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Trasporto animali vivi: lo scandalo delle navi nel Mediterraneo
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Trasporto animali vivi: lo scandalo delle navi nel Mediterraneo

Da oltre 2 mesi, migliaia di animali stanno viaggiando a bordo di 2 navi per le acque del Mediterraneo, senza una destinazione e in condizioni disumane.

È la terribile realtà del trasporto di animali vivi, considerati come oggetti da spostare da un paese all’altro, per andare incontro a morte certa.

Anche se questi viaggi sono regolamentati da leggi europee che dovrebbero, almeno in teoria, tutelarne il benessere, la realtà è ben diversa e drammaticamente lontana da questo concetto.

Ne sono un esempio i casi di queste 2 navi partite dalla Spagna, denunciate di recente da diverse associazioni per gravi violazioni nel trasporto di quasi 3 mila animali.

Il trasporto di animali nei paesi extraeuropei 

Negli ultimi anni, l’esportazione controversa ed eticamente dubbia di animali vivi per l’allevamento, l’ingrasso e la macellazione dall’Unione Europea a paesi extraeuropei è diventata un’industria gigantesca.

Migliaia di animali sono stati trasportati in Medio Oriente e Nord Africa per esserle macellati, nonostante questo sia contrario all’etica e ai valori europei.

La Spagna è oggi il leader europeo nell’esportazione via mare di bovini vivi e secondo esportatore di pecore (dopo la Romania), con un numero di richieste sempre maggiore.

Questo significa che bovini e ovini vengono esportati dalla Spagna (Porti di Tarragona e Cartagena) verso i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (principalmente in Libano, Libia e Turchia), dove non esistono leggi che proteggono gli animali da abusi estremi prima e durante la macellazione.

Infatti, i paesi terzi non possono garantire il benessere degli animali e gli standard vincolanti dell’UE.

E il trasporto stesso viene eseguito con numerose violazioni che espongono gli animali a inutili sofferenze.

Questi viaggi inoltre, durano settimane o addirittura mesi, durante i quali gli animali vengono condannati a torture, violenze non necessarie e si ritrovano in condizioni igienico sanitarie disperate.

Viaggi su navi quasi mai adeguate perché non vengono fatti dei test per capire se siano idonee al trasporto di animali vivi.

E soprattutto, senza nessuna garanzia che queste navi abbiano a bordo adeguati sistemi di abbeveraggio o ventilazione.

Trasporto animali vivi: l’odissea nel Mediterraneo

Si tratta di un vero e proprio scandalo quello che sta accadendo nelle acque del Mediterraneo.

Secondo quanto denunciato, 2 navi in particolare la Elbeik e la Karim Allah, con a bordo migliaia di bovini, si troverebbero in mare senza una meta con gli animali costretti a condizioni disumane.

Entrambe le navi, in viaggio in condizioni agghiaccianti da mesi, salpate dalla Spagna sarebbero state rifiutate dalla Libia alla luce di una malattia zoonotica.

Infatti, da 2 mesi e mezzo la Karim Allah si trova alla deriva.

Il 18 dicembre 2020, questa nave, che trasportava 895 vitelli, ha lasciato il porto di Cartagena, presumibilmente diretto a Iskenderun (Turchia).

Ha poi cambiato rotta dirigendosi a Tripoli (Libia).

Si sospetta che i bovini fossero infetti dalla malattia della febbre catarrale e della blue tongue.

Il Libyan National Animal Health Center ha quindi rifiutato di approvare l’ingresso di bovini malati.

La Karim Allah ha successivamente chiesto il permesso di attraccare a Biserta (Tunisia), probabilmente per fare rifornimento di foraggio per gli animali.

Ma gli è stato negato l’ingresso a Biserta o in qualsiasi altro porto tunisino ed è stata costretta a lasciare le acque territoriali tunisine.

È stata quindi avvistata nel porto di Augusta (Sicilia, Italia) il 28 gennaio, dichiarando di essere “parzialmente carica”.

Questo fa pensare che molti animali siano morti, anche se nessuna informazione è stata fornita su che fine abbiano fatto le carcasse.

