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Malattie tromboemboliche: che cosa sono, come si curano

Malattie tromboemboliche: che cosa sono, come si curano

Malattie tromboemboliche: che cosa sono, come si curanoMalattie tromboemboliche: quando si presentano il nostro sangue, linfa del nostro organismo, crea problematiche che non si possono ignorare. Che cosa succede quando il sangue non scorre come dovrebbe?

Il tromboembolismo venoso, in particolare, è una patologia caratterizzata dalla formazione di trombi all’interno del torrente circolatorio venoso, associati o meno a embolia polmonare. Il 50% circa dei pazienti con trombosi venosa profonda prossimale degli arti inferiori presenta un’embolia polmonare asintomatica e, d’altro canto, una trombosi venosa profonda, soprattutto se asintomatica, riguarda circa l’80% dei pazienti con embolia polmonare.

Quando non ci sono sintomi, una patologia è più difficile da scoprire. In questo caso, sappiamo che spesso c’è.

Malattie tromboemboliche: le statistiche

Il tromboembolismo venoso è al terzo posto tra le malattie cardiovascolari più frequenti; la trombosi venosa profonda, sua principale manifestazione, è una patologia che può causare come detto l’embolia polmonare (Ep): ciò che non abbiamo ancora messo in risalto, è il rischio di morte improvvisa.

La trombosi venosa profonda, principale manifestazione del tromboembolismo venoso, ha in Italia un’incidenza di circa 1 caso ogni 1.000 soggetti all’anno. Per queste patologie, le Eparine a basso peso molecolare sono la terapia più impiegata. In particolare l’enoxaparina sodica, di cui arriva oggi nel nostro Paese il primo biosimilare: sono possibili risparmi per 27 milioni di euro nei primi 3 anni di commercializzazione della molecola.

Malattie tromboemboliche: come curarle

Le Eparine a basso peso molecolare (Ebpm) sono, oggi, la terapia più utilizzata. In particolare, si pone in risalto l’enoxaparina sodica, principio attivo che potenzia l’effetto dell’antitrombina III: contribuisce a bloccare la formazione di nuovi coaguli e a controllare quelli esistenti.

Così si è espressa la dottoressa Chiara Fossati, specialista in Ortopedia e Traumatologia: “In Italia, come nel resto del mondo occidentale, gli interventi di chirurgia ortopedica maggiore sono in continuo aumento e presentano un rischio elevato di tromboembolismo venoso, in particolare nella protesica d’anca e di ginocchio e nella chirurgia delle fratture del collo del femore. In questa tipologia di interventi chirurgici, la possibilità che si verifichi una trombosi venosa profonda, in assenza di profilassi, è compresa tra il 39 e il 47% e il rischio di embolia polmonare tra l’1 e il 6%. È quindi necessario adottare un opportuno trattamento antitromboembolico. Le Eparine a basso peso molecolare risultano più efficaci dell’aspirina o della sola profilassi meccanica (calze elastiche e compressione pneumatica intermittente) e, al tempo stesso, più maneggevoli delle eparine non frazionate o dei dicumarolici. Dato l’ampio utilizzo della profilassi antitromboembolica in chirurgia ortopedica, la possibilità di ricorrere a un biosimilare dell’enoxaparina potrà generare un sensibile risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario”.

Malattie tromboemboliche: vantaggi nell’utilizzo delle eparine

Secondo il professor Andrea Stella, presidente della Società italiana di Chirurgia vascolare ed endovascolare (Sicve), ordinario di Chirurgia vascolare, Università degli Studi di Bologna, “Trombosi venosa profonda e tromboembolia polmonare rappresentano eventi comuni che colpiscono 1-2 persone su 1.000 ogni anno. I fattori che li favoriscono sono molteplici e ben noti ma non per questo risolti. Grazie al loro ridotto rischio emorragico e a una durata d’azione prolungata nelle 24 ore, l’impiego delle Eparine a basso peso molecolare ci ha consentito di formulare posologie di somministrazione che hanno favorito schemi terapeutici più adeguati alle esigenze dei pazienti chirurgici e non. La possibilità di utilizzare il biosimilare dell’enoxaparina sodica porterà a un ulteriore sviluppo nell’impiego delle Ebpm in situazioni cliniche molto delicate per la vita del paziente”.

