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Inquinamento atmosferico: quanto pesa in costi di mortalità?

Inquinamento atmosferico: quanto pesa in costi di mortalità?

L’Italia è il primo paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 90mila decessi prematuri ogni anno.

“È imprescindibile e non più rimandabile agire in fretta e sinergicamente con l’Europa per ridurre drasticamente le principali sorgenti emissive dell’inquinamento atmosferico attraverso una transizione energetica rinnovabile che abbandoni quanto prima l’uso di combustibili fossili”, dice il presidente Sima, Alessandro Miani.

“Serve poi continuare sulla politica plastic free aggiungendo incentivi per un più veloce cambio di paradigma nel confezionamento degli alimenti e nella sostituzione di materiali plastici con prodotti e fibre di origine naturale anche nella cosmesi e nell’abbigliamento.

Mettere al centro la qualità della vita delle persone nei luoghi indoor di vita, svago e lavoro.

Monitorando i parametri ambientali di temperatura, umidità, CO2 e investendo in dispositivi di mitigazione del rischio (purificatori d’aria), seguire stili di vita sani che ci portino a trascorrere più tempo a contatto con la natura, scegliere come regime alimentare la Dieta Mediterranea che rispetta la stagionalità delle produzioni e ha un impatto ambientale del 60% inferiore rispetto a diete di tipo nordamericano o nordeuropeo”.

Inquinamento atmosferico: i costi di mortalità

La Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) chiede di accelerare su transizione energetica e politiche plastic free.

Questo perché gli effetti diretti dell’inquinamento sulla salute umana interessano diversi apparati e organi:

  • le patologie dell’apparato cardiovascolare rappresentano la prima causa di morte (Eventi coronarici e Infarto Miocardico Acuto, 9.000 casi/anno, Ictus cerebrali, 12.000 casi/anno),
  • seguiti dalle patologie dell’apparato respiratorio (7.000 decessi prematuri ogni anno).

Gli effetti indiretti dell’inquinamento portano fino al +14% di aumento di incidenza per tutti i tumori nei siti inquinati come:

  • Mesoteliomi, 900 casi ogni anno da esposizione ad amianto
  • Tumori testicolari, +36% d’incidenza
  • Leucemie, +66%
  • Sarcomi dei tessuti molli, +62%
  • Tumori polmonari, +29%
  • Linfomi, +50%
  • Tumori vescicali o renali, +32%
  • Tumori della mammella, +50%

Un milione di tonnellate di emissioni hanno un “costo di mortalitàpari a ben 240 persone”, spiegano gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.

Si tratta dell’equivalente delle emissioni annuali di 220 mila automobili, ma a produrle bastano anche solo 35 aerei di linea.

Una sola centrale a carbone produce 4 milioni di tonnellate, con un costo di mortalità pari a 960 persone.

Così l’inquinamento atmosferico uccide 26 persone ogni minuto, dati che arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che a livello globale stima oltre 13 milioni di decessi annui dovuti a cause ambientali che incidono direttamente sulla salute.

Ci saranno almeno 44 milioni di morti da qui al 2050.

E il numero sale a 100 milioni se si considerano anche i decessi legati all’aumento delle temperature, alle ondate di calore, agli incendi, alle alluvioni e alle altre conseguenze dei gas a effetto serra.

Le città più inquinate

Nella top-25 delle città più inquinanti al mondo figurano:

  • Handan (199 Mt Co2 eq./anno)
  • Shangai (188)
  • Suzhou (152)
  • Dalian (142)
  • Pechino (132)
  • Tianjin (123)
  • Mosca (112)
  • Wuhan (110)
  • Qingdao (93)
  • Chongqing (80)
  • Wuxi (77)
  • Urumqi (75)
  • Bangkok (73,2)
  • Istanbul (72,9)
  • Guangzhou (71)
  • Huizhou (68,5)
  • Sijiazhuang (67,5)
  • Zengzhou (66)
  • Shenyang (60)
  • Shenzhen (60)
  • Kunming (60)
  • Hangzhou (60)
  • Tokyo (58)
  • Hong Kong (56)
  • New York (54).

Queste 25 metropoli producono il 52% delle emissioni globali.

In Europa, invece, le più inquinanti sono:

  • Mosca (112 Mt Co2 eq./anno)
  • Istanbul (72,9)
  • Francoforte (46)
  • San Pietroburgo (43 Mt Co2 eq.)
  • Atene (39)
  • Berlino (28)
  • Torino (23).

“Tutti possono dare un contributo per costruire un futuro a zero emissioni, scegliendo tecnologie green e sostenibili, volendo anche nel loro stesso territorio”, dice Niccolò Sovico, ceo di Ener2Crowd.

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