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Chiara Gamberale, una storia dal mito greco alla modernità del presente

Chiara Gamberale, una storia dal mito greco alla modernità del presente

 Chiara Gamberale ci ha abituati a racconti di vite ingarbugliate, ripiegate su se stesse, talvolta incapaci di ritrovare il bandolo della matassa e anche l’ultimo romanzo, “L’isola dell’abbandono” non sfugge a questo copione, ormai considerabile come un marchio di fabbrica.

E’ davvero improbabile imbattersi in un amore trasparente, lineare e ripulito dagli impliciti di un passato che tendiamo a negare persino a noi stessi nel tentativo di rimuoverlo?

Al momento sembrerebbe di sì, sviscerando le esistenze dei personaggi dell’autrice dopo averle osservate attraverso gli occhi di Mandorla, figlia di una portinaia e di un misterioso condomino (“Le luci nelle case degli altri”), o quelli di Erica e Tea, unite dal medesimo supermercato in cui fare la spesa (“Quattro etti d’amore, grazie”), o ancor di Pietro e Lidia, che devono decidere se ri-aprirsi al sentimento dell’amore o rintanarsi nel proprio bozzolo (“Adesso”).

A ruotare intorno all’isola dell’abbandono, subito o scelto, sono questa volta quattro fondamentali figure, Arianna, Stefano, Di e Damiano: una donna e tre uomini che attraversano la sua esistenza incidendola con tagli profondi, strappando carni che non riescono a rimarginarsi, seminando dubbi e paure ancestrali fino a dover cedere il passo all’ultimo arrivato, Emanuele, capace di sovvertire tutte le regole appena venuto al mondo.

L’isola in questione è Naxos, una delle Cicladi greche in cui la luce è più viva che altrove, il mare esercita un richiamo da sirena, la bellezza incanta chi sa coglierla.

Ma Naxos è anche un’isola del mito, termine che nel romanzo di Chiara Gamberale assume valore simbolico e ritorna innumerevoli volte per richiamare il passato dell’umanità, quello in cui l’uomo cercava di costruirsi un sistema di riferimento capace di giustificare il mondo e il suo esistere.

Si narra che l’eroe greco Teseo, giunto a Creta per liberare il suo popolo dalla sudditanza al Minotauro, al quale era dovuto un tributo annuale di vite umane, abbia ucciso il mostro nel Labirinto e da questo sia uscito indenne grazie al filo di Arianna, un gomitolo di lana datogli dalla figlia del re Minosse.

Innamoratasi di lui, ella lo avrebbe seguito abbandonando la sua famiglia per poi essere a sua volta abbandonata proprio sull’isola di Naxos e in seguito portata via da Dioniso.

Non è dunque un caso se la protagonista del romanzo di Chiara Gamberale porta il suo nome, nel quale si cela una parte del destino della vita di questa quarantenne romana, madre quando non sperava più di poterlo essere, in lotta tra realtà presente e fantasmi del passato.

Luoghi e tempi si intrecciano nella storia di Chiara Gamberale   

Due i luoghi e due i tempi che racchiudono la storia di Arianna: Roma e Naxos, il 2008 e il 2018.

L’autrice li combina a scacchiera, con rimbalzi dall’uno all’altro che non vanno persi di vista, magari servendosi di un filo, le riflessioni della protagonista sulla sua vita, per sbrogliarsi dagli intoppi.

Nel 2018 Arianna vive a Roma ed è madre del piccolo Emanuele, entrato di sorpresa nella sua vita e capace di trasformagliela in modo assoluto, diventando il centro di interesse unico e permanente.

Suo padre, Damiano, viene proiettato sullo sfondo, addirittura allontanato da casa proprio nel momento in cui ha preso la decisione di lasciare sua moglie e diventare compagno a tutti gli effetti (Arianna è stata prima sua paziente e poi la sua amante per nove anni, senza che mai si ventilasse l’ipotesi di un cambiamento di status).

In realtà, la loro è una situazione che si regge su presupposti inusuali: Damiano era stato lo psicoterapeuta che aveva in carico, proprio dieci anni prima, Stefano, il grande amore di Arianna, l’uomo per cui lei aveva accettato tradimenti e tanta sofferenza, data dalle sue pulsioni verso la droga e le donne.

