Giardini di Castel Trauttmansdorff: l’importanza delle guide
Turismo

Giardini di Castel Trauttmansdorff: l’importanza delle guide

19/07/2019
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Giardini di Castel Trauttmansdorff: nell’esplorazione di questo meraviglioso contesto è molto importante il supporto delle guide. Ecco che con il loro aiuto la visita diventa più interessante, ricca di spunti e curiosità che, altrimenti, resterebbero ignoti, non sarebbero svelati.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: accompagnare gli ospiti

Nei Giardini di Sissi gli ospiti sono accompagnati in una vera e propria avventura. Si avanza alla scoperta di paesaggi botanici tipici di Paesi lontani, di piante dal comportamento inconsueto, di fiori dai colori inimmaginabili, dotati di profumi che fanno ricordare sostanze assolutamente non riconducibili alla botanica.

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Giardini di Castel Trauttmansdorff: stimolare la curiosità

Le guide, con competenza ed esperienza, sono là per stimolare continuamente la curiosità dei visitatori.Giardini di Castel Trauttmansdorff: l’importanza delle guide

Ma parliamo con loro. Chiara Biancardi lavora come guida ai Giardini di Castel Trauttmansdorff da quasi cinque anni. Ha insegnato a lungo Scienze naturali presso il liceo classico Carducci di Bolzano. Un giorno, ha visitato il giardino botanico meranese per la prima volta: se ne è innamorata all’istante. Non è stata colpita soltanto dalla bellezza particolare del luogo, ma anche dalle persone all’opera, individuate mentre svolgevano il loro lavoro. Queste le sue parole: “Ho visto persone sorridenti, i giardinieri e poi le guide, con i loro visitatori al seguito… Mi sembravano tutti così divertiti. Mi è venuta subito la voglia di entrare a far parte di questa piccola comunità di persone, che lavorano in un posto così bello”.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: lavorare con i bambini

Una volta andata in pensione, Chiara Biancardi ha iniziato a collaborare con i Giardini, occupandosi soprattutto di scolaresche di tutte le età, dalle scuole primarie fino alle superiori. Ha aggiunto: “Lavorare con i bambini è particolarmente bello e per me è stata una cosa nuova, dal momento che ho sempre lavorato con ragazzi più grandi. I bambini sono freschi, pieni di curiosità e di entusiasmo. Sono instancabili e vogliono vedere e toccare tutto. È proprio quella l’età in cui è importante favorire il contatto con la natura; i bambini sono molto ricettivi e disposti a collaborare attivamente”.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: laboratori didattici

Giardini di Castel Trauttmansdorff: l’importanza delle guideI Giardini di Sissi, poi, propongono laboratori didattici. “Piante utili tropicali: cacao, vaniglia & Co.”, per esempio, si svolge tra la serra, il giardino e il laboratorio per la parte pratica. L’esperienza permette di conoscere da vicino e in modo giocoso diverse piante esotiche e i loro utilizzi tradizionali. “Piante fossili viventi” è un’esperienza emozionante nel lontano passato del mondo vegetale. Ma non è finita qui. In “Tutti frutti: bacche, noci e molto altro”, i frutti autunnali dei Giardini rappresentano lo spunto per comprendere la funzione del frutto e le strategie per la dispersione dei semi.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: una mostra temporanea

In questa stagione, è presente una mostra temporanea, chiamata “Piante Killer: le carnivore verdi”: essa si protrae fino al 15 novembre. Si tratta di una sorta di tour, tra le sale della mostra e la serra tropicale. È possibile vedere i trucchi e gli stratagemmi che queste piante attuano al fine di procurarsi il cibo: dalle trappole adesive o quelle a caduta ai complessi meccanismi “a scatto”, oppure ad aspirazione. Secondo Chiara Biancardi, “Si tratta di un laboratorio che funziona molto bene. È divertente e coinvolgente, grazie anche ai giochi di simulazione e ai piccoli esperimenti di laboratorio”.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: amore in fiore

“Amore in fiore” è il laboratorio preferito di Chiara Biancardi: “è quello in cui più ci si avvicina al fiore, al suo significato botanico e alle incredibili strategie di impollinazione. I partecipanti osservano tutti insieme fiori e infiorescenze diverse. Ci si sofferma in particolare sulle parti riproduttive, che si esaminano anche al microscopio. Alla fine si risponde a un questionario, relativo alle attività e alle osservazioni svolte. È un’esperienza didattica, che offre importanti spunti di approfondimento, soprattutto legati alle problematiche relative agli insetti impollinatori”.