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Colloquio di lavoro: ecco le regole d’oro per affrontarlo in modo vincente

Colloquio di lavoro: ecco le regole d’oro per affrontarlo in modo vincente

Secondo numerosi rilievi statistici, i mesi migliori per trovare o cambiare lavoro sono settembre e ottobre quando, dopo la pausa estiva, le aziende riprendono la ricerca di nuovi candidati per posizioni aperte; affrontare un colloquio di lavoro rappresenta per molte persone una considerevole fonte di ansia e di stress. Si ha in genere timore di non apparire all’altezza della situazione o, quantomeno, di non riuscire a lasciare un’impressione positiva agli occhi del selezionatore.

Una buona preparazione psicologica, l’outfit, l’approccio comunicativo giusto, a parità di preparazione, possono fare la differenza.

Paure da colloqui di lavoro: come affrontarle

Una delle paure principali, che angosciano il candidato prima di un’intervista di lavoro, è che gli venga rivolta una domanda a cui non è in grado di fornire la risposta che l’intervistatore si attende o perlomeno una risposta intelligente tale da colpirlo favorevolmente.

Al di là delle specifiche domande-risposte, tuttavia, il consiglio giusto è innanzitutto quello di presentarti a un colloquio di lavoro solamente se si ritiene che la posizione per cui ci si candida possa realmente offrire la possibilità di raggiungere gli obiettivi personali e soddisfare le proprie passioni.

Non lasciarsi mai guidare esclusivamente dalle prospettive di guadagno e di carriera, perchè il vero arricchimento personale è riuscire a fare un lavoro che davvero risponda alle nostre passioni.

L’atteggiamento vincente durante il colloquio di lavoro

È molto importante essere sorridenti e rilassati, per stabilire subito un contatto “umano” con la persona che vi sta di fronte. Stringete la mano con naturalezza, non in modo floscio e sfuggente, ma attenzione anche a non stritolare con vigore la mano dell’altro. Guardate sempre negli occhi il vostro intervistatore per stabilire calore ad empatia. Non sedetevi esattamente di fronte, perchè è una posizione di scontro, ma formate con le sedie un angolo inferiore a 180 gradi.

Durante il colloquio di lavoro, dimostrate entusiasmo e voglia di fare e di imparare, ma soprattutto un forte interesse verso la posizione offerta e l’azienda in particolare. Non date l’impressione di chi si trova lì per caso, tra un colloquio e un altro. È un po’ come conquistare la persona amata: non vorrete mica farle credere che ci provate un po’ con tutte?

Mostratevi sicuri, ma non decisi e saccenti: se vi trovate in difficoltà di fronte ad una domanda, restate calmi, ammettete il dubbio e provate a ragionare ad alta voce. È più apprezzata la capacità di ragionamento e il sangue freddo nei momenti difficili, piuttosto che il panico o inutili scuse.

Colloqui di lavoro: prepararsi psicologicamente

Una bella dormita la sera prima e un pasto non troppo abbondante per evitare di sentirvi appesantiti o peggio sonnolenti: sembrano ovvietà, ma sono accorgimenti da non prendere alla leggera.

Informatevi al meglio sull’azienda interessata, sui suoi prodotti e sulle novità. Fate anche una ricerca preliminare sulla persona che state per incontrare, almeno per capire la sua posizione all’interno dell’azienda.

Al colloquio di lavoro arrivate sempre in orario, anzi in anticipo, in modo tale da rilassarvi durante l’attesa, andare al bagno, sistemarvi, bere un po’ d’acqua. Oltre alla pessima impressione, il ritardo comporta anche un aumento dello stress in una situazione già di suo non facile.

Un piccolo trucco: se avete le mani sudate, basta passarle insieme ai polsi sotto il getto di acqua fredda e passa subito.

Il Curriculum vitae è un biglietto da visita

Oltre al contenuto, è anche la forma del CV a dire molto del candidato, per questo è importante compilarlo con accuratezza, sincerità senza dimenticare alcune semplici regole:

  • Parlate di voi sempre in terza
  • Siate dettagliati, ma non prolissi, altrimenti si rischia che lunghissimi blocchi di testo non vengano nemmeno letti
  • Siate schematici, in modo che sia facile per chi lo legge trovare subito le informazioni che cerca
  • Seguite un ordine cronologico, partendo da quello che fate attualmente
  • Le cose che non devono mancare mai sono:
    1. I vostri contatti (indirizzo, telefono, email)
    2. La conoscenza di una o più lingue straniere, specificando il livello ed eventuali esperienze all’estero (siate sinceri)
    3. Le conoscenze informatiche, specificando il livello e i programmi usati

Portate sempre due copie del vostro CV al colloquio: una per voi e una per l’intervistatore, in caso quest’ultimo non lo avesse stampato. Sono piccoli gesti, che denotano grande organizzazione e verranno certamente apprezzati.

10 regole d’oro per il colloquio di lavoro

Nel mondo del lavoro la concorrenza è sempre più spietata ed è importante giocarsi le carte anche attraverso la propria immagine, perchè una buona “prima impressione” può fare davvero la differenza.

Quando le persone hanno un’impressione positiva del nostro aspetto infatti, hanno anche più fiducia nelle nostre performance in altre aree. Per quanto brillanti, istruiti, competenti e di valore si possa essere, nessuno ci crederà se le apparenze dicono esattamente l’opposto.

