disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
Alimentazione

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: quando lo specchio non riflette la nostra immagine

16/10/2024
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“Stai diventando troppo magra, dovresti mangiare di più”, “Sei troppo selettivo con gli alimenti, cosa ti costa mettere un filo d’olio?”, “Tutte quelle proteine non ti faranno bene”, “Dovresti smetterla di cambiare vestiti, stai bene come sei anche se non porti una XS”.

Queste frasi vi dicono qualcosa?

Sono alcuni frammenti di un mondo molto complesso: stiamo parlando dei vecchi disturbi del comportamento alimentare (detti anche DCA), ora noti come disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), cioè disturbi psichiatrici invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono la salute fisica e il funzionamento sociale dell’individuo.

Sono disturbi caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con la visione distorta del proprio corpo.

L’alimentazione, tuttavia, non è il cuore del problema, ma il ‘sintomo‘.

Un po’ come nel caso di un problema al ginocchio, la causa potrebbe essere un’infiammazione, che sfocia nell’impossibilità di camminare correttamente.

Alcuni esperti, infatti, li associano quasi a disturbi ossessivi compulsivi per la loro natura psicopatologica.

Ma come si manifestano? Se colpiscono spesso i giovani, le famiglie sono in grado di cogliere i primi ‘sintomi‘? Quali sono le ricadute sulla salute dell’organismo? Scopriamolo insieme.

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: cosa li scatena?

disturbi della nutrizione e dell’alimentazione si caratterizzano per essere disturbi in cui il rapporto con il proprio corpo risulta significativamente alterato. Spesso questo è causa di preoccupazioni verso il corpo che tendono ad essere diverse a seconda del genere.

Queste forme di psicopatologia hanno spesso origini multifattoriali, derivano cioè da più elementi e circostanze.

Per fare alcuni esempi, possono derivare da una storia individuale travagliata, come nel caso di una famiglia che impone diete molto rigide e demonizza alcuni alimenti. Anche un giudizio negativo sull’aspetto di qualcuno (magari in tenera età) può piantare il seme che germoglierà in un vero e proprio disturbo.

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Gianluca Castelnuovo

Anche i social, inoltre, possono contribuire attraverso modelli poco sani che influenzano l’immaginario collettivo ( sia reali che non, come nel caso delle immagini ritoccate per ridurre, per esempio, la larghezza dei fianchi).

“La medicina spesso cerca una causa semplice, ma in questo contesto risulta quasi impossibile. Basti pensare che, per intervenire sui pazienti, è essenziale un intervento multidisciplinare affinché vari specialisti possano portare il loro contributo. Parlo di psicologi, dietisti, fisioterapisti ecc.”, spiega Gianluca Castelnuovo, Ordinario di Psicologia Clinica all’Università Cattolica di Milano e Direttore del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia all’Auxologico.

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Quali sono i principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione?

  • Anoressia nervosa

L’anoressia nervosa è il più conosciuto tra i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, riguarda soprattutto il genere femminile, ed è la prima causa di morte tra le adolescenti dopo gli incidenti stradali.

È un disturbo caratterizzato dall’intensa paura di ingrassare e da un alterata relazione con il proprio corpo, che porta a gravi restrizioni alimentari o ad altri comportamenti di controllo del peso.

L’alterata percezione della propria immagine porta la persona quasi ad ‘autodistruggersi, poiché meno si mangia e più ci si vede grassi (cosa che non avviene se il soggetto osserva un’altra persona, perché è in grado di distinguere il ‘grasso’ dal ‘magro’ in un altro individuo).

È sempre più precoce; infatti può comparire già intorno ai 10-11 anni. Prima di questa età si tratta invece, molto spesso, di una fobia ( per esempio un digiuno causato dal cibo non ingoiato che da la sensazione al bambino di soffocare).

“Il primo organo intaccato nella persona che soffre di anoressia è il cervello, poiché manca il suo ‘carburante’, cioè il glucosio. Si riduce di dimensione e può portare anche alla depressione. Anche il cuore è colpito, e aumenta il rischio di arresto cardiaco. Ma non è tutto. Il midollo osseo produce meno globuli bianchi e rossi, rendendo così l’organismo più vulnerabile alle malattie“, afferma Leonardo Mendolicchio, Responsabile della U.O. Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione presso Auxologico Piancavallo e del centro ambulatoriale di Piancavallo.