Dopo aver lasciato Augusta, si è fermata ed è stata ancorata al largo di Cagliari (Sardegna, Italia), dove le autorità avevano predisposto un’ispezione.

Tuttavia, la nave è fuggita prima dell’ispezione.

Inoltre, la stessa Karim Allah avrebbe dichiarato alle autorità sarde di trasportare solamente mangimi.

Mentre qualche settimana prima, alle autorità portuali di Augusta aveva dichiarato di trasportare animali vivi.

Successivamente, lunedì 22 febbraio è arrivata nella Baia di Cartagena, attraccandosi a Puerto de Escombreras il 25 febbraio.

L’Elbeik invece, che ha lasciato il porto di Tarragona a dicembre, carica di 1.776 mucche e vitelli, continua a navigare nel Mediterraneo, cercando di trovare acquirenti per i suoi animali.

Attualmente si sta dirigendo verso il porto del Pireo in Grecia.

Nelle conversazioni con la Animal Welfare Foundation, i responsabili dell’Elbeik riferiscono che a causa delle cattive condizioni del mare e del lungo viaggio, più di 50 animali sono già morti a bordo.

Un’altra causa di mortalità è che l’Elbeik è completamente carica di animali, di conseguenza hanno meno spazio per muoversi.

Secondo quanto denunciato da Animal Welfare Foundation, Animal Equality ed Enpa, sono ancora molti i dubbi su cosa sia accaduto a bordo delle navi, dove la situazione sarebbe disperata.

La vicenda dimostra ancora una volta l’inadeguatezza dei viaggi di animali vivi anche sul territorio europeo e il dramma a cui sono costantemente e inutilmente sottoposti.

Tragedia nel Mediterraneo: il ricorso è stato respinto

Il ricorso che richiedeva la sospensione precauzionale dell’abbattimento dei vitelli sulla nave Karim Allah è stato respinto.

Il viaggio dei vitelli e dei giovani bovini infatti, sembra essere giunto al termine.

Dopo aver sofferto per 2 mesi e mezzo alla deriva nel Mediterraneo, venerdì 5 Marzo la Corte Superiore di Giustizia di Madrid ha negato la sospensione dell’abbattimento degli animali richiesto dalla compagnia di trasporti.

Purtroppo, a seguito del ricorso presso la Corte spagnola, i giudici hanno annunciato che gli animali sulla Karim Allah verranno uccisi tutti, dopo che molti sono già stati fatti a pezzi e gettati nel mare nel corso del viaggio.

Gli 864 animali sopravvissuti, degli 895 partiti, saranno macellati al molo del porto di Escombreras a Cartagena in ottemperanza all’ordinanza emessa dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione.

Ai piedi della Karim Allah è stata installata una tenda, all’interno della quale verranno uccisi gli animali, e decine di container che serviranno per rimuovere i cadaveri dal porto.

Gli avvocati della nave hanno cercato in tutti i modi di evitare l’abbattimento, cercando di dimostrare che gli animali sono sani e accusano le autorità spagnole di bloccare i loro tentativi di dimostrarlo.

Nonostante questo, il controllo veterinario ufficiale effettuato tra il 25 e il 26 febbraio ha concluso che le condizioni dei vitelli, dopo più di 2 mesi di viaggio, impedivano loro di intraprendere un nuovo viaggio per essere riesportati e venduti al di fuori dell’Unione Europea.

Infatti, si può solo immaginare quello che questi animali hanno passato negli oltre 2 mesi di navigazione a bordo della Karim Allah.

Vitelli costretti a vivere su un’imbarcazione, in un ambiente di diametro opposto a quello che per natura necessiterebbero, ammassati gli uni sugli altri, in mezzo ai loro stessi escrementi.

Il rapporto dei veterinari spagnoli, incaricati dal governo di salire a bordo per verificare la situazione, ha quindi confermato le pessime condizioni in cui sono stati tenuti, aggravate ulteriormente dal lungo viaggio.

Animal Equality chiede che venga interrotta l’esportazione di animali al di fuori dell’UE dalla Spagna e da tutto il territorio europeo per non essere in grado di garantire il loro benessere.

