Diabete di tipo 1: il “Gps della glicemia” si collega al satellite
Salute

Diabete di tipo 1: il “Gps della glicemia” si collega al satellite

08/02/2019
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Diabete di tipo 1: il “Gps della glicemia” è ora disponibile in Italia.

Parliamo di una patologia nell’ambito della quale 2 pazienti su 3 non hanno un controllo ottimale e rischiano gravi complicanze. Ecco come orientarsi.

Il nuovo strumento è una guida intelligente e automatica: con esso ci si collega direttamente al satellite, permettendo l’autocalibrazione automatica. Ciò permette di evitare le due punture capillari al giorno. Si chiama Dexcom G6 e ha livelli di sicurezza ed efficacia scientificamente confermati. E’ facile e intuitivo, poiché è un sistema di applicazione automatico. E’ discreto, date le dimensioni ridotte e segnala i pericoli in anticipo: avvisa, in presenza di ipoglicemia, con un allarme 20 minuti prima, in tempo utile per intervenire. Ha lunga durata, poiché si deve sostituire dopo dieci giorni. Proprio perché automatico, non ha bisogno di essere ricalibrato.

Diabete di tipo 1: una ricerca

Diabete di tipo 1: il “Gps della glicemia” si collega al satelliteUna ricerca Iqvia-Theras lo ha confermato: la percezione di benessere e la qualità di vita dei pazienti migliorano, con importanti effetti psicologici positivi. Isabella Cecchini, head of primary market research Iqvia, si è espressa in questo modo: “Dichiarano di stare meglio, perché l’affidabilità delle misurazioni viene tradotta in un benessere fisico. Sanno esattamente se e quando intervenire e il livello di autonomia e stima è decisamente aumentato. L’innovatività e la tecnologia dei sistemi sono apprezzati soprattutto dai giovani: la percezione di utilizzare gli strumenti più avanzati e innovativi, la ‘miglior terapia possibile per il diabete’, ma anche strumenti che favoriscono il sentirsi ‘normali’ e tecnologici e aprono alla socializzazione, a condividere con gli altri la propria malattia”.

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Diabete di tipo 1: monitoraggio continuo del glucosio

Come ridurre, del resto, il rischio di complicanze nel diabete di tipo 1?

Queste le parole di Antonio Ceriello, direttore del Dipartimento ricerca sul diabete dell’Irccs Multimedica Milano, presidente del gruppo di studio “Diabetes and cardiovascular deseases” dell’Easd: “L’uso dell’autocontrollo, inteso come strumento per raggiungere un obiettivo glicemico il più possibile vicino alla normalità, consente di ridurre il rischio di complicanze nel diabete di tipo 1. E’ stato calcolato che sono circa 20mila le punture al dito alle quali un diabetico si sottopone in 10 anni. E questo numero non è sovrapponibile e replicabile per tutti i pazienti, perché solo 1 su 3 si monitora costantemente per decidere quando e se intervenire con la terapia corretta. L’introduzione del monitoraggio continuo della glicemia ha segnato una svolta nella gestione del paziente, con numerosi vantaggi dimostrati a livello scientifico. Molte delle informazioni contenute nel monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) evidenziano importanti fattori di variabilità legati al tempo e alla frequenza delle ipoglicemie indispensabili per un corretto controllo. A questo potrei aggiungere un’altra evidenza che conferma un’importante riduzione della emoglobina glicata (1%) e dell’ipoglicemia notturna (88%)”.

Diabete di tipo 1: restare on line con la propria glicemia

Ceriello ha aggiunto: “L’ultimo nato tra i Cgm è un dispositivo in grado di offrire un livello tale di sicurezza e precisione capace di conquistare pazienti e caregiver, di tutte le età a partire dai 2 anni. Va considerato anche il puntuale livello di predittività dello stesso, che contribuisce a rassicurare il paziente, incidendo notevolmente sul benessere generale. L’andamento dinamico e continuo della misurazione offre ogni giorno quasi 300 aggiornamenti costanti e automatici che il paziente può leggere in diretta, ogni 5 minuti e che forniscono indicazioni utili per prevenire ipo- e iper-glicemie. La svolta epocale è dettata proprio dalla quantità di valori a disposizione in ogni momento del giorno e della notte. Il paziente non dovrà più ‘limitarsi’ a verificare le 5 misurazioni giornaliere fatte con la puntura del polpastrello, seguite magari da altrettante per intraprendere azioni terapeutiche correttive. L’autocalibrazione è stata perfezionata proprio per ‘restare sempre on-line con la propria glicemia’, garantendo la massima affidabilità e sicurezza, confermata anche dalla piena e unica approvazione dell’Fda per tale utilizzo. Spiego sempre ai miei pazienti che la gestione del diabete rappresenta un grande impegno senza soste, un viaggio quotidiano pieno di imprevisti da affrontare, e che coinvolge spesso tutta la famiglia. E per agevolarne la guida, la tecnologia ha saputo rispondere in modo preciso con un Cgm altamente tecnologico”.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.