Malattie tromboemboliche: primo biosimilare dell’enoxaparina sodica

Inhixa è il primo biosimilare dell’enoxaparina sodica, principio attivo impiegato nel trattamento di numerose malattie tromboemboliche. Ora è disponibile anche nel nostro Paese (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 278 del 28/11/2017). Studi pre-clinici e clinici previsti dal rigoroso iter di approvazione richiesto dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) hanno dimostrato la sovrapponibilità in termini di qualità, sicurezza ed efficacia del biosimilare rispetto al farmaco originator. Il prodotto, inoltre, è già commercializzato in altri Paesi europei come Inghilterra e Germania, dove non sono emerse problematiche legate ad eventi avversi.

Malattie tromboemboliche: caratteristiche del biosimilare

Enoxaparina biosimilare: si tratta di una soluzione iniettabile in siringhe pre-riempite da somministrare sottocute, autorizzata per la prevenzione del tromboembolismo venoso (Tev), nei pazienti sottoposti a chirurgia o a rischio di sviluppare coaguli perché allettati, per il trattamento della trombosi venosa profonda (TVP), dell’angina instabile, dell’infarto miocardico; è utile per prevenire la formazione di coaguli nella circolazione extracorporea in corso di emodialisi.

Queste le parole del professor Stefano Carugo, direttore Cardiologia Ospedale San Paolo Milano, Università degli Studi di Milano: “L’enoxaparina sodica è un pilastro fondamentale della terapia in ambito cardiovascolare. Viene, infatti, impiegata per le sindromi coronariche acute (SCA), per le trombosi e per le embolie polmonari, patologie molto diffuse nei nostri ospedali. L’avvento del primo biosimilare è una conferma dalla validità e dell’utilità del farmaco, caratteristiche che ne permetteranno un maggior impiego grazie anche al costo inferiore e ai risparmi che ne deriveranno”.

Malattie tromboemboliche: quanto costa la cura

Quanto costa l’enoxaparina sodica? Attualmente, nel nostro Paese,  si attesta attualmente sui 250 milioni Malattie tromboemboliche: che cosa sono, come si curanodi euro annui. La disponibilità del primo biosimilare che, a parità di efficacia e sicurezza rispetto all’originator, ha un costo inferiore del 26%, contribuirà a ridurre i costi.

Ecco quanto ha dichiarato il professor Francesco Saverio Mennini, direttore Centro per la valutazione economica e Hta (Ceis – Eehta), Università degli Studi di Roma Tor Vergata: “È possibile stimare che l’arrivo sul mercato del biosimilare di enoxaparina avrà fin da subito un significativo impatto in termini di risparmio per il Ssn. Se ipotizziamo una sua penetrazione nel 15% del mercato per il primo anno di commercializzazione, nel 23% per il secondo e nel 30% per il terzo anno, è possibile stimare un saving a carico del Servizio sanitario pari a 5,1 milioni di euro nell’anno 1, a 8,2 milioni nell’anno 2 e a 13,6 milioni nell’anno 3, con una riduzione di spesa per il primo triennio pari a 27 milioni e, a tendere, di oltre 34 milioni di euro. Si tratta di una previsione in linea con quanto è già avvenuto per altri biosimilari, impiegati in differenti aree terapeutiche e già presenti sul mercato dal 2015”.

Qualità e risparmio vanno di pari passo?

Inhixa è stato sottoposto allo scrupoloso esercizio di comparabilità richiesto da Ema, al fine di attestare la sua sovrapponibilità analitica (chimico-fisica e biologica), pre-clinica (studi di farmacocinetica e farmacodinamica in vitro e in vivo) e clinica (studi sull’uomo) rispetto al medicinale di riferimento, dimostrando sovrapponibilità in termini di efficacia e sicurezza.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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