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Infarto e arresto cardiaco: le soluzioni innovative (e le azioni collegate)

Infarto e arresto cardiaco: le soluzioni innovative (e le azioni collegate)

Infarto e arresto cardiaco: soluzioni innovative (ed eventi collegati)Infarto e arresto cardiaco: non mancano soluzioni innovative.

L’infarto è la necrosi di un tessuto per ischemia, ovvero per deficit grave di flusso sanguigno. Parliamo di infarto del miocardio.

La nostra esistenza è scandita dal battito del cuore. Senza di esso, è la nostra stessa esistenza a venir meno.

Sono due le innovazioni tecnologiche che hanno impresso una parabola ascendente ai progressi nell’ambito della cura delle malattie cardiache: l’angioplastica coronarica o Pci (percutaneous coronary intervention), che esiste da quarant’anni, e la sostituzione per via transcatetere della valvola aortica o Tavi (Transcatheter aortic valve implant), determinata 15 anni fa.

Infarto: ecco come cambia il mestiere del cardiologo

Giuseppe Musumeci, presidente della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise), si è espresso in questo modo: “Si tratta di due procedure salvavita che, per ragioni diverse, hanno cambiato il mestiere del cardiologo, contribuendo a sviluppare un nuovo profilo professionale la cui attività e le cui competenze sono sempre in maggiore espansione: il cardiologo interventista. Dal punto di vista del paziente, l’angioplastica ha abbattuto la mortalità causata da infarto del miocardio di oltre il 20 per cento, salvando 1 vita ogni cinque persone colpite, grazie alla possibilità di fare nello stesso momento diagnosi e trattamento. La Tavi permette di intervenire in caso di stenosi aortica, ossia il restringimento dell’apertura della valvola che impedisce un corretto flusso del sangue dal cuore all’aorta, in maniera minimamente invasiva, e, soprattutto, in quei pazienti nei quali per le più svariate ragioni non è possibile un intervento classico di cardiochirurgia”.

Infarto: il primo intervento di angioplasticaInfarto e arresto cardiaco: soluzioni innovative (ed eventi collegati)

Il 1981 è stato l’anno del primo intervento di angioplastica eseguito in Italia. In quell’anno, è nato anche il registro dei dati di attività Gise. Esso raccoglie e analizza gli esami diagnostici, gli interventi coronarici, vascolari e strutturali, eseguiti nei centri di emodinamica italiani.

Infarto, diagnosi e cura: un database straordinario

Queste le parole di Sergio Berti, presidente della fondazione Gise: “Disponiamo di uno straordinario database che valuta oltre 353mila interventi di diagnosi e cura effettuati in 266 centri su tutto il territorio nazionale. Una raccolta sistematizzata, che Gise mette a disposizione di chi amministra la sanità, perché il nostro obiettivo finale è di contribuire all’appropriatezza e alla qualità delle cure, attraverso l’ottimizzazione di tutte le risorse disponibili”.

Cardiologia: welfare sanitario condiviso

Aggiunge Musumeci: “L’obiettivo è di contribuire a un nuovo modello di welfare sanitario condiviso con tutti gli attori con i quali i clinici si confrontano ogni giorno: i pazienti, gli amministratori, i decisori politici. Un progetto ambizioso, che poggia le basi sulla consapevolezza di un quadro più che positivo, dal punto di vista clinico, dell’offerta ai cittadini”.

Infarto: i dati principali

Infarto e arresto cardiaco: soluzioni innovative (ed eventi collegati)Ecco alcuni dei dati principali del rapporto di attività Gise 2016: 291.593 coronarografie in Italia, (oltre 1 milione e 400 mila nel quinquennio 2012-16); 153.992 angioplastiche (oltre 720 mila dal 2012); di esse, 35.355 sono le angioplastiche primarie, da eseguire entro 6 ore dall’infarto per salvare una vita, ridurre il rischio di un nuovo infarto e di ischemie ricorrenti e migliorare la sopravvivenza a lungo termine. Che cosa significa? Così si esprime, ancora, Musumeci: “Questo significa che nel nostro Paese si eseguono quasi 600 interventi di angioplastica primaria per milione di abitanti, il valore definito ideale, che in Europa raggiunge solo la Germania. Il che pone l’Italia ai vertici assoluti”.

