Digital aging: quando la tecnologia è nemica della nostra pelle
Benessere

Digital aging: quando la tecnologia è nemica della nostra pelle

11/03/2021
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Siamo la generazione dei sempre connessi, con lo smartphone in una mano e il mouse nell’altra.

Avere uno stile di vita iperconnesso può facilitare le comunicazioni, ma rappresenta anche una minaccia per la salute della pelle.

Infatti, passare molto tempo a contatto con un device digitale comporta inevitabilmente una sovraesposizione alla luce blu con effetti negativi sulla cute.

L’esposizione agli schermi luminosi, di smartphone, pc e tablet, causa stress ossidativo alle cellule accelerandone così l’invecchiamento cutaneo.

Si parla quindi di digital aging, cioè l’invecchiamento digitale, che è provocato proprio da fonti luminose che emettono luce blu e che agiscono sulle cellule e sul derma, portandolo a perdere tono giorno dopo giorno.

Inoltre, questa luce è responsabile di macchie cutanee e perdita di elasticità, infiammando e indebolendo la naturale barriera protettiva della pelle.

In un’epoca in cui stare sempre connessi è importante sotto molti punti di vista, rischiamo di farci venire le rughe prima del tempo.

Per questo oggi, una skincare routine non può dirsi completa senza dei prodotti anti digital aging, alleati indispensabili per difenderci dalla luce emessa da device elettronici.

Cos’è la luce blu

Conosciuta anche come luce invisibile ad alta energia, in inglese HEV (High Energy Visible), è il nuovo nemico, non solo degli occhi, ma anche della nostra pelle.

La luce blu è una lunghezza d’onda luminosa che proviene sia dalla luce naturale del sole che da quella artificiale degli schermi digitali.

Infatti, è una componente naturale della radiazione solare, fa parte della luce visibile ed è caratterizzata da una lunghezza d’onda più lunga rispetto agli UV tanto che arriva fino a noi con intensità costante e relativamente debole.

Quando emessa dal sole, la luce blu ha effetti positivi sull’umore, sulla memoria e in genere sulle funzioni cognitive.

La parte dannosa, invece, è quella artificiale emanata dagli apparecchi tecnologici, dai LED e dagli schermi digitali e che genera intensità di luce fino a 1000 volte più elevata rispetto alla soglia di comfort visivo.

Le onde elettromagnetiche emesse dai dispositivi digitali aumentano la temperatura della nostra pelle, portando a un deterioramento delle fibre di collagene ed elastina, responsabili dell’elasticità cutanea, aumentando così la formazione di rughe.

Questo perché la luce blu penetra in profondità causando un grande sviluppo di radicali liberi con conseguente invecchiamento cutaneo.

Questa sovraesposizione, infatti, causa stress ossidativo alle strutture cellulari e può danneggiare le funzioni protettive della pelle.

Inoltre, disturba il naturale ritmo circadiano, riduce la produzione di melatonina, causando macchie, e condiziona la qualità del sonno.

Proprio come per l’esposizione solare, è necessario imparare a “convivere” con la luce blu e, soprattutto, a proteggersi da essa attraverso l’introduzione di trattamenti mirati per la pelle nella routine di bellezza quotidiana.

Ogni volta che apriamo pc, smartphone o tablet dovremmo quindi applicare una crema protettiva.

Proprio perché l’esposizione continua a questi dispositivi è la causa del digital aging, un invecchiamento precoce della pelle.

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Cos’è il digital aging

Si chiama digital aging, cioè invecchiamento digitale, uno dei fattori di invecchiamento precoce della pelle.

Si manifesta con rughe su viso e collo, pelle spenta e stanca per effetto delle onde elettromagnetiche emesse dagli schermi di pc, smartphone e tablet.

Questo causa un danneggiamento della cute che a lungo andare comporta una accelerazione nella comparsa delle rughe e di cedimenti cutanei.

Quindi la sovraesposizione alla luce blu non è senza rischi, soprattutto quando è molto concentrata: il problema, infatti, è la frequenza.

Ognuno di noi trascorre molte ore al giorno davanti a device digitali ma il calore emanato da questi dispositivi, anche se non viene percepito dal nostro volto, riesce comunque a penetrare in profondità.

La nostra pelle prova a difendersi da tutto questo, ma la continua esposizione ne diminuisce la sua capacità di autoprotezione.

A lungo andare, questo potrebbe portare a un’alterazione delle cellule che, nel loro normale processo di rinnovamento, si verrebbero a rigenerare già rovinate.

Come proteggere la pelle dalla luce blu

Proprio come per l’esposizione ai raggi UV, è necessario correre ai ripari utilizzando trattamenti mirati per la pelle nella nostra skincare routine.

Senza una protezione adeguata potrebbero comparire rughe premature o intensificarsi quelle già presenti.

Per questo sono stati creati prodotti con filtri specifici per proteggere la pelle.

Ci sono poi anche dei piccoli accorgimenti che tutti possiamo adottare per non peggiorare la situazione come:

  • Allontanare lo schermo dal viso, sia del pc che dello smartphone.
  • Abbassare il livello di luminosità, attivando le modalità “notturna” o “protezione occhi” che sono presenti su quasi tutti i nuovi dispositivi.
  • Fare il pieno di antiossidanti attraverso l’alimentazione , aumentando il consumo di frutta e verdure e utilizzando integratori soprattutto a base di vitamina D e vitamina E.

Inoltre, è importante limitare l’uso di device digitali di notte.

Questo perché l’esposizione alla luce blu durante la notte influisce sul ritmo circadiano naturale delle stesse cellule della pelle.

Infatti, le cellule continuano a lavorare come se fosse giorno, compromettendo il loro naturale processo di riparazione notturno.

Questo può portare a segni visibili dell’invecchiamento e a occhiaie costanti.

Laureanda in Scienze della Comunicazione, da sempre curiosa e affamata di nuove esperienze. Viaggia ogni qual volta le sia possibile, legge, si documenta, osserva quanto la circonda arricchendo così il suo bagaglio personale di conoscenze. Grande appassionata di moda e di tutto ciò che riguarda il settore. Cresciuta in mezzo alla natura, è un’autentica amante degli animali, attenta e rispettosa nei confronti dell’ambiente.