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Pillole di iodio e radiazioni: a cosa serve lo ioduro di potassio

Pillole di iodio e radiazioni: a cosa serve lo ioduro di potassio

L’invasione russa in Ucraina e i combattimenti intorno alle centrali nucleari di Chernobyl e di Zaporizhzhia hanno scatenato la corsa in farmacia per acquistare pillole anti-radiazioni a base di iodio in alcuni Paesi Europei.

Ma come funzionano queste pillole? Servono davvero in caso di possibile esposizione a radiazioni?

Cosa sono le pillole di iodio?

Le pillole di iodio o pillole di ioduro di potassio, conosciuto con la formula KI, sono un composto utilizzato come farmaco contro l’ipertiroidismo e come fattore di protezione in caso di emissioni di radiazioni.

Infatti, quando utilizzate come compresse anti-radiazioni, hanno il compito di evitare che la tiroide assorba iodio radioattivo, potenzialmente dannoso.

A cosa serve lo iodio

Lo iodio è un oligoelemento essenziale per la funzione della tiroide, poiché contenuto in entrambi gli ormoni tiroidei.

Questi ormoni influenzano l’attività di molti organi e tessuti, regolano la crescita dell’organismo e il funzionamento del metabolismo.

Ottenerne, quindi, un adeguato apporto dalla dieta è fondamentale per garantire il buon funzionamento della tiroide.

Evitando però un accumulo, in quanto favorirebbe l’insorgenza di ipotiroidismo, gozzo, ipertiroidismo, tiroiditi o cancro papillare alla tiroide.

Perché viene utilizzato in caso di radiazioni

Durante un incidente nucleare lo iodio radioattivo può essere rilasciato contaminando l’ambiente, con conseguente esposizione esterna.

L’inalazione di aria contaminata e l’ingestione di cibo e acqua potabile contaminati possono portare all’esposizione interna alle radiazioni e all’assorbimento di iodio radioattivo principalmente da parte della tiroide.

Tuttavia, la ghiandola tiroidea non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile.

Per questo, l’assunzione di pillole allo iodio non radioattivo (stabile), prima o all’inizio dell’esposizione allo iodio radioattivo, può impedire l’accumulo di quest’ultimo nella tiroide (evitando quindi che la ghiandola tiroidea lo assorba) saturandola con iodio non radioattivo e riducendo così efficacemente l’esposizione interna della tiroide.

Infatti, visto che lo iodio radioattivo per la tiroide è come lo iodio normale, nel caso di un incidente nucleare, tenderebbe ad accumularlo, cosa che favorirebbe lo sviluppo di un tumore alla tiroide.

Come e quando assumere le pillole di iodio

Per una profilassi ottimale, la somministrazione orale di iodio stabile deve avvenire prima dell’esposizione e poi quotidianamente, fino che i rischi di inalazione o ingestione di cibo e acqua contaminati sono significativi.

L’effetto protettivo di una compressa dura circa 24 ore, per cui l’assunzione non trova applicazione come terapia preventiva in assenza di esplosione atomica o incidente nucleare e non offre protezione contro altre sostanze radioattive da cui, in caso di emergenza, è necessario ripararsi.

Infatti, lo ioduro di potassio protegge solo dallo iodio radioattivo, in particolare dallo iodio 131, ma non da altri radionuclidi emessi in incidenti nucleari, come cesio e stronzio.

Inoltre, va assunto prima che lo iodio radioattivo venga ingerito, o nelle primissime ore successive, e prima dell’assunzione vanno considerati fattori importanti, come età, malattie, stato di gravidanza o allattamento.

Nel complesso, nelle persone esposte allo iodio radioattivo, la somministrazione orale di iodio stabile (insieme al controllo degli alimenti e dell’acqua potabile) è considerata una strategia appropriata per ridurre il rischio di effetti negativi.

È importante sottolineare che le compresse di iodio non vanno assunte preventivamente o di propria iniziativa, ma solo in caso di esposizione allo iodio radioattivo e su indicazione delle autorità o dei medici.

Quando sono raccomandate

L’uso delle compresse è raccomandato solo per le persone in determinate fasce d’età.

In caso di fuoriuscita di radiazioni, i minori di 18 anni, in particolare i più piccoli, sono maggiormente a rischio di sviluppare tumori.

Lo stesso vale per le donne in gravidanza o in allattamento, mentre gli adulti dai 18 ai 40 anni hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla tiroide.

Il rischio si abbassa ulteriormente per gli over 40, rendendo l’uso delle compresse controproducente e persino potenzialmente tossico.

Infatti, lo ioduro di potassio aumenta il rischio di disfunzioni della tiroide, di conseguenza gli effetti collaterali possono superare i benefici protettivi.

