psicoterapia cognitivo comportamentale

Psicoterapia: la web therapy sostituirà quella tradizionale?

Il famoso regista e attore Woody Allen, nel suo celebre film “Io e Annie”, dopo aver ammesso di essersi affidato alla psicoterapia per più di 15 anni commenta ironicamente parlando del suo terapeuta: “Gli concedo un altro anno… e poi vado a Lourdes”.

Molte persone, per problemi di varia natura, si sono rivolte a uno psicoterapeuta.

Altre, invece, assecondando lo stigma secondo cui “chi va dallo psicologo è pazzo, un individuo con seri problemi mentali”, preferiscono farne a meno.

La verità, probabilmente, è che tutti, prima o poi, avremmo bisogno di affidarci a uno specialista in questo ambito.

Del resto, non facciamo la stessa cosa per un ginocchio dolorante, o per un problema di vista?

Tuttavia, chiarito questo punto, sorge un’altra questione: la psicoterapia online (web therapy) può essere considerata una modalità d’intervento efficace per pazienti e terapeuti? O dovrebbe semplicemente rimanere uno strumento a supporto di una, più tradizionale, terapia in cui ci si vede di persona?

“La terapia non dovrebbe essere guidata dalla teoria, ma dalla relazione“, affermò lo scrittore e psichiatra Irvin David Yalom.

E se ci lamentiamo delle relazioni finte e sempre più effimere offerte dai social, e del freddo linguaggio che caratterizza le app che tutti conosciamo, forse possiamo già abbozzare una risposta.

Psicoterapia online: quando è nata e perché?

psicoterapia Auxologico
Gianluca Castelnuovo

“Si sente parlare di psicoterapia online già dai primi anni del 2000, sebbene in forme diverse“, commenta Gianluca Castelnuovo, Ordinario di Psicologia Clinica all’Università Cattolica di Milano e Direttore del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia all’Auxologico.

Infatti, alcune tecnologie e modalità di comunicazione che abbiamo quasi dimenticato, come SMS e MMS, rappresentavano una prima e rudimentale forma di telemedicina, che possiamo descrivere come l’insieme di tecniche mediche e informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza.

In Paesi molti grandi, come per esempio l’Australia, nei quali era difficile per problematiche logistiche recarsi dal terapeuta, sono nati i primi approcci di questo genere.

Le nuove opportunità ‘offerte’ dal Covid

“Tuttavia, in tempi più recenti, è stata proprio la pandemia da Covid a ‘obbligare’ i professionisti a cercare nuove soluzioni. In primo luogo per poter fornire assistenza ai nuovi pazienti, e in secondo luogo per non interrompere i percorsi di terapia già in atto”, continua Castelnuovo.

Immaginiamo persone in crisi per la propria salute e quella dei loro cari, scoraggiate per il futuro lavorativo ed economico, esasperate dai nuovi equilibri che si sono creati nelle dimore, il tutto condito dal non poter uscire di casa, se non con un cane al guinzaglio o per specifici motivi di lavoro e salute.

Quale momento migliore per cercare conforto e risposte da uno psicoterapeuta?

“A ottobre 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riportato che circa il 70% dei Paesi ha adottato la ‘tele-terapia’ (ovvero sessioni di psicoterapia in video chiamata) come soluzione all’interruzione dei servizi di salute mentale di persona. Per esempio, a partire dall’inizio della pandemia, Talkspace, azienda newyorkese di terapia online, ha registrato un incremento delle richieste dei propri servizi pari al 65%“, spiega la terapista americana Kristen Gygi.

Tuttavia, requisiti come il disporre della tecnologia necessaria, dell’accesso a Internet e del traffico dati implicano che la terapia online potrebbe non essere la soluzione adatta per le persone meno abbienti.

Infatti, nell’80% dei Paesi più sviluppati abbiamo assistito a queste nuove forme di terapia online, numeri diversi (meno del 40%) per quanto riguarda i Paesi meno agiati.

Tuttavia, una volta superata la pandemia, il quadro si è modificato notevolmente. E, al giorno d’oggi, potrebbe quasi sembrare che la psicoterapia online affianchi quella tradizionale.

Ma le novità sono ancora una risorsa? O rischiano di minare le solide fondamenta della psicoterapia ‘pre-Covid’?

Le virtù della psicoterapia online

psicoterapia onlineLa Dott.ssa Carla Croft, che lavora per l’NHS (il servizio nazionale sanitario britannico), spiega che la terapia online ha molti vantaggi per i pazienti: “Mi capita spesso di riceverli in video chiamata durante la loro pausa pranzo, dentro la macchina o in una stanza più appartata. Naturalmente, molti di loro lavorano da casa e godono quindi di una certa privacy lontano dai colleghi (che prima non avevano) e di una maggior flessibilità. Questo significa che la gente che lavora si trova ora ad avere un accesso più semplice e immediato alla terapia“.

