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Salute

Vaccini per bambini: ecco alcuni consigli utili per i genitori, e non solo

18/11/2024
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I vaccini nei bambini costituiscono un mezzo fondamentale, e soprattutto efficace, per prevenire l’insorgenza di gravi patologie infettive.  Le complicazioni legate a esse possono rivelarsi molto gravi e, talvolta, anche letali.

Da un lato, quindi, la prevenzione di vere e proprie potenziali epidemie tra la popolazione in età pediatrica, dall’altro la ‘copertura’ a lungo termine degli adulti di domani.

I vaccini sono tra i farmaci più controllati al mondo, e superano numerosissimi test prima di essere somministrati alla popolazione, anche se non si possono ritenere sicuri al 100%, come niente in medicina del resto.

Ma perché esistono vaccini obbligatori e altri consigliati? Perché esistono, tutt’oggi, alcuni falsi miti legati ai vaccini?

Paradossalmente, potrebbe essere stato il successo dei vaccini a favorire lo sviluppo di un ambiente in cui tali preoccupazioni hanno attecchito. I vaccini, infatti, hanno pressoché azzerato alcune malattie (come per esempio la poliomielite) e la mancata percezione del pericolo costituito dalle patologie infettive può aver ingigantito i timori legati alla vaccinazione stessa.

Cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa sono i vaccini?

I vaccini sono preparati particolari che vengono somministrati al fine di indurre un’immunizzazione nei confronti di determinati tipi di microorganismi (quelli che causano le malattie).

Il processo è semplice. Se il corpo, e quindi il sistema immunitario, viene a contatto con una versione lieve della patologia, non solo può difendersi, ma può anche ‘registrare l’informazione’ per farsi trovare più preparato in caso di un reale contagio futuro.

Sostanzialmente, possono essere suddivisi in 3 tipologie.

  • Vaccini vivi attenuati

Contengono i microorganismi vivi (virus o batteri), contro i quali si vuole ottenere l’immunizzazione, ma la carica è ‘depotenziata’.

  • Vaccini inattivati

A differenza dei primi, nei microorganismi presenti viene eliminata la capacità di indurre la malattia.

  • Vaccini purificati a subunità

Contengono proteine o tossine derivanti dai microorganismi che inducono la patologia.

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Vaccini obbligatori e vaccini consigliati: ecco il ‘calendario’

Alcuni vaccini per i bambini sono obbligatori da molti anni (come difterite, tetano, poliomelite ecc.) mentre altri, invece, lo sono dal 2017 (per esempio morbillo, parotite, varicella ecc.).

vaccini obbligatori“La scelta di estendere l’obbligo vaccinale a questo secondo gruppo è dovuto all’abbassamento della soglia minima di copertura (<95%)”, spiega Livia Gargiullo, pediatra dell’Unità di Pediatria generale dell’Ospedale Bambino Gesù.

In pratica, se la popolazione infantile vaccinata scende al di sotto del 95%, aumenta molto il rischio di contagio e, quindi, di potenziale epidemia.

I vaccini non obbligatori, infatti, non sono meno importanti di quelli obbligatori, ma il rischio è più legato a focolai isolati che a vere e proprie epidemie. Pertanto, per politica sanitaria, è stata fatta questa distinzione.

Andiamo ora a vedere cosa prevede il piano vaccinale gratuito secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

Bambini nel 1° e 2° anno di vita

  • Esavalente (vaccinazione contro difterite-poliomielite-tetano-epatite B-pertosse-Haemophilus influenzae tipo b): ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita.
  • Anti-rotavirus: 2 o 3 dosi, nelle prime 24-32 settimane di vita, a seconda del tipo di vaccino.
  • Anti-pneumococcica: 3 dosi nel primo anno di vita.
  • Anti-meningococcica B: 2 dosi nel primo anno di vita e un richiamo nel secondo anno di vita.
  • Anti-meningococcica ACWY: 1° dose nel secondo anno di vita.
  • Vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite e varicella: 1° dose nel secondo anno di vita.
  • Anti-influenzale: a partire dai 6 mesi di età, 2 dosi per i bambini non vaccinati in precedenza, una dose di richiamo ogni anno fino ai 6 anni compresi.

Bambini di 5-6 anni

  • Vaccinazione contro difterite, poliomielite, tetano, pertosse: richiamo.
  • Anti-influenzale: richiamo ogni anno, fino a 6 anni compresi .
  • Vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite e varicella: richiamo.

