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A scuola di scrittura con Stefania Crepaldi, ovvero come diventare abili narratori

A scuola di scrittura con Stefania Crepaldi, ovvero come diventare abili narratori

Scrivere, che passione!

Sappiamo ormai tutti che la passione per la scrittura creativa dilaga, anche e soprattutto tra chi non è sufficientemente umile per apprendere il mestiere dello scrittore e si abbandona ad un afflato intimo che definisce ispirazione, senza, ahimè, preoccuparsi di leggere ciò che altri, con fatica e lavoro, hanno prodotto.

Se n’è resa conto anche Stefania Crepaldi, editor di romanzi freelance, che ha collaborato con numerose realtà editoriali dando vita al metodo editing formativo, messo anche gratuitamente a disposizione dei novelli narratori.

Il suo obiettivo in questo caso è quello di fornire una Scheda di valutazione tecnica dopo aver letto la bozza definitiva di un romanzo, attraverso la quale vengono evidenziati i passaggi da rivedere, trasformare, eliminare o ampliare.

Le correzioni vengono solo suggerite da Stefania Crepaldi, dal momento che il romanzo è creatura nata dallo scrittore ed è solo e soltanto lui  che può prendere la decisione finale sui cambiamenti da apportare.

Fermamente convinta dell’utilità della Progettazione narrativa ( e di questo i formalisti russi le saranno grati per sempre), ha convogliato la sua esperienza in direzione di un manuale, “Progettazione su  Misura”, da leggere prima di iniziare a scrivere, come esercizio propedeutico.

Diventare scrittori sembra facile, come testimoniano i numerosissimi esempi di self-publishing , ma richiede mestiere, oltre che immaginazione, e per apprendere un mestiere non c’è altra via se non quella di studiare ed esercitarsi, sino a diventare padroni della scrittura e dei suoi meccanismi.

Il percorso di crescita narrativa elaborato da Stefania Crepaldi

Nel suo manuale di scrittura, Stefania Crepaldi individua dodici elementi fondamentali  su cui lavorare, per ognuno dei quali propone esempi ed esercizi.

Attraverso questo percorso, sostenuto dalla creatività del singolo, il prodotto finale rispetterà coerenza e coesione, pur essendo caratterizzato da uno stile personale, che lo renderà comunque unico (ricordate i temi che si svolgevano a scuola? Un solo titolo per venti studenti generava altrettante composizioni originali, diverse l’una dall’altra, sebbene tutte sullo stesso argomento).

Bene: ecco qual è il percorso suggerito dall’autrice.

Alla base di una narrazione occorre che ci sia l’Idea Prima, il cuore pulsante di ciò che si andrà a raccontare, basata su tre semplici punti: Cosa, Quando e Dove.

Una volta individuata, sarà supportata dal Dramma Primo, un elemento presente in tutte le narrazioni, da quelle popolari a quelle letterarie. Vladimir Propp lo aveva identificato nelle fiabe russe da lui analizzate e Stefania Crepaldi ne ribadisce l’importanza: è la causa per la quale hanno inizio le vicende del protagonista, (l’eroe della fiaba), il motore di tutta l’azione. Normalmente è l’elemento di profondo disturbo che stravolge la normalità quotidiana, la cui risoluzione è demandata alla parte finale del romanzo, quella in cui gli equilibri si ristabiliscono.

Ci deve poi essere un Messaggio da veicolare, condiviso nel profondo da chi scrive per far sì che risulti credibile, il che non significa automaticamente attuabile: immaginiamo per un momento tutte le storie che sono state scritte sul tema dell’amore a lieto fine, un desiderio legittimo per ciascuno ma non certo automatico quando si passa dal mondo della finzione  quello reale.

Perché una storia funzioni deve essere articolata, movimentata a livello psicologico, se non anche fisico, con personaggi obbligati a gestire dei contrasti: in questo caso Stefania Crepaldi parla di Conflitti Minori o Maggiori, a seconda dell’ambito interessato, il singolo o una molteplicità di individui (e fattori).

Solo dopo aver operato queste scelte si può passare alla determinazione dei Personaggi, ad ognuno dei quali occorre dare una vita propria, costruendoli in ogni particolare, anche quelli che mai verranno utilizzati ma renderanno le riflessioni dell’autore coerenti dalla prima all’ultima pagina.

Sui personaggi Stefania Crepaldi si sofferma giustamente a lungo, indicandone le tipologie con le relative caratteristiche, per definire le quali riprende la tesi di Vogler sui sette archetipi possibili. Sono una rielaborazione molto approfondita dei personaggi di Propp, a dimostrazione del fatto che, quando si narra, si riportano a galla schemi introiettati nel tempo, patrimonio inconscio collettivo ( Jung).