Convivere con un bipolare sembrava a tutti una follia, eppure lei tentava ogni volta di ricucire gli strappi, di mettere ordine nella loro casa e nel suo cuore, a fronte di una diagnosi di bipolarismo tale da dover richiedere l’intervento del dottor Damiano Massimini e cure farmacologiche.

Nel frattempo continuava il suo lavoro di illustratrice di libri e creatrice di strisce per bambini, dando al suo coniglio Pilù e all’elefantino Naso il compito di alleviare le sofferenze dentro di sè, di colmare i vuoti e attenuare le assenze.

In fondo per Arianna amare Stefano era vivere, era l’unica condizione di vita che le pareva possibile, anche se la loro era una coppia inusuale, minata all’interno, devastata dall’instabilità di cui lui era interprete e causa prima; non vi era nulla di usuale per loro due, ogni giorno poteva essere anonimo o unico, minimo o massimo.

Il viaggio a Naxos del 2008 aveva rappresento la svolta: qui Arianna aveva provato la ferocia dell’abbandono da parte di Stefano, si era sentita spezzata e straziata, aveva perso il suo contatto con la realtà scegliendo di viverne una parallela, alternativa, pensando erroneamente di aver trovato l’antidoto al suo male di vivere in Di, surfista conosciuto sull’isola.

Ancora una volta, però, la vita aveva fatto una brusca e improvvisa sterzata, l’equilibrio rivelato la sua precarietà e Arianna era precipitata nel buio di una depressione da cui aveva provato a risollevarla proprio il dottor Damiano Massimini, nel momento stesso in cui lei non si riconosceva più, non aveva interesse a vivere, non trovava alcuna risposta alle sue domande.

Chiara Gamberale suggerisce di trovare nel passato le risposte al presente

L’autrice ha scelto di disseminare in tutta la storia i diversi nessi logici e temporali, lasciando al lettore la pazienza di ricucire la trama nella sua interezza, passo dopo passo.

E’ così che scopriamo come sono trascorsi i dieci anni tra l’abbandono da parte di Stefano su Naxos (a cui ha fatto seguito l’abbandono di Naxos e di Di) e il 2018, anno della nascita di Emanuele.

Damiano è passato da psicoterapeuta ad amante in breve tempo, dividendosi tra la moglie e Arianna.

Diventando madre, Arianna ha potuto finalmente affrontare le più elementari regole dell’esistenza: c’è sempre qualcuno che muore a fronte di qualcuno che nasce, c’è chi sa restare ed  affrontare i giorni che passano e chi sceglie di fuggire, chi sa crescere e maturare e chi non è in grado di farlo.

A dieci anni di distanza dalla stagione che la vide a Naxos legata prima a Stefano e in seguito a Di, Arianna torna sull’isola per risolvere tutto ciò che è rimasto in sospeso, per chiudere i conti, se possibile, col dolore, per poter regalare al piccolo Emanuele la storia di una madre che ha forato il bozzolo ed è pronta a volare via con lui.

Le basterà un solo giorno per ricostruire un quadro accettabile, grazie all’aiuto di Di, per riconoscersi fragile e forte allo stesso tempo, per conoscersi finalmente per quello che è, per provare a rinascere su braci ancora ardenti da spegnere una volta per tutte, per sfrondare l’amore da tante inutili complicazioni.

Quando torna a Roma da Naxos, quando ha finalmente fatto pace con quella che era dieci anni prima e con quella che oggi è, consapevole di doversi amare di più, Arianna ha un solo desiderio, stringere tra le braccia suo figlio a cui lascerà da leggere una lunga lettera che gli possa spiegare le sue radici materne, tutta la gioia e la sofferenza di cui sua madre si è nutrita ed ha trasfuso in lui, sempre e solo per amore.

Per vivere, dobbiamo accettare che spesso occorre lasciarsi vivere, rinunciare ad un controllo che non è in nostro potere, riconoscere le debolezze  e una semplice realtà, quella di non sapere sempre di cosa abbiamo bisogno: ma a ciò fa da argine l’amore, se lo lasciamo libero da vincoli.

 Chiara Gamberale, una storia dal mito greco alla modernità del presenteAUTRICE : Chiara Gamberale

TITOLO : L’isola dell’abbandono

EDITORE : Feltrinelli

PAGG. 224,  EURO 16,50 (versione Ebook euro 9,99)

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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