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Pigrizia o movimento: perché scegliere? Arriva la ginnastica da divano

Pigrizia o movimento: perché scegliere? Arriva la ginnastica da divano

Pigrizia o movimento: perché scegliere? C’è chi pensa alla ginnastica da divano. E’ la maniera per convincere a fare sport anche i più pigri: se bisogna proprio fare movimento, si potrà almeno restare comodi.

Pigrizia e movimento, ginnastica da divano: la parola agli esperti

Queste le parole di Piero Chiambretti, comico, conduttore televisivo, attore e regista: “Passiamo giorni interi sdraiati sui divani a sfondare i cuscini. E con l’invenzione del telecomando non dobbiamo più alzarci per cambiare canale. (…) Se siamo incollati al nostro sofà come delle cozze allo scoglio è giunto il momento di usarlo come una palestra. I divani costano un occhio della testa: sfruttiamoli! Usando il fedele divanetto in poco tempo la pancia si restringe e il muscolo s’ingrossa, la cellulite scappa, la tartaruga… lentamente arriva. Se tutto va bene in tre mesi avrai la forza di prendere il tuo amato divano per le zampe e scaraventarlo giù dalla finestra. Liberandoti di lui farai fuori anche peso e pigrizia. Prova, mal che vada ti sdrai e dormi”. Facendo sorridere, a volte si mettono in luce grandi verità.

Pigrizia o movimento: perché scegliere? Arriva la ginnastica da divanoIl libro La ginnastica da divano, edito questo mese da Lswr, ha una prefazione di Piero Chiambretti e un costo pari a 9,90 euro. Parla di un tipo di movimento da attuare senza muoversi da casa.

Luciano Gemello, scrittore, ha al suo attivo una lunga carriera come personal trainer. E’ amministratore di Palestre Torino e presidente del Centro ricerche performance e benessere. Ha un dottorato di ricerca ed è laureato in Management dello sport e Scienze Motorie. Con suo figlio Stefano, ha scritto un libro. Lo abbiamo raggiunto e intervistato, per comprendere i dettagli di questo genere di ginnastica, che colpisce l’immaginazione: ecco le sue parole.

La pigrizia ci allontana dall’esercizio fisico. Che fare per combatterla?

Muoversi è bello, la pigrizia è sinonimo di noia. Sentire il proprio corpo agile, capace di “dominare” eventi quotidiani che altri subiscono; la reattività anche mentale che un corpo “in forma” permette, sono sensazioni che, quando percepite, risultano incredibilmente piacevoli. Certo l’inizio richiede volontà, tuttavia se invece di pensare ad andare a camminare nel parco provate a pensare di andare ad osservare il cielo, il movimento delle nuvole, o farsi accarezzare da un raggio di sole, probabilmente sarà più facile incominciare.

Pensare di andare in palestra a faticare vi fa sentire male? Andateci per fare un tuffo in piscina, o soltanto a fare un po’ di bagno turco oppure semplicemente a chiacchierare con un amico o un’amica. Mentre ci siete, senza programmarlo, fate un giro sulla cyclette, sul tapis roulant o su quella nuova macchina che vi crea curiosità. Il passo sarà breve ad aggiungere, la volta successiva, altri 5 minuti di tonificazione prima di raggiungere la doccia. Piano piano, senza traumi, il benessere vi rapirà e non combatterete più la pigrizia ma, grazie al movimento, godrete maggiormente dei vostri momenti di relax.

Gli stili di vita sono un farmaco che permette di evitare altri farmaci: come bisogna agire?

Pigrizia o movimento: perché scegliere? Arriva la ginnastica da divano
Luciano Gemello

Attività fisica ed alimentazione rappresentano, se uniti, certamente il farmaco più potente al mondo. Intervengono nella cura di un numero incredibile di patologie moderne: dalla sindrome metabolica alle malattie circolatorie, dall’obesità al declino cognitivo, dal diabete alla depressione, all’artrosi e perfino in alcune forme tumorali.

Naturalmente, come tutte le terapie potenti, devono essere somministrati in dose e sostanza corretta. Seguiamo i consigli alimentari più diffusi oggi in bibliografia, ci vuole poco e, parimenti, vediamo il movimento quale un irrinunciabile elemento della nostra vita, come lavarsi i denti od occuparsi dell’igiene personale. Pensate che grazie ad una corretta e regolare attività motoria, ogni anno si evitano 52.000 malattie (dati Oms), 22.000 decessi in meno, 32 miliardi di euro di produttività in più. I costi sanitari sono considerati essere il 30% in meno per persone attive. Un eloquente dato internazionale: negli USA 1/3 di 500.000 decessi all’anno, per cause tumorali, sono causati da cattiva alimentazione e sedentarietà (dati Airtum).

