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Denti e sport: la relazione tra salute del cavo orale e performance sportiva

Denti e sport: la relazione tra salute del cavo orale e performance sportiva

In Italia sono oltre 35 milioni le persone che svolgono sport e attività fisica leggera, con un’alta percentuale tra i ragazzi di 11-14 anni (70,3%).

Non tutti però sanno che, in qualsiasi sport e a ogni livello, per ottenere la migliore prestazione possibile, oltre a talento naturale, allenamento e impegno hanno un ruolo cruciale anche i denti.

Infatti, sembra che ci sia una relazione tra la salute del cavo orale e la performance degli sportivi.

Per vincere servono (anche) denti sani

La salute della bocca incide in modo significativo su un ampio numero di organi, parti del corpo e fattori.

Dal cavo orale possono infatti generarsi una serie di problemi, detti discendenti, che partono dalla bocca e scendono lungo il corpo, andando a creare difficoltà a livello articolare, muscolare, sullo strato cervicale e lombare, fino a coinvolgere ginocchia e piedi.

Ma non solo: si possono sviluppare delle torsioni, oltre a verificarsi effetti negativi sulla postura, da cui dipendono il gesto atletico, il movimento e l’armonia generale.

“Bisogna considerare una doppia valenza”, dice Fausto Madaschi, odontoiatra.

“Da una parte la torsione facilita il trauma e la tendenza a farsi male nelle persone che praticano sport, dall’altra la performance non può essere al top a causa di condizioni non ideali a livello posturale”.

La spiegazione del ruolo della salute dentale per postura ed equilibrio è semplice e arriva direttamente dalla scienza.

Infatti, nello schema dell‘homunculus motorio, che indica le aree della corteccia cerebrale coinvolte per il movimento, la bocca da sola rappresenta il 35% e, insieme a mano e piede, circa il 90%.

Denti e sport: i problemi principali e la conferma da Tokyo 2020: il caso Jacobs

Denti mancanti, infiammazione alle gengive, denti del giudizio, malocclusioni e contatti anomali tra i denti sono tra le principali problematiche che possono verificarsi, creando torsioni e problemi muscolari con un conseguente impatto sulla stabilità del bacino e l’equilibrio.

Le conseguenze per gli sportivi sono notevoli e variano a seconda della disciplina.

Ad esempio:

  • i ciclisti si trovano a pedalare spingendo maggiormente con una gamba rispetto all’altra
  • gli sciatori fanno bene le curve a destra e male quelle a sinistra (o viceversa)
  • i calciatori peggiorano nella corsa che diventa meno veloce e potente e nei salti
  • i nuotatori sono meno idrodinamici e scivolano meno sull’acqua aumentando quindi i propri tempi
  • i tuffatori peccano di armonia e sincronizzazione del tuffo, oltre di fluidità nei movimenti.

La salute orale, quindi, può costituire un temibile avversario oppure, al contrario, se curata bene, contribuire al successo.

“Un esempio eclatante arriva dalle ultime Olimpiadi di Tokyo 2020, dove l’italiano Marcell Jacbos è diventato campione olimpico dei 100 metri piani e della staffetta 4×100 metri, vincendo ori storici.

Parte di questo risultato è attribuibile all’estrazione di un dente del giudizio mal posizionato che disturbava l’atleta”, spiega Mario Bonino, odontoiatra.

“Come affermato dal suo coach, l’operazione eseguita con successo prima delle gare ha migliorato la sua postura, contribuendo a portare la sua performance ai massimi livelli”.

Denti e sport: attenzione anche a deglutizione, respirazione e salivazione

Deglutizione e respirazione sono funzioni primarie a cui spesso non viene data la giusta importanza.

Nello specifico, una deglutizione scorretta e alterata, detta atipica o infantile, può portare problemi a livello di postura, cervicale, mal di schiena lombare e alle ginocchia, influendo anche sulla vista.

I deficit respiratori, legati a loro volta ad una deglutizione errata, portano invece alla modifica della struttura e della morfologia ossea che crea debolezze sulle catene muscolari.

Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione alla salivazione: l’acidosi metabolica è una condizione comune che può incidere molto sugli sportivi.

“Il motivo è riconducibile al fatto che il corpo funziona per metabolismi, i cui prodotti finali sono acidi che non possono rimanere all’interno. Questo perchè il pH del sangue deve essere pari a 7”, dice il dottor Madaschi.

“Quando il corpo fa fatica a espellere gli tutti gli acidi tramite il rene e le urine, trova un sistema differente, il sistema tampone dei muscoli e delle ossa.

Il calcio tolto dai muscoli e dalle ossa forma con gli acidi dei sali che precipitano e nel tempo possono causare calcolosi, artrite, artrosi, arteriosclerosi.

Nell’immediato il prelievo di calcio dai muscoli può causare stanchezza, dolori, crampi, contratture , spasmi, deficit di prestazione.

Può inoltre verificarsi l’osteoporosi, malattia sistemica dell’apparato scheletrico che aumenta la fragilità ossea.

Per cui operazioni di implantologia e sostituzione di denti con relativo riassorbimento osseo risultano più complicate e rischiose”.

Alimentazione e sport: la dieta per denti sani

In ottica di riequilibrio del pH, l’alimentazione gioca un ruolo chiave.

Ad esempio, sarebbe bene evitare i cibi che creano acidità, favorendo invece i vegetali che contrastano l’acidosi.

“Sostanze come le radici di zafferano, consumate per la loro azione antiossidante ed energizzante, gli agrumi, i kiwi, i pomodori, le confetture, se usate ogni giorno possono creare problemi, consumando i denti e sfavorendo una corretta occlusione, che porta poi a tensioni muscolari”, spiega il dottor Bonino.

