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Cardiopatia ischemica: quanto pesano alimentazione e stile di vita?

Cardiopatia ischemica: quanto pesano alimentazione e stile di vita?

La cardiopatia ischemica è una malattia che, a causa di un restringimento progressivo delle arterie cardiache, riduce l’apporto di  sangue e ossigeno al cuore. È la causa principale di morte in Italia, con il 28% di tutti i decessi e comunque, chi sopravvive ad un attacco cardiaco diventa cardiopatico ossia un malato cronico. Si tratta infatti di un evento che modifica in modo importante la qualità della vita.

Il cuore e le coronarie

Per comprendere meglio il meccanismo alla base della cardiopatia ischemica, è opportuno conoscere come funziona cardiocircolatorio.

Il cuore svolge funzione di pompa, si trova nel torace, lievemente a sinistra.

Il lato destro contiene sangue povero di ossigeno, il lato sinistro contiene sangue ricco di ossigeno.

Cuore e vasi formano il sistema cardiovascolare responsabile del trasporto di sangue e ossigeno a tutti i distretti del corpo.

Il cuore pompa circa 4.5 litri di sangue al minuto, 30 milioni di battiti in un anno.

Il sangue venoso, proveniente dalla periferia del corpo e povero di ossigeno ritorna al cuore destro (atrio e ventricolo), da qui viene pompato nella circolazione dei polmoni dove si arricchisce di ossigeno.

Successivamente ritorna al cuore sinistro. Dal ventricolo viene pompato all’aorta e quindi a tutta la rete sanguigna dell’organismo, per portare ossigeno e nutrienti al corpo.

La contrazione del cuore si chiama sistole, il rilasciamento è definito diastole. Durante la sistole il sangue viene pompato nei diversi distretti e durante la diastole, quando i ventricoli si rilasciano, si riempiono di sangue che gli arriva dagli atri.

Ogni ciclo rappresenta un battito.

Le arterie coronarie sono le arterie che portano sangue al cuore, e si trovano sulla sua superficie, si diramano in piccole arteriole e sono fondamentali per il nutrimento del cuore.

Quando il flusso è inadeguato a soddisfare le richieste di ossigeno si verifica l’ischemia miocardica.

Se grave e prolungata, l’ischemia determina necrosi delle cellule e di conseguenza un infarto.

Le cause della cardiopatia ischemica

Le cause sono fondamentalmente due:

  • Aterosclerosi delle coronarie, cioè il progressivo restringimento delle coronarie in seguito alla formazione di placche lipidiche (colesterolo) o di fibre al loro interno. Questa è la causa più comune di ischemia cardiaca quando il restringimento del lume è superiore al 50% si inizia ad avere significato clinico.
  • Spasmi coronarici, provacano la contrazione improvvisa delle coronarie che, di conseguenza si restringo. Questa condizione è quasi sempre legata all’abuso di sostanze stupefacenti. Può essere determinata anche da forti emozioni improvvise e all’ esposizione a temperature basse.

I fattori di rischio sono numerosi:

Cardiopatia ischemica cronica

La cardiopatia si definisce cronica quando è caratterizzata da attacchi di ischemia miocardica che si producono in circostanze simili, relativamente prevedibili e riproducibili, per esempio dopo un piano di scale si ha sempre dolore al torace, poiché facendo le scale aumenta la richiesta di ossigeno da parte del miocardio e aumenta anche la frequenza cardiaca.

In presenza di una stenosi coronarica per placca aterosclerotica, il flusso non può essere adeguato a compensare e a portare ossigeno necessario e si genera la cosiddetta angina da sforzo. L’esordio dell’angina è sempre un momento di instabilità, ma se non evolve in eventi coronarici maggiori, entra nella cosiddetta forma “stabile”.

Il dolore da angina

Il livello in cui compare è chiamata soglia del dolore o dell’ischemia.

