Evitare di fare il bagno dopo mangiato: verità o falso mito?
Salute

Evitare di fare il bagno dopo mangiato: verità o falso mito?

16/08/2021
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Non devi fare il bagno dopo mangiato. Quante volte le mamme lo ripetono ai piccoli che non riescono a resistere alla tentazione di un tuffo, complice il caldo o la voglia di divertirsi in acqua.

Verità o falso mito? Come orientarsi tra la “saggezza popolare” tramandata da generazioni di nonne e mamme e l’onnisciente internet che parla, invece, di fake news?

Fare il bagno dopo mangiato: le parole degli esperti

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO) sottolinea che non esistono ancora evidenze scientifiche che sostengano l’opportunità o meno di fare il bagno a stomaco pieno.

Proprio perché è difficile organizzare studi o raccogliere casistiche che dimostrino una tesi o l’altra.

La questione non sembra quindi essere “Si può o non si può fare il bagno a stomaco pieno”, ma piuttosto “Quando è più opportuno non tuffarsi?”.

Sicuramente non è opportuno quando:

  • si ha mangiato o bevuto troppo
  • se fa troppo caldo e l’acqua è molto fredda
  • nel caso si voglia fare una lunga nuotata o un’attività fisica troppo intensa, come tuffi, gare o allenamento.

Quello che può causare problemi, infatti, non è tanto la digestione, quanto l’“indigestione” o, come tramanda la saggezza popolare, la “congestione”.

Uno dei disturbi tipici dell’estate, anche tra i più pericolosi, soprattutto se si manifesta in acqua.

“Quello che avviene è uno squilibrio nella circolazione del sangue perché, dopo un pasto, soprattutto se abbondante, il suo afflusso verso lo stomaco aumenta notevolmente.

La digestione, infatti, richiama verso lo stomaco il sangue disponibile rendendolo meno disponibile a livello celebrale e questo spiega il perché, a volte, dopo mangiato si prova un senso di stanchezza e sonnolenza.

A questodeficit relativo di sangue che arriva al cervello”, si può associare una altro “furto”: quello determinato dallo shock termico.

Se, ad esempio si passa improvvisamente dai 30 gradi della temperatura ai 20 dell’acqua di mare, lago o piscina, con conseguente ulteriore richiamo di sangue verso la pelle e i muscoli.

La quantità di sangue sottratta al cervello può diventare eccessiva, trasformando la sonnolenza in perdita di coscienza, con conseguente pericolo di annegamento”, spiega il dottor Roberto Faccincani, Responsabile del Pronto Soccorso di Humanitas Mater Domini.