  • Bulimia nervosa

La bulimia nervosa, il cui termine significa ‘fame da bue’, si caratterizza per la presenza di abbuffate seguite da vomito autoindotto o altri comportamenti di compenso (es. uso di lassativi, eccesso di attività fisica).

Un’abbuffata si definisce come un evento, in un arco di tempo relativamente breve, durante il quale una persona perde il controllo nel mangiare e ingerisce grandi quantità di cibo.

In questo caso, i principali problemi all’organismo possono riguardare l’esofago e il suo contatto prolungato con il reflusso gastrico (tutto ciò può portare a un’esofagite o, nei casi più gravi, un tumore all’esofago). Anche l’intestino può essere intaccato nel caso in cui la persona faccia uso smodato di lassativi.

  • Binge eating disorder

Come per la bulimia nervosa, il BED (binge eating disorder) si caratterizza per la presenza di abbuffate che però non sono seguite da comportamenti compensatori (per esempio il vomito).

Il BED determina, di norma, un notevole aumento di peso. Tale disturbo porta spesso a obesità grave con complicazioni medico-internistiche importanti.

Spesso, alla base può esserci una storia di diete fallite, proprio perché non si è riconosciuta la natura psicopatologica del problema.

Inoltre è significativo sottolineare la stretta correlazione, in molti casi, tra binge eating disorder e depressione.

  • Ortoressia

Stare attenti alla propria alimentazione, seguendo una dieta ricca ed equilibrata, è certamente il primo passo per tenersi in salute. Ma quando il ‘mangiare sano’ diventa un’ossessione, possono insorgere complicazioni anche gravi.

ortoressia disturbi della nutrizione e dell'alimentazioneOrtoressia è la parola che indica quel particolare disturbo del comportamento alimentare di cui soffre appunto chi, nell’intento di ottenere una dieta che sia il più possibile sana, con un comportamento di tipo ossessivo finisce invece per ottenere l’effetto opposto.

Ciò non ha nulla a che fare con diete controllate e autorizzate dagli specialisti, poiché l’individuo non introduce macro e micronutrienti fondamentali per l’organismo.

Escludere dalla propria dieta un numero elevato di alimenti vuol dire perdere peso e mangiare in maniera poco equilibrata. In questo modo si mettono alla prova tutti gli organi: l’ortoressia può causare demineralizzazione dell’apparato scheletrico; disturbi anche gravi dell’apparato cardiovascolare; carenze vitaminiche (in particolare della vitamina B12, contenuta nei grassi di origine animale).

Alcune personalità sono maggiormente predisposte, per esempio chi ha manie di perfezionismo e tendenze a comportamenti ossessivi, ripetitivi e ansiogeni. Anche i salutisti estremi e gli atleti troppo attenti all’alimentazione sono maggiormente predisposti a diventare ortoressici.

  • Bigoressia (o vigoressia)

Bigoressia‘ è un termine coniato da alcuni medici e che trova la sua etimologia nell’inglese ‘big= grande’ e nel latino ‘orex=appetito’, a indicare la ‘fame di grossezza‘, cioè il desiderio di possedere un corpo più muscoloso e più ‘asciutto’.

Si tratta di una vera e propria patologia, alla pari delle due sopra citate, che porta a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico e a un ossessivo timore di perdere i propri muscoli e il proprio stato di perfetta forma magari raggiunto dopo anni di allenamenti, diete e sacrifici.

“Nell’individuo che soffre di bigoressia possono insorgere problemi ai reni (spesso dovuti all’eccessivo introito di proteine), e anche seri danni epatici (derivanti dall’utilizzo di prodotti poco sani per mantenere o accrescere il volume muscolare)”, aggiunge Mendolicchio.

Il valore della prevenzione

In Italia, sempre nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, si fa ancora troppo poco.

Un esempio virtuoso è costituito dalla “Cabina di regia per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” della regione Lombardia.

