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La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere

La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere

La paura dell’abbandono: chi la vive da qualche parte, lungo la strada, di fatto ha abbandonato se stesso. Le persone che nelle relazioni hanno sperimentato l’abbandono si sentono tutt’altro che sicure di sé: si sentono perse, indesiderate, scartate, insignificanti e indifese. L’abbandono è, infatti, un vero e proprio shock per il nostro sistema emotivo. Ci si sente improvvisamente tagliati fuori da una relazione significativa. Di conseguenza, la vita post-abbandono comporta la ricerca continua di riempire questo vuoto emotivo che, nelle relazioni, rende le persone troppo sensibili, appiccicose, manipolatorie, ansiose e persino ossessive. Il fatto è che poi molti si vergognano e si disprezzano per questi comportamenti, ma non riescono a controllarli, con il risultato che sarà la paura dell’abbandono a gestire l’intera relazione e a condurre, spesso, all’allontanamento del partner.

La paura dell’abbandono e la fusione emozionale

Quando si vive nella paura dell’abbandono, per far fronte alla proprie insicurezze croniche, si crea unaLa paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere sorta di “fusione emozionale” con il partner, il che significa che si dipende dalla persona vicina per regolare l’immagine di sé e delle proprie emozioni. In una frase: “Ho bisogno che tu ti senta bene con me, così posso sentirmi bene con me stessa/o. Non posso sopportare che ti arrabbi con me, perché significa che sono una persona sbagliata/cattiva e perciò mi abbandonerai.” E poiché ci si affida al partner per sentire quel senso di stabilità tanto bramata, si vive reagendo in modo difensivo a qualsiasi cosa faccia il partner.

La paura dell’abbandono e la costruzione di un sé forte

Chi vive la paura dell’abbandono da qualche parte, lungo la strada, di fatto ha abbandonato se stesso. Ha rinunciato alla propria forza e ha dato il suo potere a qualcun altro per sentirsi bene: dipende dalla rassicurazione di altri, per trovare la sua fonte di pace. Al fine di superare l’abbandono, quindi, occorre rivendicare il proprio potere personale e acquisire il pieno possesso di se stessi. L’obiettivo è la costruzione di un sé forte, che passa dal sentirsi vittima al sentirsi una persona ricca di potenziale.

La paura dell’abbandono: indicazioni utili al fine di contrastarla

La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potereEcco alcune indicazioni utili, per iniziare a costruire un forte senso di sé.

Assumersi la responsabilità delle proprie emozioni – Il profondo vuoto emotivo che provano le persone con la paura dell’abbandono le costringe a guardare a una relazione come alla risposta ai loro problemi.  Per esempio, possono affidare al partner il proprio bisogno di sicurezza: di conseguenza, se al partner capita di vivere un periodo di sconforto, si sentiranno dei “relitti” emotivi. E’ necessario, quindi, accettare che si è responsabili al 100% delle proprie reazioni emotive e smettere di incolpare gli altri per la propria ansia.

Imparare l’auto-convalida – La maggior parte delle persone che lottano con la paura dell’abbandono è fortemente dipendente dalla convalida esterna per sentirsi al sicuro. La convinzione che guida questo tipo di atteggiamento è “Ho bisogno di un rinforzo costante per verificare che le persone mi amano, così posso sentirmi bene con me stesso”. Non si può dare alle persone il potere di determinare la propria autostima: è un’impresa infruttuosa che non accontenterà mai nessuno. Inoltre, quando non si crede nel proprio valore, non ci saranno abbastanza lodi a convincere del contrario. Come sarebbe se il proprio umore non fosse controllato dalle parole e dai comportamenti delle altre persone?

Avere corrette aspettative idealistiche – Inconsciamente, le persone con una storia di abbandono cercano continuamente di compensare ciò che hanno perso durante l’infanzia e si avvicinano alle relazioni con la mentalità del “consumatore”: si sentono come in credito continuo e si aspettano che il partner soddisfi tutte le loro esigenze. Proprio per questo, spesso il partner viene messo su un piedistallo, perché possiede quello di cui la persona ha bisogno.

La paura dell’abbandono e della dipendenza dall’amore vanno di pari passo. Per rompere questa La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio poteredipendenza “tossica”, è necessario cambiare il modo in cui si soddisfano principalmente i propri bisogni. Come sarebbe se ci si assumesse la piena responsabilità della propria felicità? E’ necessario investire su se stessi e creare di proposito la vita che si desidera. Per alcuni, questo significa rifugiarsi nella fede, per altri rivolgersi a un terapeuta, a un coach, a un gruppo di crescita personale; oppure viaggiare, allenarsi, creare nuovi obiettivi di vita, imparare nuove abilità, diversificare le relazioni o iniziare una nuova carriera. I modi sono tanti.

La paura dell’abbandono: un’opportunità di crescita

La paura dell’abbandono è un’opportunità di crescita. “La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno”. Con questa frase Abraham Maslow, psicologo statunitense,  ci invita a decidere di crescere  e a superare il disagio e lo stress, derivanti dal senso di vulnerabilità che la crescita personale comporta , perché soltanto crescendo e diventando emozionalmente indipendenti potremo scoprire la forza che è in noi.

About Tiziana Naclerio

Tiziana Naclerio
Sono una Life & Business Coach, vivo a Imperia, nella bellissima Liguria di Ponente, e lavoro in tutta Italia conducendo corsi per privati e aziende sul potenziamento e sviluppo delle risorse umane, Tengo inoltre sessioni individuali di coaching anche via skype. Il coaching nasce con l'idea di abbracciare il cambiamento, liberarsi dalle credenze limitanti e superare gli ostacoli al fine di creare i risultati che si vogliono nella vita, di lavoro ma, soprattutto, di BEN-ESSERE. E per me, BEN-ESSERE, significa 1) apprezzare ogni giorno della propria vita 2) scoprire e valorizzare ciò che funziona 3) apprendere continuamente 4) essere connessi alle persone 5) inserire gioia e divertimento in tutto ciò che si fa 6) apprezzare le idee, i sogni, gli obiettivi diversi 7) vivere in modo ottimista

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