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Immigrazione e fake news: il decalogo (di là dal mare, di là dai monti)

Immigrazione e fake news: il decalogo (di là dal mare, di là dai monti)

Immigrazione: si propone qui il decalogo delle false credenze riguardanti le popolazioni migranti. Parliamo, come appare chiaro, di coloro che si trasferiscono altrove, rispetto ai luoghi di origine: di là dal mare, di là dai monti. Le idee in argomento sono polarizzate e si creano forti passioni, dove si è spinti dalla volontà di condividere, oppure ci si sente assediati. L’unico intento è in questa sede fare chiarezza, nell’ambito proprio della salute. Le restanti considerazioni sono accessorie.

Immigrazione: un fenomeno radicato

Le migrazioni, del resto, hanno caratterizzato la storia umana. L’uomo, come tale, è alla ricerca di condizioni migliori: per se stesso, per la sua famiglia. L’immigrazione è un fenomeno “naturale”. Spesso, è risultata gradita, poiché risolveva problematiche legate allo sviluppo industriale, agricolo e di denatalità. In altri casi, è stata il dominio di pregiudizi, che hanno riguardato come una sgradita conseguenza coloro che intendevano stabilirsi in un determinato territorio, già abitato. Era ieri? Non direi. Ecco che oggi serpeggiano in argomento paure, disinformazione e di false credenze.

Immigrazione: le false credenze

Proprio di questo vogliamo parlare.

Immigrazione e fake news: il decalogo (di là dal mare, di là dai monti)
Piernicola Garofalo

Secondo Piernicola Garofalo, Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, “I dati reali relativi ai migranti sono talvolta ben diversi dalla rappresentazione narrativa usuale, costituita da una serie di luoghi comuni. Secondo questi ultimi, anche gli aspetti sanitari relativi ai migranti hanno una connotazione in più: sono considerati aspetti ‘politico-socio-sanitari’. Come medici, il nostro operato non può essere legato a questioni politiche e suggeriamo di valutare il fenomeno migratorio partendo dai dati genuini, a partire dal contributo di tanti operatori sanitari che quotidianamente si impegnano su tutto il territorio italiano. L’obiettivo è quindi esclusivamente etico e deontologico: fare buona informazione e far conoscere, anche nell’interesse di tutti, quali sono i bisogni e le opportunità di salute, tra prevenzione e cura. Bisogna migliorare l’accesso alla fruizione del Sistema sanitario nazionale, rimuovendo le barriere anche linguistiche che ancora esistono e che peraltro mettono in difficoltà anche gli italiani fragili. Ricordiamoci che la salute di una intera comunità non può prescindere dalla buona salute di ciascuno dei suoi membri”.

Immigrazione: ecco il decalogo

L’Associazione medici endocrinologi (Ame) propone un decalogo, relativo alle fake news legate al Immigrazione e fake news: il decalogo (di là dal mare, di là dai monti)fenomeno migratorio.

  1. Gli immigrati residenti in Italia sono notevolmente aumentati nel corso degli ultimi cinque anni (No, l’incremento è soltanto dello 0,3%).
  2. Gli immigrati vengono principalmente dall’Africa (No, soltanto il 20%).
  3. Gli immigrati sono per la maggior parte musulmani (No, sono cristiani per il 52%, soltanto il 32% è costituito da musulmani).
  4. Gli immigrati portano nuove malattie (No, nessun dato statistico depone in tal senso. Di solito gli immigrati sono “sani”. L’immigrazione è un progetto di vita e, per tale motivo, le persone che decidono di emigrare sono persone in buona salute, sulle quali sono caricate aspettative di riscatto, per il soggetto stesso e per la famiglia che resta nel paese d’origine).
  5. Gli immigrati portano TBC, HIV, Epatiti (No, i tassi di incidenza sono stabili o in riduzione sia nellaImmigrazione e fake news: il decalogo (di là dal mare, di là dai monti) popolazione italiana, sia fra gli immigrati).
  6. Gli immigrati si ammalano di più (No, almeno non per cause pregresse, ma soltanto durante il soggiorno in Italia, per mancato accesso alle cure).
  7. Gli immigrati sottraggono risorse economiche al nostro paese (No, il saldo globale secondo i dati Istat è positivo per l’Italia. Il tema è piuttosto complesso, tuttavia, il fatto che mediamente essi siano concentrati nella fascia di popolazione in età lavorativa, unito al progressivo invecchiamento della popolazione italiana, fa sì che l’immigrazione provochi un aumento della forza lavoro, fondamentale risorsa produttiva per qualsiasi Paese. Per la stessa ragione, l’apporto degli immigrati alle finanze pubbliche italiane, in termini di imposte e contributi sociali versati, eccede quello dei benefici da essi ricevuti, soprattutto perché molte delle spese relative alla salute in Italia sono strettamente legate all’età. Ne consegue che l’immigrazione offre un contributo netto positivo anche al nostro sistema di Welfare, come recentemente ribadito nella relazione annuale del Presidente dell’Inps e in numerosi studi e rapporti sul tema).
  8. Gli immigrati maschi si recano in Pronto soccorso per malattie infettive o sessualmente trasmesse. (No, la prima causa sono i traumatismi sul luogo di lavoro. Gli immigrati spesso trovano lavoro in situazioni non regolari, di lavoro nero dove le più basilari norme di prevenzione degli infortuni non sono attuate).
  9. Gli immigrati irregolari sono quelli che arrivano con i barconi (No, il maggior numero è costituito da immigrati che perdono il diritto di soggiorno, pari al 75%. Spesso l’immigrato irregolare è una persona che ha perso il lavoro e, di conseguenza, il diritto di vivere in Italia. La crisi economica non crea solo disoccupati, ma anche immigrati irregolari. Alla radice di tutto c’è l’impianto della legge sull’immigrazione, che lega indissolubilmente il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. Ora, il tasso di disoccupazione tra gli stranieri ha raggiunto il 17%. Tra il 2014 e il 2015, ben trecentomila permessi di soggiorno non sono stati rinnovati: secondo le stime, centomila immigrati se ne sarebbero andati, ma altri duecentomila sono rimasti qui, senza un documento, obbligati a vivere e a lavorare in nero).
  10. La maggior parte degli immigrati residenti in Europa vive in Italia (No, soltanto il 10%).

Il decalogo proposto è nato in occasione del convegno “Migranti e salute: tra prevenzione, cura e fake news”, che si è svolto di recente a Palermo.

About Giorgio Maggioni

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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