Quali sono alcuni movimenti che si possono eseguire scalzi e un pigiama? Come un individuo può costruire il proprio circuito di esercizi?

L’importante è muoversi, cercate di raggiungere una quantità di tempo che si aggiri tra i 20 ed i 60 minuti ogni giorno. Camminare è un ottimo esercizio, ma non basta. Cercate di stimolare anche tutti i vostri muscoli con esercizi di tonificazione appropriati e fate in modo ti tenere mobili anche tutte le vostre parti articolari. Il pigiama è un indumento perfetto, morbido ed elastico e permette qualsiasi attività. Il piede nudo permette una maggiore propriocettività ed è consigliato per gran parte dell’attività motoria più curata. Non è necessario andare in palestre super attrezzate per fare movimento corretto, l’importante è decidere di allontanarsi dal divano e, se ci siete incollati sopra, prendere in considerazione un libro sull’argomento.

Come promuovere lo sviluppo neuro-muscolare nella terza età?

In Italia si contano 11 milioni di persone con più di 65 anni, quasi 1/3 dell’intera popolazione nazionale. Di questi, 3 milioni hanno superato gli 80. Tra 20 anni, per la prima volta gli over 60 saranno più degli under 13. Il mantenimento dell’indipendenza mentale e fisica diventa un’assoluta priorità. In questa direzione moltissime sono le ricerche che dimostrano come l’attività fisica in generale, contribuisca a mantenere le funzioni cognitive. In particolare, l’ossigenazione dei neuroni dovuta alla circolazione sanguigna a livello cerebrale ed il loro scambio di sostanze nutritive con il flusso ematico, ne migliorano la vitalità.

Inoltre, l’attività muscolare, concorre a rilasciare sostanze chimiche, che stimolano la produzione di Bdnf (Fattore neurotrofico cervello derivato). Queste oltrepassano la barriera ematoencefalica, contribuiscono alla nascita di nuove cellule cerebrali (neurogenesi) ed allo sviluppo di sinapsi inter neuronali aggiuntive (University).

Per tanto tempo si è pensato che i dendriti (fibre minori che si ramificano a partire dal neurone, ndr) potessero svilupparsi solo nel cervello dei bambini, tuttavia recenti studi hanno appurato che i neuroni più vecchi possono creare altri dendriti.

Risolvere situazioni nuove ed impreviste, sia dal punto di vista motorio che mentale, rappresenta la condizione ideale per stimolare l’encefalo a creare nuove connessioni dendritiche e neuronali. Il Fred Cage del Salk Institute di La Jolla in California ed i ricercatori del Sahlgrenska university hospital di Goteborg, in Svezia (1998), hanno dimostrato che l’attività cerebrale non subisce un calo repentino in età avanzata, poiché si possono generare nuove cellule cerebrali nell’area dell’ippocampo, che coordina le informazioni provenienti dalla corteccia cerebrale e le organizza in ricordi.

Come migliorare il rapporto genitori-figli promuovendo il movimento?

Non sono uno psicologo né un sociologo, tuttavia credo che riunire tutta la famiglia in un’attività sportiva sia un modo molto sano di sviluppare e migliorare il rapporto genitori-figli. Il confronto diretto, la sfida improvvisata con un genitore o un figlio, permette di sviluppare sensazioni importantissime che permettono di creare stima reciproca e senso di unione nella fatica. Il sano antagonismo crea sempre un sentimento di riconoscimento e permette di individuare lati comuni in generazioni, spesso, molto diverse. Anche solo una camminata impegnativa, una giornata di sci oppure una pedalata ricreativa, può, secondo me, creare presupposti emotivi eccezionali per questo fine.

Alla fine, una considerazione: muoviti! Non lasciare che diventi troppo tardi, è un tuo dovere, la spesa pubblica sanitaria, oggi poco superiore ai 100 miliardi di euro, in 20 anni raddoppierà ed i nostri figli non saranno più in grado di sostenerla. Muoviti, se non per te fallo per loro.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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