Adolescenti

  • Vaccinazione contro difterite, poliomielite, tetano, pertosse: richiamo dal compimento del 12° anno di vita.
  • Anti-HPV: dal compimento dell’11° anno di vita (due o tre dosi in base all’età).
  • Anti-meningococcica ACWY: richiamo dal compimento del 12° anno di vita.

Adulti

  • Vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse: richiamo ogni 10 anni.
  • Anti-pneumococcica nei 65enni.
  • Anti-Herpes Zoster nei 65enni.
  • Anti-influenzale per tutte le persone a partire dai 60 anni di età.

Ricordiamo che le vaccinazioni 0-6 anni sono obbligatorie per frequentare il nido e la scuola d’infanzia. Nel caso di inadempimento all’obbligo vaccinale per bambini e ragazzi più grandi si incorre in una multa che varia da 100 a 500 euro, ma si può frequentare la scuola.

Inoltre, è opportuno ricordare che sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione i soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Per esempio i soggetti che hanno avuto pregresse gravi reazioni allergiche al vaccino o a uno dei suoi componenti.

Dopo la vaccinazione cosa può succedere?

A vaccinazione avvenuta, in alcuni casi possono presentarsi reazioni locali come gonfiore, arrossamento o dolore, che possono essere trattati semplicemente con applicazione di impacchi freddi.

Talvolta può comparire febbre che, se superiore a 38°C, va trattata mediante la somministrazione di un farmaco antifebbrile.

“Sebbene sia raro, dopo la vaccinazione possono verificarsi altri eventi indesiderati. In questi casi è raccomandata la tempestiva segnalazione al pediatra e al servizio vaccinale per valutare trattamento più opportuno. Infatti potrebbe anche trattarsi di eventi vicini come temporaneità al vaccino ma non dipendenti da esso”, spiega Gargiullo.

Genitori: attenzione anche ai vostri vaccini

“Quest’anno abbiamo affrontato un picco di pertosse. È opportuno constatare che molti genitori non hanno la vaccinazione tetravalente in regola e ciò può rappresentare un problema all’interno del nucleo familiare. Pertanto, per proteggere al meglio tutti i membri della famiglia, è importante che non solo i bambini ricevano la vaccinazione, ma anche i familiari”, conclude Gargiullo.

Alcuni tra i falsi miti più diffusi legati al mondo dei vaccini

Disinformazione e, in altri casi, forse un po’ di malafede, hanno creato alcuni falsi miti attorno al mondo dei vaccini. Rimanendo in tema di vaccinazioni per bambini, andiamo a prenderne qualcuno come esempio.

Ecco una lista di alcune false controindicazioni che, in realtà, non rappresentano un problema alla somministrazione del vaccino: febbre a 38°C o diarrea lieve, terapia antibiotica in corso, sindrome di Down, infezione da HIV, nascita pre-termine, eczema del lattante.

  • Le malattie infettive stavano già scomparendo prima dell’introduzione dei vaccini

È falso, anche se c’è chi afferma che alcune malattie infettive siano scomparse per merito di migliorate condizioni economiche e sanitarie. Facciamo un esempio: epidemie di poliomielite si sono verificate, per esempio, in Europa anche negli anni ’50-’60, un periodo contraddistinto da un radicale miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. È solo dopo l’introduzione su vasta scala del vaccino anti-polio negli anni ’60 che si è assistito alla scomparsa della patologia.

  • I vaccini causano l’autismo

L’unico studio che riportava un legame causale fra vaccino contro morbillo-parotide-rosolia e autismo si è rivelato gravemente fallace. Infatti, lo stesso autore dello studio, un medico britannico, nel maggio 2010 è stato radiato dall’Ordine professionale mentre il suo studio è stato ritrattato dalla prestigiosa rivista su cui era stato pubblicato. Tuttavia, questa posizione è ancora sostenuta dalle persone contrarie ai vaccini.

Secondo l’OMS:”I dati epidemiologici disponibili non mostrano alcuna evidenza di un legame tra vaccino MPR e disordini dello spettro autistico”. Pertanto, anche in questo caso, si tratta di un falso mito.

  • I vaccini non proteggono al 100%, pertanto sono inutili

Proprio perché i vaccini non hanno un’efficacia del 100% è opportuno mantenere percentuali di coperture vaccinali sempre alte. Se il numero di soggetti immunizzati è molto alto, si può garantire una protezione quasi totale anche nei soggetti che non hanno risposto efficacemente al vaccino: questo fenomeno prende il nome di immunità di gregge.

Copertina Foto di Tima Miroshnichenko: https://www.pexels.com/it-it/foto/mani-tenendo-interni-siringa-8376311/

Foto di RF._.studio: https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-che-tiene-iniezione-3825529/

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore -Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.