Tra le principali funzioni della Cabina di regia vi sono l’analisi condivisa dei bisogni, l’analisi del sistema della rete dell’offerta esistente, e la definizione di percorsi condivisi per dare risposte adeguate ai bisogni espressi e inespressi delle famiglie e dei cittadini.

“È un organo utile per coordinare le potenzialità del territorio e fornire assistenza e informazione a 360 gradi. Stiamo lavorando alla formazione di docenti, genitori, allenatori, catechisti ecc. Perché guarire da questi disturbi è possibile, anche se spesso sono necessari molti anni, e la prevenzione è la nostra migliore arma”, aggiunge Gianluca Castelnuovo, membro della Cabina di regina.

Genitori e non solo: attenzione ai campanelli d’allarme

Tutti coloro che passano del tempo con i giovani, possono costituire un’importante prima linea di prevenzione: stiamo parlando, per esempio, di allenatori sportivi, amici, insegnanti, e soprattutto genitori.

“Un campanello d’allarme che riguarda molti dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è legato a cambi repentini di comportamento da parte dei giovani. Ed è proprio la casa, molto spesso, a offrire un primo ‘rifugio’ a quelli che potrebbero diventare disturbi molto seri”, conclude Castelnuovo.

Facciamo alcuni esempi.

Se in famiglia si mangia sempre in compagnia, non è normale che, da un giorno all’altro, un giovane decida di isolarsi scegliendo di consumare il pasto nella propria stanza per più giorni.

Come non è normale che l’individuo vada sempre in bagno subito dopo il pasto. Ma anche non fidarsi del cibo preparato o l’attenzione scrupolosa al taglio degli alimenti (spesso in pezzi molto piccoli). E, inoltre, il rapporto alterato con la propria immagine. Non è un elemento trascurabile che un giovane, da un giorno all’altro, inizi a guardarsi compulsivamente allo specchio.

Tutte queste situazioni descritte non per forza riguardano dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ma sono scenari molto spesso sintomatici. Infatti, se il tutto si associa a variazioni di peso (aumento o riduzione), potrebbe essere necessario contattare uno specialista.

Un aiuto per i giovani dalla tecnologia

My Smart Diary è un diario digitale pensato per supportare chi soffre di disturbi alimentari attraverso il monitoraggio delle abitudini a tavola, ma anche con l’obiettivo di evidenziare i disturbi emozionali e relazionali sottostanti”, afferma Giuliano Castigliego, psichiatra e psicoterapeuta, direttore scientifico della web app.

Il paziente può utilizzare il proprio smartphone per annotare il proprio comportamento relativo al cibo e aggiungere a ciò la registrazione dell’evento che, secondo lui, ha scatenato o influenzato quel comportamento alimentare e quali emozioni ha provato in quel momento.

Il tipo di comportamento alimentare, l’evento scatenante (una lite, un conflitto interiore) e l’emozione provata creano un ‘trigger’ che attiva l’intelligenza artificiale. Quest’ultima suggerisce all’utente la lettura di una storia specifica particolarmente vicina alla sensibilità dei giovani.

Sempre tramite intelligenza artificiale, poi, l’utente è invitato a cogliere il significato principale della storia, a immedesimarsi nei personaggi e a riflettere su cosa avrebbe fatto lui al loro posto.

“Attraverso questo dialogo, l’intelligenza artificiale sviluppa una comprensione della narrazione fornita dal paziente e riesce a elaborare un profilo di mentalizzazione, allo scopo di valutare la capacità della persona di comprendere i propri pensieri ed emozioni, nonché i pensieri e le intenzioni delle persone con cui si relaziona. Il profilo viene poi messo a disposizione e visualizzato sulla dashboard (il pannello di controllo) del terapeuta, che può così confrontarlo con le sue impressioni e valutazioni cliniche“, conclude Castigliego.

Copertina Foto di Johannes Plenio: https://www.pexels.com/it-it/foto/ragazza-in-camicia-senza-maniche-a-pois-bianco-e-nero-1576848/

Foto di Ella Olsson: https://www.pexels.com/it-it/foto/fotografia-flat-lay-di-insalata-di-verdure-sulla-piastra-1640777/

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore -Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.