Home / Eros & Psiche / Ansia e prestazioni: quando la paura di non farcela si auto-avvera
Ansia e prestazioni: quando la paura di non farcela si auto-avvera

Ansia e prestazioni: quando la paura di non farcela si auto-avvera

Sono molte le lettere che ricevo, in cui mi si raccontano timori e paure del manifestarsi di difficoltà e insuccessi, nei più svariati ambiti: lavorativo, scolastico, sessuale, e così via. Ansia e prestazioni sono indissolubilmente legate.

L’ansia in realtà, pur essendo molto fastidiosa, nei momenti di alta performance può rivelarsi una nostra amica, poiché ci permette di tenere alti i livelli di sforzo e raggiungere i nostri obiettivi.
Questo, è un meccanismo fisiologico naturale, che diventa disfunzionale, cioè non è più nostro alleato, quando si eleva o prolunga nel tempo, debilitando la vita ed i pensieri della persona, in relazione alle sue capacità.
È molto importante saperla riconoscere e imparare a gestirla, anzichè diventarr passivi, farsi inghiottire e gestire da essa.

Generalmente, in chi soffre di ansia da prestazione, ritroviamo una paura di fallire in un’attività o in un determinato settore, prima ancora che questa abbia inizio. Inoltre, la persona, potrebbe credere che, fallendo, potrà subire umiliazione o un rifiuto (in primis da sé stesso).

Unico sintomo, diverse facce

L’ansia da prestazione si può verificare in diverse situazioni: sessuale, lavorativa, scolastica, sportiva, sociale, relazionale, e così via.

  • Ansia e prestazioni sessuali: possono esserne colpiti sia uomini che donne, ma sappiamo che per l’uomo questo genere di situazione può portare risvolti differenti e più palesi (quali una scarsa erezione). Questo genere di ansia si manifesta con la paura di non saper soddisfare il partner, la conseguenza è principalmente il fatto di vivere l’esperienza sessuale come spiacevole e fonte di emozioni negative, la prestazione sessuale non ha la performance desiderata, e il disagio, soprattutto nell’uomo, aumenta.
  • Ansia e prestazioni lavorative: l’ambito lavorativo è spesso stressante e opprimente, una persona che soffre di ansia da prestazione lavorativa ne soffre particolarmente, poiché ogni volta si trova ad avere a che fare con delle prove, si sente inadatta e con un bassissimo rendimento. Questa situazione si può aggravare quando ci si trova a dover parlare in pubblico, con un datore di lavoro, o presentare un nuovo progetto.
  • Ansia e prestazioni sportive: nello sport, come anche in altre situazioni, l’ansia rappresenta un ottimo alleato se ben gestita. Un atleta tranquillo di sé e del proprio avversario rischia di abbassare troppo la guardia e di beccarsi qualche colpo importante che lo potrebbe mettere KO, quel minimo di ansia sarà necessaria, perciò, per mantenere la guardia alta e una buona concentrazione. Attenzione che non diventi troppa, poiché troppa ansia lo bloccherebbe, poiché l’ansia, se esagerata, da semplice alleata può diventare una nemica e uccidere la buona prestazione.
  • Ansia da prestazione relazionale: è la continua ricerca di stima da parte degli altri ed è strettamente correlata alla paura di non essere all’altezza di una situazione o di un compito. L’autostima della persona che soffre di ansia da prestazione relazionale cresce soltanto in un contesto di accettazione sociale, mentre viene completamente demolita nel caso di giudizi negativi. Non solo: se non trattata l’ansia da prestazione relazionale degenera in attacchi di panico e fobia sociale, che si manifestano con l’evitare ogni contatto con le altre persone.
  • Ansia da prestazione generale: si può verificare in qualsiasi settore e di fronte a qualsiasi situazione che l’individuo viva come una prova o una prestazione e si manifesta come una paura d’incapacità di svolgere il compito assegnato od ottenere i risultati sperati.

Ansia e prestazioni: attenzione a questi segnali

Tutte le tipologie di ansia sono caratterizzate dalla stessa famiglia di sintomi: stress, irritabillità, talvolta insonnia, tachicardia, problemi digestivi, disturbi del desiderio sessuale.
Tutti i sintomi associati all’ansia tendono ad aumentare man mano che il compito o l’esame da affrontare si avvicinano e possono creare problemi in ogni area della vita della persona. In generale combattere l’ansia significa risolvere uno stato d’animo di continua preoccupazione e tensione mentale relativo a una situazione futura, che si immagina con conseguenze tragiche.
È chiaro che questi sintomi riducono la lucidità e provocheranno inevitabilmente un fallimento della prestazione.