L’importanza di riformare il regolamento UE

Da oltre 2 mesi questi animali sono costretti a viaggiare in condizioni che non rispettano neanche lontanamente gli standard minimi previsti per il trasporto degli animali.

Si ritiene necessario riformare al più presto il regolamento UE che disciplina il trasporto di animali vivi.

L’Europa ha bisogno di un divieto totale delle esportazioni di animali vivi verso paesi terzi via mare.

Questo dovrebbe essere sostituito dal commercio di carcasse, prodotti a base di carne e materiale genetico.

Infatti, è importante abbandonare nel più breve tempo possibile il sistema attuale, che costringe ogni anno milioni di animali a viaggi interminabili in condizioni disumane.

Prima che questo accada, le diverse associazioni chiedono una rigorosa applicazione della legge attualmente in vigore.

Inoltre, chiedono:

  • Ridurre drasticamente le ore massime consentite per il trasporto di animali vivi.
  • Divieto totale per il trasporto di animali non svezzati.

Soprattutto Animal Equality chiede che il commercio e l’esportazione di animali vivi al di fuori dell’UE vengano interrotti, in quanto è dove si registrano le violazioni più gravi.

Infatti, i rapporti della Commissione europea, di Animal Welfare Foundation e le proprie indagini certificano che l’applicazione della legislazione europea sulla protezione degli animali durante il trasporto è completamente carente.

Il benessere degli animali durante questi lunghi viaggi non può essere garantito.

Inoltre, nel caso del Medio Oriente e del Nord Africa, non vengono macellati secondo gli standard internazionali dell’OIE (World Organization for Animal Health).

Una realtà che è diventata evidente, con i casi delle navi Karim Allah ed Elbeik, che navigano alla deriva per 2 mesi attraverso il Mediterraneo con più di 2.600 animali a bordo.

Per questi motivi, Animal Equality ha presentato una serie di note prima della modifica del decreto sugli standard di salute e protezione degli animali durante i trasporti.

Trasporto animali vivi: le principali violazioni

Le principali violazioni del regolamento sul trasporto di animali vivi che vengono segnalate di solito, e che in teoria dovrebbero essere evitate da ispezioni precedenti sono:

  • Sovraffollamento

Il sovraffollamento impedisce agli animali di sdraiarsi, l’accesso ai punti d’acqua e aumenta la probabilità di calpestamenti e lesioni.

Il sovraffollamento è particolarmente dannoso se combinato con le alte temperature estive, ventilazione inadeguata e mancanza d’acqua.

Questo può causare estremo esaurimento, stress da caldo e, nei casi più gravi, mortalità.

  • Spazio per la testa insufficiente

Il regolamento richiede che all’interno del compartimento sia fornito uno spazio sufficiente per garantire una ventilazione adeguata quando gli animali stanno in piedi, nella loro posizione naturale, senza ostacolare il loro movimento.

Molti scomparti hanno soffitti così bassi che gli animali li toccano con la testa e/o con la schiena quando sono in piedi.

  • Temperature elevate e ventilazione insufficiente nel veicolo

Si deve assicurare una ventilazione sufficiente a soddisfare pienamente i bisogni degli animali.

Tenendo conto, in particolare, del numero e tipo di animali da trasportare e delle condizioni meteorologiche previste per il viaggio.

Inoltre, la Commissione Europea ha suggerito di incoraggiare vivamente i vettori  a sospendere o ridurre sostanzialmente il trasporto di animali durante lunghi viaggi in estate.

  • Approvvigionamento idrico inadeguato

In combinazione con lunghi viaggi, alte temperature e sovraffollamento, la mancanza d’acqua può far soffrire gli animali causando disidratazione estrema.

A volte i serbatoi dell’acqua sono vuoti o i dispositivi per bere sono spenti o sporchi di feci, difettosi o non funzionanti.

Inoltre, gli animali spesso non sono in grado di accedere ai dispositivi per bere.

Questo può essere dovuto a un numero insufficiente di dispositivi oppure perché si trovano su un solo lato del veicolo.

