanto nel periodo natalizio.

6 consigli per stare meglio

TherapyChat ha analizzato come le festività incidano (in positivo e negativo) sui nostri stati d’animo e ha condiviso 6 consigli per affrontare al meglio il Natale.

  1. Mantieni la routine: per conservare un buon equilibrio mente-corpo e lavorare sull’emotività positiva, è essenziale mantenere adeguati livelli di sonno e riposo, seguire una dieta equilibrata che rispetti un orario appropriato e, naturalmente, non trascurare l’attività fisica, che stimola neurotrasmettitori come la serotonina, le endorfine, la dopamina e l’ossitocina.
  2. Impara a provare gratitudine: quando pensiamo molto a qualcosa di negativo, permettiamo al nostro cervello di conferirgli un peso maggiore e di sviluppare un maggior numero di pensieri irrazionali dannosi. Questo meccanismo ci rende anche più ricettivi a percepire la realtà intorno a noi in modo distorto, prestando più attenzione al negativo e ignorando gli aspetti positivi. Pertanto, un buon antidoto è quello di sforzarsi di concentrare la nostra attenzione sulle cose positive della vita, su ciò che abbiamo e che ci rende felici; in breve, su ciò per cui possiamo ringraziare la vita. Quindi, prova a fare ogni giorno una lista di almeno 3 cose che sono successe, che possiedi o che ti caratterizzano, di cui puoi essere grato.
  3. Pratica la meditazione: questa attività aiuta a distogliere l’attenzione dal passato e a renderci più ricettivi rispetto al presente.
  4. Cerca supporto: a Natale, la solitudine è uno dei sentimenti più comuni. Per sconfiggerla, la cosa migliore è cercare l’aiuto delle persone su cui puoi contare, oppure incoraggia te stesso a incontrare nuove persone.
  5. Visualizza le tue aspettative: la prima cosa da tenere a mente è che le aspettative sono forgiate dalle nostre credenze, cioè dalla visione personale di come noi, gli altri e il mondo dovremmo essere. Quando la realtà non corrisponde alla nostra immagine ideale, emergono sentimenti quali frustrazione e delusione. Per evitare ciò, occorre riuscire a identificare il giudizio di valore dietro le nostre aspettative. “Perché penso che il Natale dovrebbe essere speciale?”. Alla radice delle nostre aspettative irraggiungibili ci sono infatti pensieri irrazionali che, se individuati, possono essere ridimensionati.
  6. Crea un nuovo pensiero adattato al presente: una volta che abbiamo preso coscienza dell’origine delle nostre aspettative, possiamo concentrarci sui bisogni del presente e generare così un pensiero e un comportamento più adeguati alle nostre esigenze.

 

 

 

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