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Miopia e smartphone: la visione ravvicinata non fa bene agli occhi

Miopia e smartphone: la visione ravvicinata non fa bene agli occhi

Miopia: un problema in crescita. Siamo nell’epoca degli smartphone: ma non è detto, affatto, che questo esercizio di visione ravvicinata faccia del bene ai nostri occhi. E’ prevedibile che coloro che oggi sono bambini e adolescenti, domani saranno adulti miopi: tutta colpa dei loro device.

Miopia e smartphone: la visione ravvicinata non fa bene agli occhiVanno di pari passo, tuttavia, novità positive. Nell’ambito della terapia medica, si impiega sui bambini con miopia scolare l’atropina, cheriduce del 75% la progressione della patologia in 7 soggetti su 10: un ottimo risultato. La prevenzione, comunque, è la carta vincente: bisogna trascorrere il proprio tempo all’aria aperta. Se, poi, si amano i dispositivi elettronici, è meglio preferire tv e console per videogame, rispetto a smartphone e tablet, poiché quando si utilizzano la distanza aumenta, fino a raggiungere, almeno, 1,5-2 metri.

Miopia: l’Italiano medio del 2050

Possiamo già avere un’idea di come saremo nel 2050, anche se a lungo termine è sempre difficile prevedere. La miopia, a quel tempo, sarà certamente più diffusa rispetto a oggi. L’esistenza è destinata a svolgersi in ambienti chiusi, con davanti agli occhi strumenti che implicano la visione ravvicinata. All’aria aperta e alla luce naturale ci si espone sempre meno. Lo stile di vita per i tempi moderni e per gli anni avvenire, dunque, non prescinde dalla miopia. Non essere mai all’aperto toglie un valore al nostro vivere. E nuoce agli occhi.

Miopia: la parola all’esperto

Il professor Paolo Nucci, direttore della clinica oculistica universitaria dell’ospedale San Giuseppe di Miopia e smartphone: la visione ravvicinata non fa bene agli occhiMilano, si è espresso in questo modo: “Un tempo si attribuiva molta importanza alla genetica, oggi invece sappiamo che anche i fattori ambientali giocano un ruolo cruciale nell’insorgenza della miopia. Oggi, questa patologia, in virtù dello stile di vita caratteristico dei Paesi industrializzati è in costante aumento: entro metà secolo in Italia, così come nel resto d’Europa, il 75-80% della popolazione sarà miope. Quando la miopia è di tipo medio-grave, ossia supera le 6 diottrie, comporta un rischio maggiore di sviluppare problematiche ulteriori: distacco della retina, glaucoma, maculopatie. È quindi necessario imparare a gestire correttamente il soggetto miope”.

Miopia: l’utima frontiera nell’ambito della terapia medica

Ci sono, del resto, sostanze che ci vengono in aiuto: ascoltiamo ancora il professor Nucci. “L’ultima frontiera nell’ambito della terapia medica si basa sulla comprensione del ruolo della dopamina. Questo mediatore chimico presente nella retina rende meno elastica la sclera dell’occhio, membrana cartilaginea che invece nel miope tende a espandersi. L’esposizione all’aria aperta e alla luce del sole stimola la produzione di dopamina, mentre gli ambienti chiusi la inibiscono, inducendo maggiore elasticità nella sclera e favorendo, quindi, la miopia. L’atropina è una sostanza in grado di aumentare il rilascio di dopamina. Impiegandola nella miopia in età scolare (quella che insorge fra i 6 e i 14 anni), abbiamo riscontrato una riduzione della patologia del 75% in circa 7 bambini su 10”.

Sole e aria sono la terapia migliore per i nostri occhi.

Miopia: sforzo costante nella visione ravvicinata

Come è stato detto, l’attuale trend di diffusione della miopia si spiega con lo sforzo costante nella visione ravvicinata. Per la stessa ragione, aumentano i casi di strabismo. Che fare? Bambini e adolescenti, presi dai loro smartphone, captati da attività che mettono sotto pressione i muscoli dell’occhio responsabili della visione convergente, devono allenare anche i muscoli che permettono la visione a distanza. Potranno farlo soltanto uscendo di casa, guardando fiori e foglie a distanza, in luogo degli schermi digitali. Quale può essere, del resto, come detto, il compromesso tale da mettere d’accordo genitori e figli dell’era del computer? Almeno, utilizzare device distanti dall’occhio, in modo da lasciarlo intatto, per quanto possibile. Il buon senso è la prima regola: non bisogna mai eccedere, anche quando la distanza aumenta, nella dose di esposizione alla quale sottoporsi ogni giorno.

Miopia: lenti a contatto per i bambini

Continua il professor Nucci: “Forse non tutti sanno che, in virtù delle caratteristiche peculiari della pellicola lacrimale nei bambini (ha un film lipidico e uno strato mucoso più densi e deve bagnare una superficie più piccola), l’impiego delle lenti a contatto è particolarmente indicato per la correzione della miopia infantile”. Ecco una buona idea: abbandonare gli ingombranti occhiali e dotare i bambini di lenti a contatto. Si richiede un minimo di pazienza nell’applicarle, ma con la pratica il problema si aggira facilmente.

Miopia: chirurgia della retina e chirurgia refrattiva

In Italia siamo all’avanguardia nella chirurgia della retina. Riveste particolare importanza anche la chirurgia refrattiva.

Così conclude il professor Nucci: “Negli ultimi tempi c’è stato un forte interesse verso questa metodica, che consiste nell’inserimento della lente all’interno dell’occhio e che può dare buoni risultati nel trattamento di miopie importanti (anche 11-12 diottrie). Ma occorre informare i pazienti che questo tipo di intervento espone a un rischio maggiore di cataratta precoce”.

L’importante è salvaguardare la luce degli occhi: un bene prezioso, che non ci sarà restituito.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB.
Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative.
Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”.
È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente.
In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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