Il Dott. James Arkell, consulente psichiatra presso il Nightingale Hospital di Londra, ha notato che la terapia online sembra essere più adatta ai pazienti più giovani. Per loro mandare messaggi e fare chiamate in FaceTime è una consuetudine familiare, e non hanno alcun problema a fare consulenze via smartphone.

Un altro aspetto da considerare è ‘l’effetto disinibizione‘, per cui un paziente potrebbe sentirsi più a suo agio nel proprio salotto, e quindi aprirsi con ridotta inibizione durante la seduta online.

Inoltre, parlando di prezzi, le sedute online sono spesso più economiche e abbattono i costi legati agli spostamenti per recarsi dallo specialista.

I limiti della psicoterapia online e i vantaggi delle sedute ‘tradizionali’

“La tecnologia, se usata correttamente, può davvero rappresentare una risorsa preziosa anche nella nostra professione. Tuttavia, ritengo sia meglio considerarla uno strumento utile e strategico adatto in specifici casi, ma non in grado di sostituire le sedute in presenza“, spiega Castelnuovo.

Per esempio, in call qualcuno potrebbe mettersi davanti allo schermo al posto di colui che vorrebbe essere aiutato, magari per vergogna. O ancora, nella stanza potrebbe essere presente una persona che ascolta e suggerisce, interferendo così nella comunicazione tra terapeuta e paziente.

Lo psicoterapeuta, infatti, potrebbe non comprendere appieno il quadro del paziente attraverso uno schermo.

Un tremore delle gambe, una stretta di mano poco decisa, la tendenza a non guardare l’interlocutore negli occhi, sono semplici esempi di segnali che aiutano il professionista a interpretare correttamente un quadro clinico.

La ‘visita’ online, può essere utile per un primo approccio, ma deve essere seguita dall’incontro di persona. Potrebbe tornare utile anche per un rapido check (nel caso di paziente ormai conosciuto da mesi), o nella pratica di follow-up post terapia, per valutare progressi e cambiamenti nella vita dell’individuo, senza doversi necessariamente incontrare di persona”, afferma Castelnuovo.

psicoterapia apertaNonostante non sia ancora provato che la psicoterapia online sia meno efficace di quella in presenza, non dobbiamo dimenticarci che molte piattaforme che offrono sedute online non sono sottoposte a supervisione.

I professionisti sono spesso sottopagati e, inoltre, non hanno la possibilità di dialogare con i colleghi condividendo conoscenze.

Non ho bisogno dello ‘strizzacervelli’

Crisi di coppia, difficoltà sul lavoro, problemi nel socializzare, ansia da prestazione, litigi frequenti con i figli o con i genitori, paura di guidare dopo un incidente… vi siete ritrovati in almeno uno di questi semplici esempi?

Ebbene, un semplice incontro con uno psicologo, o un percorso di terapia, potrebbero aiutarvi a risolvere questi problemi, tornando finalmente ad apprezzare la quotidianità.

Infatti, molto spesso ci si reca dal professionista troppo tardi, quando ormai i problemi si sono cronicizzati e sono più difficili da risolvere.

Dopo quanto tempo vi recate dal dentista se vi fa male un dente? Aspettate 5 anni?

Allo stesso modo, una visita dallo psicoterapeuta potrebbe rivelarsi un valido aiuto anche in forma di prevenzione.

Per esempio, parlando di ansia e depressione, ecco che la tecnologia corre in nostro soccorso.

‘VIVERE MEGLIO’ è un’iniziativa promossa e finanziata da ENPAP, con la consulenza scientifica dell’Università di Padova (SCUP – Servizi Clinici Universitari Psicologici); offre una risposta a questi problemi, secondo protocolli strutturati ed efficaci perché fondati sulle più recenti conoscenze scientifiche.

Il progetto permette ai cittadini di accedere gratuitamente a un percorso psicologico per ansia o depressione.

Vi basterà compilare il questionario di screening per accedere a materiali informativi di auto-aiuto e a una rete di psicologi e psicoterapeuti in grado di offrire un aiuto professionale.

 

 

 

Copertina Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-coppia-persone-ufficio-4101143/

Foto di Kampus Production: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-persone-donna-ufficio-8430318/

Foto di SHVETS production: https://www.pexels.com/it-it/foto/ufficio-senza-volto-dentro-lavoro-7176036/

About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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