La iodoprofilassi

La iodoprofilassi è una efficace misura di intervento per la protezione della tiroide, inibendo o riducendo l’assorbimento di iodio radioattivo, nei gruppi sensibili della popolazione.

  • Il periodo ottimale di somministrazione di iodio stabile è meno di 24 ore prima e fino a due ore dopo l’inizio previsto dell’esposizione.
  • Risulta ancora ragionevole somministrare lo iodio stabile fino a 8 ore dopo l’inizio stimato dell’esposizione.
  • Da evidenziare che somministrare lo iodio stabile dopo le 24 ore successive all’esposizione può causare più danni che benefici (prolungando l’emivita biologica dello iodio radioattivo che si è già accumulato nella tiroide).
  • La misura della iodoprofilassi è quindi prevista per le classi di età 0-17 anni, 18-40 anni e per le donne in stato di gravidanza e allattamento.

Gli effetti collaterali dell’assunzione di iodio

In letteratura sono stati riportati casi in cui il trattamento con ioduro di potassio ha causato disfunzioni della tiroide e gonfiore della ghiandola parotide (una delle tre ghiandole che secernono la saliva) attribuito agli effetti stimolanti dello iodio sulla produzione di saliva.

Altri effetti collaterali comuni includono:

Inoltre, tra le controindicazioni relative a un assunzione non opportuna e/o a un dosaggio sbagliato c’è il rischio di incorrere in disfunzioni della ghiandola tiroidea o in malattie autoimmuni.

Infine, anche se il suo utilizzo durante la gravidanza può avere effetti negativi sul feto, è comunque raccomandato in caso di emergenza.

Come viene distribuito lo iodio in caso di emergenza

In Italia lo ioduro di potassio non è venduto in farmacia, se vi fosse la necessità sarebbero le autorità a distribuirlo gratuitamente alla popolazione.

In caso di incidente nucleare, saranno Protezione Civile, Ministeri interessati e Servizio Sanitario Nazionale ad attivare la distribuzione della iodoprofilassi nelle modalità più opportune e a fornire le pillole allo iodio nei giusti dosaggi a seconda dell’età.

Infatti, in caso di “incidente severo” a una centrale nucleare , specifica il Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche, il Dipartimento può decidere di “attivare la distribuzione di iodio stabile nelle aree interessate”.

Si tratta, viene spiegato nel documento, di una efficace misura di intervento per la protezione della tiroide, purché venga attuata tempestivamente (da alcune ore fino a un giorno prima dell’esposizione o al massimo entro le prime 6/8 ore dall’esposizione).

Però, si possono trovare pillole vendute come integratori a base di iodio e possono essere comprate a proprie spese senza prescrizione medica.

Inoltre, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) precisa che non vi è alcun allarme che giustifichi la richiesta in farmacia di compresse di iodio, da assumere per prevenire o per arginare possibili danni provocati da emissioni radioattive.

“Da parte delle Autorità competenti”, dice Andrea Mandelli, Presidente FOFI.

“Non vi è alcuna indicazione all’approvvigionamento di iodio per un’eventuale minaccia nucleare.

Pertanto, la richiesta di medicinali a base di questa sostanza è del tutto ingiustificata.

L’uso indiscriminato e inconsapevole di questi prodotti è da sconsigliare, sia a scopo preventivo, per il quale non vi sono evidenze di efficacia, sia per finalità terapeutiche.

L’assunzione di farmaci a base di iodio, come per tutti i medicinali, deve avvenire esclusivamente su indicazione e sotto la supervisione del personale sanitario, e in base agli indirizzi delle autorità sanitarie competenti”.

Pillole di iodio: raccomandazioni

  • Le compresse di ioduro di potassio proteggono solo la tiroide, non altre parti del corpo, dallo iodio radioattivo.
  • Le pillole allo iodio (ioduro di potassio) non impediscono allo iodio radioattivo di entrare nel corpo e non possono invertire gli effetti sulla salute causati dallo iodio radioattivo, una volta che la tiroide è danneggiata.
  • Le pillole allo iodio non possono proteggere il corpo da elementi radioattivi diversi dallo iodio radioattivo: se lo iodio radioattivo non è presente, l’assunzione di ioduro di potassio non è protettivo (anzi, al contrario, potrebbe causare danni).
  • Il sale da cucina e gli alimenti ricchi di iodio non contengono abbastanza iodio per impedire allo iodio radioattivo di entrare nella ghiandola tiroidea: pertanto, è controindicato utilizzare sale da cucina o cibo in sostituzione alle pastiglie di ioduro di potassio.
  • Non utilizzare integratori alimentari che contengono iodio al posto dello ioduro di potassio, senza la specifica indicazione del proprio medico di base: possono essere dannosi e non efficaci. Inoltre, si ricorda di utilizzare solo prodotti che sono approvati dalle autorità sanitarie nazionali.

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