La profezia che si auto-avvera

Alla base dell’ansia legata alle prestazioni si trova il fatto che in ogni situazione e per raggiungere qualsiasi risultato scolastico, lavorativo, sportivo o sessuale ci saranno sempre elementi che sfuggono al controllo della persona e che, quasi sempre, il successo o il fallimento saranno influenzati da qualcosa che non dipende da noi.
Avere ansia da prestazione prima di una eventuale performance, diventa in qualche modo una profezia che si auto-avvera. La risposta fisica e mentale alla paura di sbagliare, rende la persona meno lucida e la concentrazione si riduce. Questo porta ad affrontare la prova in modo contrito e spaventato.
Non superare l’ansia da prestazione può portare a cronicizzare questo disturbo, che nei casi più gravi può indurre fobie, attacchi di panico, ossessioni.
A essere danneggiata maggiormente, sarà la propria autostima. Si accentuerà la convinzione di non essere capaci, di non riuscirci.
Questo può avvenire sia sul piano lavorativo, che sportivo, che sessuale.

Come sconfiggerla

  • Concentrati sul percorso: concentrarsi sul risultato finale alimenta, pertanto, la situazione di ansia ed è un’azione da evitare se si vuole combattere l’ansia da prestazione. Smetti di pensare a dove vuoi arrivare e concentrati sul processo per raggiungere l’obiettivo prefissato.
  • Concentrati sulle cose che puoi controllare, e lavora su di esse. Concentrarsi su cose che non si possono gestire fa solamente crescere l’ansia da prestazione e occupa la mente in pensieri inutili, capaci di generare solo impotenza e paura.
  • Non pensare a ciò che sfugge al proprio controllo, che causa solamente ansia maggiore e dispendio di energie che potrebbero essere impiegate in modo più utile.
  • Non scappare: evitare la performance che ti crea ansia non ti aiuta, anzi ti fa venire solo più paura. Non puoi esimerti, però sappi che come tutte le cose serve un gran allenamento.
  • Respira: gestire la tua respirazione ti permette di controllare l’ansia ed evitare l’iperventilazione, scaricando tutta la tensione emotiva.
  • Allenati, lavora, preparati. Pensi che i grandi oratori, o i grandi campioni si allenino solo durante la loro performance? Lo fanno anche prima, e lo puoi fare anche tu. Allora quando sei nel tuo ufficio o in palestra, chiudi gli occhi, pensa a quel momento, a come sarà, a cosa faranno le persone davanti a te, alle tue emozioni. Impara a gestire quello che affiora, le tue sensazioni, respirando…
  • Diventa bravo in ciò che fai: nel momento in cui dovrai parlare in azienda, davanti a tante persone, parlerai del tuo lavoro, diventa bravo, studia di più. In questo modo sarai padrone di ciò che dici, sarai in ciò che è la tua zona di comfort. Vale anche nello sport, allenati di più. In questo modo avrai meno paura di affrontare la gara perché ti sentirai pronto.
  • Rivolgiti ad un professionista: il percorso è consigliato soprattutto nel caso di ansia da prestazione sessuale, ma risulta un ottimo rimedio anche per l’ansia da prestazione di tipo lavorativo o sportivo.

 

About Francesca Ardigò

Francesca Ardigò
Francesca Ardigò, dott.ssa in Psicologia per il Benessere Bresciana d’origine, ha vissuto i suoi primi anni tra Milano e Parigi, città nelle quali ha avuto la possibilità di studiare, conoscere e approfondire diverse materie, bazzicando sovente anche il mondo della moda e della TV; ora vive e lavora in Italia. Le sue passioni sono la mente umana, le persone e il loro benestare. Intuitiva, si occupa sia di Psiche che di Corpo -letto in chiave psicosomatica. Ritiene che ogni essere umano sia qualcosa di unico ed irripetibile, per questo si fa carico della persona nella sua interezza proponendo un approccio individuale e personale. Dicono di lei che sappia leggere le persone e che sia in grado di trovare una soluzione e una strada anche quando essa sembra sommersa dalla nebbia. Crede nei miracoli e ama farli accadere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »