influenza 2024
Salute

Perché con l’influenza non abbiamo appetito?

09/12/2024
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L’inappetenza, cioè la mancanza di fame, è uno dei sintomi più comuni legati all’influenza.

Infatti, probabilmente a tutti noi sarà capitato di avere febbre, mal di testa, mal di gola e nessuna voglia di sedersi a tavola, neanche fosse stata imbandita delle nostre pietanze preferite.

Questo fenomeno è più che normale, e dipende da vari fattori: l’impatto del virus sul metabolismo, l’affaticamento generale e la disidratazione.

Per quali alimenti optare, quindi? Vanno bene i ‘rimedi della nonna‘ o sono necessari ulteriori accorgimenti?

Ricordiamo, inoltre che l’inappetenza può protrarsi non solo nei giorni in cui i sintomi sono acuti, ma anche nei successivi giorni di convalescenza.

Influenza: perché cala la fame?

Precisiamo, prima di tutto, che l’inappetenza può manifestarsi nei casi più diffusi di influenza. Parliamo, da un lato, della forma respiratoria (con sintomi come febbre, raffreddore e mal di gola), e della forma gastrointestinale (più comuni vomito/diarrea).

Quando si ha l’influenza, il rialzo della temperatura corporea diminuisce l’appetito. Altri sintomi comuni sono spesso la presenza di mal di gola e tosse, ma anche la difficoltà a deglutire che rende più difficile l’ingestione dei cibi, e inoltre anche la classica sensazione di bocca amara che altera i sapori.

Per quanto riguarda, invece, l’influenza intestinale, l’inappetenza può dipendere invece dalla sensazione di nausea. Questa è spesso causa di fastidi e riduce la voglia di mangiare.

influenza e inappetenzaMeglio digiunare, quindi?

La risposta è no, e la conferma arriva da una ricerca condotta qualche tempo fa dall’università di Yale.

Lo studio evidenza come in caso di infezione virale mangiare sia un valido aiuto per riprendere le forze e contrastare l’infezione.

Sebbene sia importante rispettare ciò che il nostro corpo chiede, anche se l’istinto è quello di rimanere a stomaco vuoto, è meglio provare a mangiare qualcosa.

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Cosa mangiare con l’influenza

La prima cosa che può essere d’aiuto quando si ha poca fame per via dell’influenza, è puntare su piccoli pasti a base di cibi leggeri.

In questo modo possiamo combattere l’inappetenza e ci assicuriamo nutrienti utili per recuperare le forze.

Arrivati a questo punto, analizziamo due diverse scuole di pensiero.

Da una parte troviamo i cosiddetti ‘rimedi della nonna’, quindi via libera a brodi caldi di pollo che hanno proprietà antiinfluenzali.

Ma anche verdure e ortaggi di stagione che, oltre ad aiutare a recuperare i liquidi persi con la febbre e la sudorazione, assicurano tanti enzimi e vitamine. Questi sono perfetti alleati per espellere le tossine e le sostanze di scarto in eccesso che spesso si accumulano con l’uso di farmaci.

Ma non è tutto: molti vegetali sono ricchi di magnesio e potassio, minerali che hanno un’azione rivitalizzante che aiutano a contrastare i gonfiori.

Attenzione a volume e densità calorica dei piatti

Vediamo, invece, altri consigli.

Durante l’infezione, il corpo umano aumenta il suo dispendio energetico per sostenere il sistema immunitario nella lotta contro il virus (per tenere alta la temperatura corporea l’organismo consuma più energie).

Perché consigliare un brodino che è molto voluminoso (e pertanto sazia abbastanza), o perché consigliare di abbondare con le verdure quando nuovamente sono molto voluminose e apportano poche calorie, di cui abbiamo invece bisogno per la febbre?

“Il consiglio è quello di utilizzare alimenti ad alta densità calorica (per esempio abbondare con l’olio) e meno voluminosi. La pasta, per fare un esempio, raddoppia di peso in cottura assorbendo acqua pari al suo peso crudo, o ancora di più se si tratta di pasta lunga, diventando quindi molto voluminosa: del semplice pane potrebbe essere una scelta migliore. Altro esempio è quello di avvalersi di piatti unici per aumentare la densità calorica del piatto (più calorie per meno volume di alimento) e gli apporti di proteine, come una pasta con il tonno, che ha il grosso volume tipico della pasta, ma risulta meno impattante di un primo e un secondo a parte”, spiega Erik Breda, dietista presso l’Ospedale Oftalmico di Torino.

Utile, in generale, anche evitare sapori troppo speziati che potrebbero invece favorire la nausea.

“Quando mettiamo in gioco anche sintomi quali vomito e diarrea la situazione cambia ancora. In questo caso consigliato ridurre gli apporti di fibre per non peggiorare la situazione aumentando i volumi fecali. I sintomi, in questa fase, non sono correlati alla dieta, quindi quello che si può fare con l’alimentazione è non infierire sul sintomo stesso. Da qui i famosi pasti consigliati del riso in bianco, il pollo, le zucchine e carote che sono tutti alimenti scarni (riso) o privi (gli altri) di fibre”, conclude il dietista.

E per quanto riguarda l’idratazione?

Con l’influenza si perdono molti elettroliti e liquidi, sia per la diarrea, per la febbre e per il sudore.

Gli elettroliti sono sostanze chimiche necessarie al funzionamento del corpo ( dei muscoli, del cuore e del sistema nervoso) e tra questi possiamo citare potassio, magnesio, sodio, calcio, e molti altri.

Per reintegrare i sali minerali e i liquidi persi con vomito e diarrea si possono integrare bevande glucosaline (isotoniche) preferibilmente con sapori neutri. Per esempio 1 litro d’acqua con l’aggiunta di 3 grammi di sale e 18 grammi di zucchero.

Tenere dell’acqua a portata di mano è importante per ricordarsi di bere, ma anche non bere troppo ai pasti principali per non aumentare troppo i volumi nello stomaco (meglio bere poco, più volte durante il giorno).

Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-sdraiata-sul-letto-mentre-soffia-il-naso-3807629/

Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/giovane-uomo-in-indumenti-da-notte-che-soffrono-di-mal-di-testa-al-mattino-3771115/

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore -Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.