
Narcisismo da social: di cosa si tratta e perché è in continua crescita
Bambini, giovani, adulti, anziani: nessuno dopo oltre un anno e mezzo di teorie, dibattiti, confronti e dialoghi incentrati sul SARS-CoV-2, (il covid, per dirla in parole più semplici: il covid) si può dire esente né dal discorso né dagli effetti.
Quando si parla di Covid, ne avevamo parlato recentemente immediatamente si pensa a ospedali, sintomi del virus e alla campagna vaccinale.
In realtà esistono delle ripercussioni “invisibili” incentivate dalla situazione sanitaria che non hanno a che fare con tutto ciò, bensì con la salute mentale.
Che si sia contratto il virus oppure no, dall’inizio del 2020 è innegabile come a livello individuale (ma anche collettivo) si sia vissuto un cambiamento profondo.
Di visione, di prospettive, di priorità e attitudini.
Narcisismo: quello da social
In alcuni casi le persone hanno vissuto un vero e proprio salto quantico (con una evoluzione interiore che determina un rinnovamento del campo energetico), mentre in altri si sono acuite problematiche trascurate o rimaste inascoltate, sfociando in comportamenti patologici.
È il caso del narcisismo. O più precisamente del narcisismo da social.
Di cosa si tratta e perché è in continua crescita lo affronteremo in questo articolo.

Lo scaffale di febbraio 2019
Puntuale all'inizio di ogni mese, ecco Lo scaffale di febbraio 2019 del Font. Febbraio, il mese…Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute pubblica 2021: ecco quanto emerso

Lo scaffale di febbraio 2019
Ad accendere l’attenzione sul fenomeno del narcisismo da social gli esperti presenti alla XIX edizione del Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute pubblica, patrocinato dall’Università “Sapienza” di Roma.
Come sottolineato da Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria di Sapienza Università di Roma e direttore Uoc di Psichiatria, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea: “I social media rappresentano un terreno fertile per il narcisismo, perché contribuiscono a isolare l’individuo in un mondo che pone l’accento su di sé, rivolgendosi sempre all’interno anziché su relazioni umane”.
Non da meno le piattaforme social si basano su like, commenti e condivisioni: tutte attività che inducono le persone alla continua ricerca di consenso.
È chiaro come la situazione attuale, a causa della tendenza a una maggiore distanza fisica, induca a fare viaggiare le relazioni online, dove certamente vengono catalizzati comportamenti come quello appena accennato.
Cosa è il narcisismo e perché i social lo enfatizzano
Di per sé il narcisismo, citando testualmente l’enciclopedia Treccani, è la “tendenza e atteggiamento psicologico di chi fa di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e preminente del proprio interesse e l’oggetto di una compiaciuta ammirazione, mentre resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere”.
La piscoanalisi definisce il narcisismo, entro certi limiti, uno stato normale, ma può assumere dimensioni e significato patologici che vanno a interferire significativamente sulla vita della persona e delle sue relazioni.
Quando si sfocia nel disturbo mentale, infatti, l’individuo esagera le proprie capacità, fantasticando su scenari di successo illimitato (senza di fatto concludere nulla) e desiderando attenzione e di ammirazione altrui.
Incuranti dei reali sentimenti degli altri, tendono a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi o per poter ingrandire sé stesse.
Narcisismo: se si esagera diventa cosa seria
Attenzione, quindi, a sottovalutare il narcisismo che, se non riconosciuto o trascurato, può assumere le proporzioni di un vero e proprio disturbo della personalità.
Pompili ha quindi sottolineato come “le relazioni con gli altri nutrono le connessioni sinaptiche, mentre la distanza nei rapporti sociali, la solitudine non sono favorevoli. Questo è ancora più determinante quando la capacità di regolazione affettiva, a volte venuta a mancare sin dalla tenera età, impedisce di creare legami relazionali efficaci, appaganti. La pandemia potrebbe aver incentivato questi tratti della personalità in chi è a rischio, perché per molti ha significato isolamento, mancanza di confronto con gli altri”.
Protagonisti gli adolescenti ma non solo
Se si pensa che siano solo gli under 18 a essere più facilmente coinvolti in questa dinamica, è possibile cadere in errore.
Anche gli adulti, infatti, possono facilmente sentirsi pervasi da un senso di inadeguatezza, bisognosi di isolarsi, diventando schivi e ipervigili per proteggersi dalle umiliazioni (o presunte tali).
Il narcisista, più o meno giovane che sia, è ossessionato dalla vergogna di un pubblico immaginario (crede che tutti siano pronti a criticarlo negativamente) e finisce nel riconoscersi in una rappresentazione fasulla di sé.
Questo scenario apre la pista, se si sottostima la dinamica, a uno stato perturbato che può dare luogo a disturbi ancora più gravi.
Come affrontare il narcisismo (da social e non)
Difficilmente il narcisista vuole riconoscere la propria condizione, pertanto le persone al suo fianco svolgono un importante compito di guida nell’accompagnarlo ad affrontare la situazione.
Affidarsi a una figura esperta, inoltre, è fondamentale per andare a fondo del narcisismo e sanarlo.
In questo senso ecco quali possono essere i professionisti più adatti:
- Psicologi specializzati in relazioni, autostima e dipendenze emotive
- Terapeuti olistici quali thetahealer certificati
- Psicoterapeuti specializzati in ipnosi regressiva
- Terapeuti formati in disegno onirico