Il dolore anginoso tipico è definito con termini di costrizione, oppressione, peso, bruciore e frequentemente associato a malessere generale e ansia. La sede tipica è retrosternale, con irradiazione lungo lato ulnare dell’avambraccio o mano sinistra, anche mandibola, polsi e dorso. Possono esserci anche sedi meno tipiche, come epigastrico o emitorace destro e irradiazione ad avambraccio

Il dolore insorge gradualmente e raggiunge la massima intensità entro un minuto generalmente. Scompare spontaneamente dopo che si cessa lo sforzo che l’ha causato.

Oltre al classico sforzo fisico, esistono altri fattori di rischio che possono scatenare l’attacco di angina:

  • Rapporto sessuale
  • Stress emotivo
  • Freddo
  • Pasto abbondante
  • L’associazione di questi fattori

Raramente ma comunque possibile l’attacco anginoso può manifestarsi indipendentemente dallo sforzo fisico.

Cardiopatia ischemica acuta

È un evento causato da un’improvvisa riduzione dell’apporto di ossigeno al cuore, per esempio quando si rompe una placca vulnerabile e si genera un trombo che chiude l’arteria coronaria. Il dolore è oppressivo, costrittivo, c’è sensazione di pesantezza con pressione, soffocamento, sempre in sede retrosternale.

La differenza con la cardiopatia ischemica cronica è che può insorgere a riposo e soprattutto (quando compare durante uno stress psico-fisico) non scompare con il cessare dell’attività, perché il flusso del sangue rimane bloccato.

Nell’angina instabile generalmente il dolore dura almeno 20 minuti, spesso il trombo si risolve e la pervietà del lume si ripristina, in altre sostanze l’arteria si riapre. Ma se il dolore dura per più di 20 minuti verosimilmente si va incontro alla necrosi del miocardio, cioè all’infarto.

Alime

Alimentazione e stile di vita sono fondamentali per evitare la formazione delle placche aterosclerotiche che causano la stenosi delle arterie.

La correzione e prevenzione dei fattori di rischio:

  • Smettere di fumare
  • Praticare attività fisica, almeno 150 minuti a settimana. Se si è già cardiopatici è indispensabile pianificare l’attività fisica con il proprio cardiologo.
  • Evitare assolutamente i super alcolici
  • In caso di famigliarità, effettuare screening programmati nel tempo
  • Seguire un regime al limite dell’ipocalorico se si è normopeso
  • Perdere peso in caso di sovrappeso o obesità
  • Seguire un regime alimentare sano, povero di zuccheri semplici e grassi saturi
  • Utilizzare sempre olio evo a crudo
  • Inserire nella dieta il pesce azzurro almeno 2 volte a settimana
  • Preferire le proteine di origine vegetale (legumi al posto della carne)
  • Fare uso quotidiano di frutta e verdura fresche e di stagione
  • Inserire con moderazione la frutta secca negli spuntini
  • Limitare alle occasioni il consumo di affettati, no nel carrello della spesa e no nel frigo!
  • Limitare il consumo di carni rosse, carni processate e conservate
  • Limitare il consumo di formaggi stagionati
  • Evitare di consumare bevande nervine come il caffè
  • Evitare il consumo di sale.

Info utili

Se sei interessato a maggiori informazioni sull’alimentazione o consigli per una dieta più equilibrata puoi chiedere consiglio a Daniele Sciotti scrivendo QUI

 

 

 

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti, biologo nutrizionista, dott. in Scienze della nutrizione umana Origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea. Nato a Velletri, in provincia di Roma, da sempre a contatto con il verde e la natura di quei meravigliosi luoghi ricchi di tanta storia e soprattutto di tradizioni, inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto di obesità. Una laurea magistrale in scienze della nutrizione umana conseguita presso l'Università San Raffaele di Roma Una laurea in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università San Raffaele di Roma. Iscritto all’ordine nazionale dei biologi a seguito del superamento dell’esame si stato presso l’università di Tor Vergata Roma. "100 Alimenti 10 e lode" è la sua prima opera letteraria pubblicata ad agosto 2020.

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