“Gli sportivi mangiano anche molta cioccolata per le energie, ma, se consumata in quantità eccessive, arrossa considerevolmente i tessuti e fa sensibilizzare i denti.

Non solo: anche le bevande e gli alimenti eccessivamente zuccherati vanno consumati con attenzione.

Lo zucchero, infatti, è come fuoco quotidiano nei denti e nelle gengive e aumenta il rischio di carie e di erosione dentale”.

Mai dimenticare la mente: il ruolo del carattere

Carattere, emotività e mente sono ulteriori fattori da tenere in considerazione.

Una persona riservata, ad esempio, tende a essere insicura, chiudendo fisiologicamente e involontariamente le spalle.

Questa tipologia errata di postura influisce, nella fase di crescita, sulla formazione ossea, creando quindi una situazione di sofferenza a livello posturale, con ripercussioni sulla forma della bocca e sui denti.

Tutti elementi che si ripercuotono anche sulla performance atletica.

Denti e sport: la soluzione? Prevenzione e miltidisciplinarietà

Importante per gli sportivi (ma non solo) curare molto attentamente la salute orale, con visite frequenti dagli specialisti e un’attenta prevenzione.

Quest’ultima, ad esempio, può passare anche da uno strumento che ha dimostrato particolare efficacia nell’evitare i traumi durante l’attività sportiva, specialmente negli sport da contatto come il calcio, il rugby e il pugilato: il paradenti.

L’utilizzo di questo dispositivo di protezione riduce l’intensità dell’impatto e stabilizza i denti.

A livello di cura, utili i bite, ovvero mascherine posizionate sulle arcate che agiscono per risolvere problemi come la dislocazione mandibolare, la malocclusione dentale e il digrignamento dei denti.

“Il corpo è un tutt’uno e non va guardato né curato a compartimenti stagni, al contrario va messo in armonia”, concludono i due odontoiatri.

“Per farlo, bisogna avere una vera e propria visione di insieme.

Negli studi dentistici ci dovrebbe essere multidisciplinarietà: i dentisti hanno il ruolo fondamentale di intercettare i differenti problemi che presentano i pazienti, indirizzandoli poi naturalmente dagli specialisti giusti”.

Denti e sport: oltre al cavo orale, attenzione anche alla mancanza di attività fisica

La mancanza di attività fisica, insieme a uno stile alimentare non corretto, favorisce l’insorgenza di malattie metaboliche come il diabete mellito tipo 2, con tutte le sue possibili complicanze nefrologiche e cardiovascolari.

Una regolare attività fisica è un’abitudine sempre più trascurata nella normale vita quotidiana  di molti italiani, sopraffatti dai frenetici ritmi di vita e da errori alimentari o comportamentali.

Lo scenario

La gravità della situazione si evince da analisi dei dati dello studio Passi dell’Istituto Superiore di Sanità riferiti al 2019, che rivelano alcuni elementi preoccupanti.

Infatti:

  • solo il 49% della popolazione italiana dichiara di essere fisicamente attiva
  • il 24% è parzialmente attiva
  • il 27% è praticamente sedentaria.

“Negli ultimi due anni è ragionevole ipotizzare un peggioramento di questa situazione a causa della pandemia.

Infatti l’indagine PASSI”, dice Gerardo Medea, Responsabile SIMG Area Metabolica.

“Rivela che la quota dei soggetti del tutto sedentari è aumentata del 10% rispetto agli stessi mesi del 2019.

I dati peggiorano ulteriormente se si considerano:

  • i soggetti con oltre 65 anni (la quota di sedentari sale dal 40% del 2019 al 43% nel 2020 rispetto a un trend stabile osservato negli anni precedenti)
  • la popolazione del sud d’Italia (dove la quota di sedentari ultra 65enni passa dal 46% al 52% e tra le persone con basso livello di istruzione dal 45% al 53%.).

La sedentarietà è purtroppo proporzionalmente collegata con la prevalenza e l’incidenza dell’obesità e delle morbilità a essa correlate, come il diabete tipo 2 o le patologie cardiovascolari.

L’incidenza e la prevalenza di sovrappeso e obesità sono in netto incremento nei Paesi Occidentali.

In Italia  circa il 30% dei soggetti adulti è in sovrappeso e il 10% è obeso.

È in netto aumento, inoltre, soprattutto al sud, il numero di bambini con problemi di peso”.

Il ruolo del medico di famiglia

Il Medico di famiglia, in virtù del suo rapporto continuativo e della sua presenza capillare sul territorio, ha un ruolo determinante nell’educazione ai corretti stili di vita nella popolazione generale.

“Uno stile di vita salutare, sostenuto da un’attività fisica regolare e da un’alimentazione equilibrata, ha effetti preventivi non solo sulla comparsa dei disturbi metabolici, ma interviene positivamente a 360° su moltissime altre patologie, inclusi i tumori e il decadimento cognitivo”, spiega Medea.

“I MMG possono moltiplicare e rinforzare i messaggi circa gli effetti salutari dell’attività fisica.

Un intervento di informazione ed educazione, effettuato in modo capillare e con la possibilità di reiterarlo nel tempo con un grande numero di contatti quotidiani (più di due milioni considerando tutti i MMG italiani), può ottenere effetti straordinari a livello di salute pubblica e di popolazione generale.

Sono sufficienti anche piccole modifiche comportamentali, come muoversi a piedi, quando possibile, e per le più comuni attività della vita quotidiana, incrementando gradualmente lo sforzo fisico soprattutto per le persone più sedentarie e meno allenate.

I massimi benefici per la salute si ottengono infatti con un esercizio effettuato con costanza e regolarità”.

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