La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere
Eros & Psiche

La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere

17/06/2019
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La paura dell’abbandono: chi la vive da qualche parte, lungo la strada, di fatto ha abbandonato se stesso. Le persone che nelle relazioni hanno sperimentato l’abbandono si sentono tutt’altro che sicure di sé: si sentono perse, indesiderate, scartate, insignificanti e indifese. L’abbandono è, infatti, un vero e proprio shock per il nostro sistema emotivo. Ci si sente improvvisamente tagliati fuori da una relazione significativa. Di conseguenza, la vita post-abbandono comporta la ricerca continua di riempire questo vuoto emotivo che, nelle relazioni, rende le persone troppo sensibili, appiccicose, manipolatorie, ansiose e persino ossessive. Il fatto è che poi molti si vergognano e si disprezzano per questi comportamenti, ma non riescono a controllarli, con il risultato che sarà la paura dell’abbandono a gestire l’intera relazione e a condurre, spesso, all’allontanamento del partner.

La paura dell’abbandono e la fusione emozionale

Quando si vive nella paura dell’abbandono, per far fronte alla proprie insicurezze croniche, si crea unaLa paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio potere sorta di “fusione emozionale” con il partner, il che significa che si dipende dalla persona vicina per regolare l’immagine di sé e delle proprie emozioni. In una frase: “Ho bisogno che tu ti senta bene con me, così posso sentirmi bene con me stessa/o. Non posso sopportare che ti arrabbi con me, perché significa che sono una persona sbagliata/cattiva e perciò mi abbandonerai.” E poiché ci si affida al partner per sentire quel senso di stabilità tanto bramata, si vive reagendo in modo difensivo a qualsiasi cosa faccia il partner.

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La paura dell’abbandono e la costruzione di un sé forte

Chi vive la paura dell’abbandono da qualche parte, lungo la strada, di fatto ha abbandonato se stesso. Ha rinunciato alla propria forza e ha dato il suo potere a qualcun altro per sentirsi bene: dipende dalla rassicurazione di altri, per trovare la sua fonte di pace. Al fine di superare l’abbandono, quindi, occorre rivendicare il proprio potere personale e acquisire il pieno possesso di se stessi. L’obiettivo è la costruzione di un sé forte, che passa dal sentirsi vittima al sentirsi una persona ricca di potenziale.

La paura dell’abbandono e della dipendenza dall’amore vanno di pari passo. Per rompere questa La paura dell’abbandono: contrastarla e rivendicare il proprio poteredipendenza “tossica”, è necessario cambiare il modo in cui si soddisfano principalmente i propri bisogni. Come sarebbe se ci si assumesse la piena responsabilità della propria felicità? E’ necessario investire su se stessi e creare di proposito la vita che si desidera. Per alcuni, questo significa rifugiarsi nella fede, per altri rivolgersi a un terapeuta, a un coach, a un gruppo di crescita personale; oppure viaggiare, allenarsi, creare nuovi obiettivi di vita, imparare nuove abilità, diversificare le relazioni o iniziare una nuova carriera. I modi sono tanti.

La paura dell’abbandono: un’opportunità di crescita

La paura dell’abbandono è un’opportunità di crescita. “La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno”. Con questa frase Abraham Maslow, psicologo statunitense,  ci invita a decidere di crescere  e a superare il disagio e lo stress, derivanti dal senso di vulnerabilità che la crescita personale comporta , perché soltanto crescendo e diventando emozionalmente indipendenti potremo scoprire la forza che è in noi.

Sono una Life & Business Coach, vivo a Imperia, nella bellissima Liguria di Ponente, e lavoro in tutta Italia conducendo corsi per privati e aziende sul potenziamento e sviluppo delle risorse umane, Tengo inoltre sessioni individuali di coaching anche via skype.Il coaching nasce con l'idea di abbracciare il cambiamento, liberarsi dalle credenze limitanti e superare gli ostacoli al fine di creare i risultati che si vogliono nella vita, di lavoro ma, soprattutto, di BEN-ESSERE. E per me, BEN-ESSERE, significa1) apprezzare ogni giorno della propria vita 2) scoprire e valorizzare ciò che funziona 3) apprendere continuamente 4) essere connessi alle persone 5) inserire gioia e divertimento in tutto ciò che si fa 6) apprezzare le idee, i sogni, gli obiettivi diversi 7) vivere in modo ottimista