Tecniche di imaging: ecco le stratistiche

Sono illuminanti i dati in relazione all’utilizzo delle più moderne tecniche di imaging, come la tomografia a coerenza ottica (Oct, 2.364 nel 2016; oltre 10 mila nei 5 anni), per l’analisi delle placche aterosclerotiche coronariche, o la misurazione della riserva frazionale di flusso con guida di pressione (Ffr, 10.951 procedure l’anno passato; oltre 47 mila dal 2012), per valutare la gravità di un’occlusione parziale delle coronarie.

Cuore: l’interventistica strutturale

L’interventistica strutturale, in particolare per la cura delle malattie delle valvole cardiache, come stenosi aortica o insufficienza mitralica, è in rapido sviluppo: gli interventi di riparazione della valvola mitrale con la clip sono 989, in netta crescita rispetto al 2015 (+ 41,9 per cento) e 4.592 le Tavi (+32,5 per cento sul 2015). Secondo Musumeci, “Si tratta di procedure sviluppate per via transcatetere, cioè attraverso vasi periferici, senza aprire il torace e il cuore e senza lasciare cicatrici, che costituiscono il fronte avanzato dell’innovazione tecnologica di questi ultimi anni. Permettono di salvare vite, restituendo una buona qualità all’esistenza e di migliorare sensibilmente, nel caso dell’insufficienza mitralica, la prognosi del paziente con scompenso cardiaco”.

Cuore: storia della Tavi

Sergio Berti spiega che “La Tavi fu messa a punto nel 2002 e impiegata in Italia per la prima volta nel 2007. È in rapida e continua evoluzione, tanto che poco più di un mese fa le società europee di cardiologia e di chirurgia cardio-toracica (Esc ed Eacts) hanno aggiornato le linee guida per il trattamento delle malattie valvolari cardiache, raccomandando l’estensione della Tavi ai pazienti con stenosi aortica a rischio intermedio, mentre sino ad oggi era riservata alle persone non operabili o a rischio elevato per l’intervento di cardiochirurgia. Nonostante sia entrata stabilmente nella pratica clinica anche in Italia, tuttavia, dal punto di vista amministrativo esistono ancora problemi: dall’identificazione univoca della procedura nelle schede di dimissione ospedaliera al Drg e all’adeguato rimborso dell’intervento, situazione condivisa anche dalle altre procedure transcatetere. Il che pone il nostro Paese in una situazione di svantaggio rispetto ai principali sistemi sanitari avanzati”.

Parliamo di una media di 76 Tavi per milione di abitanti nel 2016 in Italia: il Bel Paese è ben lontano dalla Germania, che ne effettua quasi il triplo e dalla Francia vicina al doppio. Maggiore la quantità anche in Svizzera, Austria, Olanda e Danimarca. Soltanto il National health service britannico ne fa riscontrare un numero più contenuto: è intorno alle 50 prestazioni.

Ambulance dance: la canzone salvavita, contro l’arresto cardiaco

L’Associazione Heart & music for life e gli Skiantos hanno creato un brano musicale. L’obiettivo è acuire la sensibilità dei cittadini per quanto concerne una domanda: “Come bisogna comportarsi in caso di malore?”

Sono oltre cinquantamila gli italiani che ogni anno sono colpiti da arresto cardiaco improvviso. Ogni minuto dall’arresto fa diminuire dell’8% la probabilità di sopravvivenza. In caso di sintomi di infarto, non bisogna limitarsi a raggiungere il più vicino ospedale: bisogna chiamare immediatamente il 118. Ciò fornisce il 40% di probabilità in più di salvarsi.

I medici dell’associazione Heart & music for life, della quale fa parte Carlo Tumscitz, cardiologo dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara, hanno agito di conseguenza. E’ stato Tumscitz, forte della sua passione per la musica, a comporre una canzone “salvavita”.

Gli Skiantos, gruppo storico del rock demenziale bolognese, hanno arrangiato e interpretato il brano, imprimendogli una singolare energia.

Ecco le parole di Tumscitz: “la gente erroneamente pensa che arrivare in ospedale in fretta con i propri mezzi faccia guadagnare tempo prezioso, un errore che può risultare anche fatale”.

Il dottor Alberto Benassi, presidente dell’associazione Heart & music for life, ha dichiarato: “in caso di infarto un equipe di medici e paramedici con un defibrillatore può davvero fare la differenza tra la vita e la morte, per questo bisogna chiamare il 118!”.

Non facciamo nulla che ci impedisca di preservare il bene più prezioso: la vita.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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