Di conseguenza, molti animali non possono raggiungerli soprattutto se il camion è affollato.

In alcuni casi, i dispositivi non sono appropriati per la specie che si trasporta, come i capezzoli di metallo per i vitelli non svezzati.

  • Registri di viaggio incompleti e finti tempi di viaggio stimati brevi

Parti importanti del diario di viaggio sono spesso lasciate vuote.

Anche i registri a volte danno tempi di viaggio così brevi da non essere realistici.

Inoltre spesso, riposo, acqua e cibo obbligatori per lunghi viaggi non sono né pianificati né realizzati.

  • Non fornire agli animali cibo, acqua e 24 ore di riposo

Il regolamento richiede che dopo molte ore di trasporto, gli animali devono essere scaricati per 24 ore di riposo, offrendo cibo e acqua a un posto di blocco autorizzato.

Spesso questa interruzione non si verifica o si verifica solo dopo aver superato il tempo di viaggio massimo consentito.

Oppure è notevolmente più breve rispetto alle 24 ore richieste.

Di conseguenza, gli animali soffrono in modo significativo la fame, la sete e lo stress causato dal poco riposo.

  • Trasporto di animali non idonei

Gli animali feriti, malati o gravidi non sono adatti a viaggiare.

Tuttavia, si vedono ripetutamente animali trasportati inadeguatamente causandogli sofferenza.

Una relazione della Commissione sottolinea che gli animali feriti arrivano quotidianamente ai macelli dell’Unione Europea .

In questo caso, oltre a impedire il trasporto, gli animali dovrebbero ricevere immediata attenzione:

  • Trattamento veterinario appropriato.
  • Se necessario, soppressione di emergenza in modo da non causare sofferenze inutili.
  • Veicoli senza lettiera

Il regolamento stabilisce che nei viaggi di molte ore agli animali deve essere fornita una postazione adatta con lettiera (paglia, segatura o altro materiale idoneo) che consenta un assorbimento adeguato.

Spesso questa non viene fornita o non viene sostituita durante i viaggi.

Questo provoca condizioni di sporco che possono causare disagio e talvolta lesioni perché gli animali scivolano e si calpestano.

  • Vitelli e agnelli non svezzati

Una della motivazioni per cui i vitelli e gli agnelli non svezzati non devono essere trasportati è che hanno bisogno di mangiare ogni poche ore, questo perché:

  • Hanno un fabbisogno di energia e proteine maggiore.
  • Non riescono a controllare la loro temperatura corporea e se non ricevono energia per molto tempo saranno più suscettibili al caldo e allo stress da freddo.
  • Non hanno un sistema immunitario pienamente sviluppato. Il trasporto è stressante e lo stress è un fattore chiave per minare l’immunità e quindi sono vulnerabili alle malattie.

Inoltre, i vitelli e gli agnelli non svezzati, non possono essere nutriti a bordo di un veicolo ma devono essere allattati.

  • Partizioni improprie nel veicolo

Il regolamento stabilisce che, in caso di viaggi lunghi, le partizioni devono essere installate in modo da poter creare compartimenti separati.

Le partizioni sono necessarie per evitare che gli animali vengano sballottolati nel veicolo in movimento.

Tuttavia, le partizioni spesso non hanno grandi dimensioni e spazi adeguati, questo può causare agli animali dolore e lesioni significative.

 

Inoltre, a tutto questo, si aggiungono altre infrazioni gravi come:

  • Il maltrattamento fisico.
  • I tempi di attesa, molte volte davvero lunghi e in qualsiasi condizione atmosferica, non necessari prima che gli animali vengano caricati sulle navi.
  • La manipolazione non professionale degli animali durante il carico.

 

About Emma Rota

Laureanda in Scienze della Comunicazione, da sempre curiosa e affamata di nuove esperienze. Viaggia ogni qual volta le sia possibile, legge, si documenta, osserva quanto la circonda arricchendo così il suo bagaglio personale di conoscenze. Grande appassionata di moda e di tutto ciò che riguarda il settore. Cresciuta in mezzo alla natura, è un’autentica amante degli animali, attenta e rispettosa nei confronti dell’ambiente.

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