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Tumori della pelle, ecco le biopsie virtuali non invasive

Tumori della pelle, ecco le biopsie virtuali non invasive

Tumori della pelle: la nuova frontiera è costituita dalla microscopia confocale. Con essa i dermatologi possono attuare biopsie virtuali non invasive.

Tumori della pelle: a che cosa serve una biopsia virtuale?

Ma a che cosa serve una biopsia virtuale? A identificare il tumore in tempo reale, senza aspettare i tempi dell’istologia. Abbiamo interpellato in argomento Marco Ardigò, ricercatore dell’istituto San Gallicano, che ci parla del ruolo del Bel Paese: “Nella microscopia confocale l’Italia gioca un ruolo di leadership. Si tratta di uno dei Paesi nei quali la tecnica è più diffusa. Ciò nonostante, non tutti i medici ne conoscono ancora i vantaggi e le applicazioni potenziali”.

Tumori della pelle: che cos’è la microscopia confocale in video

Tumori della pelle, ecco le biopsie virtuali non invasiveL’esperto ha aggiunto: “La microscopia confocale in vivo è una tecnica di imaging cutaneo in grado di fornire una sorta di biopsia virtuale, che può essere utilizzata per approfondire diagnosi in tempo reale, in modo non invasivo e con risultati affidabili, potenzialmente in gran parte dei processi tumorali ed infiammatori della cute. L’impiego della microscopia confocale ex vivo (eseguita su tessuto asportato) permette di poter anticipare i tempi delle analisi istologiche standard, che richiedono circa una decina di giorni. La specificità, cioè la capacità di escludere la presenza della malattia, di questo metodo è particolarmente elevata. Quindi questa nuova metodica consentirebbe di intervenire solo se necessario e non in via preventiva in caso di sospetto, di risparmiare i tessuti sani peri-neoplastici, di eliminare tutto il tessuto malato senza dover rimandare a un secondo intervento nel caso l’esito della biopsia risultasse poi positivo”.

Tumori della pelle: maggior confidenza diagnostica

Una maggior confidenza diagnostica è permessa dalla microscopia confocale in vivo. E ancora: è possibile il monitoraggio clinico e terapeutico e si determina un atteggiamento chirurgico più conservativo, che garantisce comunque l’eradicazione della neoplasia. Ma qual è la principale indicazione? Lo studio dei tumori cutanei, cioè melanomi e carcinomi cutanei.

Tumori della pelle: parliamo della nuova tecnica

Ma quali sono le caratteristiche della nuova tecnica? In tempo reale, si toglie il tumore un pezzo alla volta. Si vede e si comprende contestualmente all’intervento se il tumore è stato tolto tutto, risparmiando così tessuto peri-neoplastico sano. Il medico, in tal modo, toglie un minor numero di nei. Che cosa avveniva in passato, soprattutto in epoca pre-dermoscopica? Un neo modificato, per prudenza, veniva tolto con pochi indugi. In effetti, alcuni pazienti arrivano a togliere anche decine di nei nell’arco della vita.

Tumori della pelle: capire se il paziente sta rispondendo

Il professor Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente della Società italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST), si è espresso in questo modo: “La microscopia confocale è anche impiegata nelle patologie infiammatorie della pelle, al fine di aumentare la confidenza della diagnosi clinica e/o per monitorare se il paziente sta rispondendo correttamente ai trattamenti e per intervenire tempestivamente, se necessario, a modificare le terapie in corso. Si tratta infatti di un esame innocuo e non invasivo, che può essere ripetuto tutte le volte che si desidera.”

Il futuro: estendere la tecnica ad altri tessuti

Che cosa avverrà in futuro? Sarà possibile estendere anche ad altri tessuti l’utilizzo della metodica Tumori della pelle, ecco le biopsie virtuali non invasiveconfocale in vivo. Parliamo del cavo orale e delle mucose genitali: si tratta di sedi particolarmente sensibili, a causa della difficoltà interpretative delle lesioni, spesso simili tra loro e quindi difficili da riconoscere senza una biopsia, e per le conseguenze sulle terapie chirurgiche e mediche. Non bisogna dimenticare, infatti, l’impatto sul paziente di queste ultime e dei prelievi bioptici, in termini di esito cicatriziale, dolore, senza contare sconforto e paura.

Aggiunge Ardigò: “È in corso di realizzazione un’ottica adatta a raggiungere parti della mucosa del cavo orale di difficile raggiungimento con le ottiche attuali, in modo tale da permettere di studiare neoplasie della mucosa, malattie infiammatorie o una lesione che potrebbe diventare un carcinoma. La possibilità di definire le dimensioni dell’area di mucosa alterata è molto importante per poter limitare il tessuto da asportare in una sede così delicata come la bocca. Lo stesso discorso riguarda le mucose genitali. Per la dermatologia del resto la diagnostica non invasiva può essere una disciplina chiave, perché la cute, in quanto superficiale e accessibile, è un organo che può essere facilmente analizzato. Il futuro è rappresentato dalla possibilità di impiego della microscopia confocale ex-vivo, cioè su tessuti prelevati durante un intervento chirurgico, per analizzarli immediatamente dopo una breve e semplice preparazione, al fine di consentire il massimo risparmio in termini di tempo e ottimizzare le asportazioni, risparmiando inoltre tessuto sano peri-tumorale”.

Non soltanto tumori della pelle: benefici delle nuove tecniche

Ma quali sono i benefici delle nuove tecniche? Prendiamo in considerazione, per esempio, il tumore del cervello: a differenza di altri tessuti, infatti, come quello del fegato, il tessuto cerebrale non si può rigenerare. E’ fondamentale, dunque, evitare di asportare tessuto sano.

Quali sarebbero gli esiti nei confronti del carcinoma della mammella? Sarebbe possibile contenere il tessuto asportato e quindi sottoporre la paziente a una chirurgia ricostruttiva meno complessa e/o più soddisfacente. Per quanto concerne, inoltre, il tumore della prostata, con l’analisi in tempo reale del tessuto si potrebbe dare una diagnosi immediata al paziente, riscontrando l’estensione dell’interessamento neoplastico della ghiandola prostatica.

Questi gli esempi. La microscopia confocale, comunque, potrebbe essere applicata a ogni tipo di tumore. La sua combinazione con l’esame istologico consentirebbe di avere informazioni più approfondite sulla patologia rispetto alla sola biopsia standard. Quando? Nel futuro prossimo.

Tumori della pelle: che cosa avviene oggi

Che cosa avviene oggi? La microscopia confocale è utilizzata di routine in centri che hanno competenze specifiche. Si auspica, come appare chiaro, che un numero sempre maggiore di specialisti ne apprezzino le potenzialità e si avvicinino a questa metodica.

Questa tecnologia è complessa: non tanto nell’esecuzione, ma nella interpretazione delle immagini, in modo paragonabile alla istologica. Appuntamento al ventiquattresimo congresso mondiale di Dermatologia, che avrà luogo a Milano dal 10 al 15 giugno 2019.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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