Durante il colloquio di lavoro, i selezionatori del personale scelgono tenendo conto che la persona che hanno di fronte rappresenterà il loro marchio agli occhi dei clienti. Non solo, ma dovrà perfettamente integrarsi nel gruppo, sposando i valori e la filosofia dell’azienda.

Ecco allora le 10 regole d’oro da seguire per il colloquio di lavoro, al fine di lasciare una buona prima impressione attraverso un’immagine che comunichi: credibilità, competenza, affidabilità, autorevolezza, successo.

  1. Cura personale

Se volete comunicare precisione, attenzione ai dettagli e serietà, dimostratelo innanzitutto attraverso la vostra immagine: se trascurate voi stessi, figuriamoci il resto. Provvedete dunque a una buona rasatura, un sorriso curato e per le donne il giusto make-up.

Quanto ai capelli, due imperativi: puliti (per le donne sarebbe preferibile una piega) e in ordine (tagliati di recente e ben curati). Niente capelli arruffati, ricrescita della tinta o frangia che copra gli occhi.

  1. Abiti

Per gli uomini: il classico abito da lavoro, in grigio o blu (anche leggermente gessato), camicia bianca o azzurra perfettamente stirata, cravatta ben annodata, calzini scuri in linea con le scarpe.

Per le donne tailleur dai colori sobri, ma non necessariamente scuro. Sotto la giacca: pantaloni, gonna (non troppo sopra al ginocchio) o anche abitino intero. Evitate spacchi e scollature troppo profonde o tacchi vertiginosi. Ricordatevi che le calze in certi ambienti vanno indossate tutto l’anno.

In ogni caso, la giacca è imprescindibile, anche se vi proponete per un lavoro creativo.

  1. Scarpe

Fondamentali per completare il look, le scarpe parlano molto di noi. Il modello deve essere semplice e professionale: se il budget non è altissimo, non c’è bisogno di svenarsi. L’importante che è che siano nuove, in buone condizioni e ben lucidate.

Per gli uomini le classiche stringate o i mocassini (ma che siano eleganti e non da barca), per le donne decoltè chiuse (evitate zeppe e stiletti supersexy, o viceversa scarpe troppo comode che vi conferiscono un’aria sciatta).

  1. Accessori

Rispetto alla donna, l’uomo ha a disposizione pochi accessori per poter esprimere il proprio stile e la propria eleganza: un buon orologio (anche senza rapinare una banca), gemelli da polsino e come unico gioiello la fede nuziale. Il simpatico orologio di plastica colorata, o l’anello d’argento al pollice riservatelo ad altre occasioni.

Le donne possono osare con un bel foulard (anche colorato) e con i gioielli (la classica perla è un passepartout). Bando comunque ad orecchini troppo vistosi, anelloni da cocktail, piercing al naso, eccetera.

  1. Soprabito

Abbiamo detto dell’abito e del tailleur, delle scarpe e degli accessori. Ma per un outfit coerente, anche il soprabito è importante, che sia un cappotto o i lclassico trench. Quando ci si stringe la mano infatti, indossiamo ancora il soprabito e sono proprio quelli i primi momenti in cui ci si scruta e si forma la prima inesorabile impressione.

  1. Detagli

Non basta essere ben vestiti e pettinati. Gli addetti alle selezione del personale spesso notano anche dettagli ed accessori che voi invece potreste sottovalutare. Controllate che la borsa da lavoro non sia troppo vecchia e rovinata, che la vostra agenda abbia un aspetto ordinato e soprattutto non tirate fuori penne senza inchiostro o dal tappo rosicchiato.

  1. Mani

Tornando alla famosa stretta di mano, e considerando anche quanto gesticoliamo noi italiani, ecco una parte assolutamente da non trascurare, sia per l’uomo che per la donna.

Se l’emozione vi fa sudare le mani, risolvetela così: mentre aspettate di essere ricevuti, fate una capatina alla toilette e rinfrescatevi i polsi sotto l’acqua fredda. Anche le mani rientrano nel discorso di cura della persona, dunque: unghie curate, pulite e non rosicchiate. Per le signore manicure perfetta, ma sobria. Mai e poi mai smalto scheggiato o artigli da strega.

  1. Make-up

Un discorso a parte merita il make-up per le signore.

Come in tutte le cose, bisogna trovare il giusto equilibrio: un viso del tutto acqua e sapone può voler dire “la mattina faccio tutto di corsa, non sono brava ad organizzare il mio tempo”.  Sull’altro fronte un make-up eccessivo può risultare frivolo e appariscente.

Basterà un filo di trucco per esprimere cura di sè, sobrietà e raffinatezza.

  1. Alito

La tensione gioca brutti scherzi, proprio ora che dovete parlare e presentarvi al meglio. Ricordatevi allora di mettere in borsa: una bottiglietta d’acqua, un pacchetto di mentine (soprattutto se siete fumatori) e uno stick per idratare le labbra (bando a secchezza, screpolature e macabri sanguinamenti).

  1. Colori

Gli americani lo sanno da tempo: la psicologia dei colori ha un ruolo chiave anche e soprattutto nell’area business. Il blu esprime autorevolezza e affidabilità, il grigio è il colore più adatto in assoluto. Il rosso, se usato con moderazione (ad esempio per la cravatta), comunica sicurezza e potere e mantiene alta l’attenzione di chi ci ascolta.

In generale è importante conoscere le tonalità più in armonia con i nostri colori personali, ovvero quelle che hanno il potere di farci apparire più giovani, più sani, più attraenti e, magari, anche più magri.

 

 

 

 

 

 

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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