Il capitolo dedicato ai Personaggi, protagonisti, comparse e comprimari, si dilunga data la corposità dell’argomento e rivela le doti di Stefania Crepaldi, la sua capacità di schematizzazione e chiarezza, la ricerca di esempi tratti da una letteratura molto nota ai lettori, i suggerimenti per esercizi di scrittura propedeutici alla stesura del romanzo.

Stefania Crepaldi insegna come creare mondi narrativi, rifugio sicuro dei lettori.

Umberto Eco, in suo famoso saggio, aveva accompagnato i lettori all’interno di boschi narrativi, in cui ci si può perdere, ma anche procedere con tranquillità conoscendo il cammino.

Quello che Stefania Crepaldi suggerisce parlando del Mondo Narrativo è sostanzialmente uguale, visto dalla parte dell’autore: questi deve creare un mondo in cui non vi siano contraddizioni, a partire dal personaggio per poi arrivare all’intera società, fondendo Topos, il territorio, Epos, la memoria storica, Ethos, i valori condivisi, Telos, le finalità sociali, Logos, il linguaggio, Genos, la stirpe, e infine Chronos, il tempo. Basterebbe già questo capitolo a convincere gli irriducibili della scrittura di getto che essa non è pensabile come base di un buon romanzo e al massimo può essere delegata ad un flusso di coscienza legato a qualche personaggio.

Se proviamo ad immaginare un romanzo come una torta artigianale, possiamo dire che, una volta preparati tutti gli ingredienti necessari, si può procedere alla realizzazione del dolce amalgamandoli.

Anche nella scrittura siamo ora giunti a questo punto: l’amalgama finale degli elementi sopracitati ci darà finalmente la Trama del nostro testo, riconducibile ad una fabula oggettiva (l’ordine logico e cronologico dei fatti narrati secondo un rigore di verosimiglianza) e ad un intreccio soggettivo, il modo in cui lo scrittore deciderà di raccontarli. In questo passaggio è facile, per uno scrittore alle prime armi, perdersi nel bosco narrativo delle analessi e delle prolessi, dei sommari e delle digressioni, per cui Stefania Crepaldi consiglia di utilizzare modelli come quelli di Field o di Vogler per mantenere una rigorosa coerenza in ciò che si va a scrivere.

I personaggi, a ben vedere, compiono sempre lo stesso tipo di azioni, che Propp chiamava funzioni e che già gli antichi greci utilizzavano come base per le loro tragedie o i loro poemi ( si pensi a Ulisse e ai moderni romanzi d’avventura, passati attraverso i cicli cavallereschi rinascimentali).

Il passo successivo consiste nel chiarirsi con quale Voce narrante e con quale Punto di vista si vuole raccontare la vicenda, che cambia molto a seconda della scelta fatta e genera maggiore o minore coinvolgimento in chi legge.

La fabula del romanzo è, a questo punto, completamente definita, ma il testo ancora non c’è e occorre prepararlo materialmente, per avere un canovaccio da modellare e rifinire come spiegato nella Schematizzazione e Preparazione della storia.

Le manca ancora un Titolo, curioso ed accattivante quanto basta, per solleticare l’interesse del lettore.

A storia conclusa, lo scrittore deve riflettere sul Prologo, se lo ritiene necessario, ma soprattutto sull’Incipit, che secondo Stefania Crepaldi dovrà “tenere il lettore incollato alla poltrona, intento a divorare una pagina dopo l’altra”.

E infine, come ultimo atto doveroso e arduo, resta la scelta del Finale, che non deve deludere chi lo ha atteso con ansia. Ci si può sbizzarrire troncando la vicenda, lasciandola aperta affinchè sia il lettore a decidere, decidendo per un fine drammatico o lieto, ma in ogni caso esso va studiato e mai improvvisato.

Il percorso è arrivato alla sua conclusione, non ci resta dunque che riprendere il Manuale di progettazione e metterci al lavoro, per poi, perché no?, inviare il nostro manoscritto a Stefania Crepaldi per un giudizio da editing.

E chissà che non ci sia tra noi un nuovo Manzoni……

A scuola di scrittura con Stefania Crepaldi, ovvero come diventare abili narratoriAUTORE : Stefania Crepaldi

TITOLO : Progettazione su misura

Il testo è acquistabile solo sul sito www.editorromanzi.it/progettazione-su-misura/ a partire da EURO 35,00

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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