Cambio di stagione: cosa succede al nostro organismo?
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Cambio di stagione: cosa succede al nostro organismo?

12/05/2021
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L’arrivo della bella stagione è un periodo che molti aspettano con gioia, ma che può spesso causare disturbi al nostro organismo.

È un periodo di cambiamento: aumentano le ore di luce, influenzando i ritmi circadiani, cambia l’ambiente esterno, con sbalzi di temperatura e di umidità, e cambiano anche le nostre abitudini.

Questo vuol dire che anche l’organismo si trova “costretto” a subire un cambiamento.

Infatti, non è raro che la reazione a questo avvenimento si manifesti attraverso fastidiosi segnali.

Cambio di stagione: cosa succede all’organismo

Il cambio di stagione può dare origine al cosiddetto Disordine Affettivo Stagionale.

Sono numerose le persone che manifestano svariati sintomi come stanchezza, spossatezza, irritabilità, ansia e insonnia.

“La sindrome, o letargia, primaverile comporta stanchezza eccessiva, difficoltà di concentrazione, senso di debolezza generale.

Molte persone in questo periodo si sentono costantemente scariche e demotivate, come se mancasse loro il carburante necessario a portare avanti le tante attività quotidiane”, dice la dottoressa Maria Luisa Cravana, Biologa Nutrizionista.

In questo periodo delicato, anche l’intestino è sottoposto a una fase di assestamento delle nuove abitudini, che possono alterare la microflora batterica.

Infatti anche l’apparato gastrointestinale ne risente.

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Cambio di stagione e disturbi digestivi

“Il legame tra cambio di stagione e disturbi digestivi è appurato, si verificano non di rado intensificazione dei fastidi, nei soggetti già predisposti, e nuovi casi di alterazioni e disbiosi all’apparato gastrointestinale.

In questo periodo si manifestano aspetti psicosomatici e anche alterazioni di alcuni neurotrasmettitori che agiscono sia direttamente che indirettamente sul nostro intestino.

Gli sbalzi termici caratteristici del periodo, inoltre, possono provocare un abbassamento delle difese immunitarie.

Intestino e sistema immunitario sono strettamente collegati tra loro.

L’intestino, infatti, non solo è il principale organo della digestione nell’uomo, ma contribuisce in maniera determinante alle difese immunitarie dell’organismo.

Basti pensare che circa il 70% delle cellule immunitarie dell’organismo è situato proprio nell’intestino”, spiega il dottore Paolo Orsi, Gastroenterologo.

Ma non sono solo le cellule intestinali a interagire con il sistema immunitario.

“Sono circa 39 trilioni i batteri, virus e funghi che abitano il nostro intestino e costituiscono il microbiota intestinale.

Si tratta di un’entità univoca e personale, diversa in ognuno di noi.

Una moltitudine dinamica, che varia con l’età, la dieta, l’ambiente e anche con le stagioni.

Anche l’aria ha un suo microbioma, l’“aerobiome”, una nuvola di microrganismi che ci circonda e che cambia in base a temperatura e umidità, risentendo così della stagionalità.

Anche l’aria che respiriamo, dunque, influenza il nostro microbiota intestinale.

Studi recenti, inoltre, dimostrano che nelle regioni in cui vi sono forti cambi climatici il microbiota è più variabile rispetto che in altre regioni del mondo”, dice la professoressa Patrizia Brigidi, Docente di Biotecnologia delle Fermentazioni presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.

Cosa fare? Alimentazione corretta, buone abitudini e attività fisica regolare

L’alimentazione gioca un ruolo importantissimo: previene i fastidi, quando è corretta o, al contrario, li aggrava, quando è sbagliata.

La dieta, infatti, è un fattore chiave che influenza la composizione del microbiota intestinale, ma per essere davvero efficace, deve essere un’abitudine.

“Per contrastare la stanchezza fisica e mentale è preferibile consumare pasti leggeri ricchi di:

  • Frutta fresca e secca.
  • Verdura.
  • Cereali integrali.
  • Carni magre.
  • Alimenti ricchi di vitamine.

Ed evitare cibi difficilmente digeribili.

Per mantenere l’equilibrio intestinale è bene consumare abitualmente cibi fermentati come:

  • Yogurt e miso.
  • Fibre.
  • Cereali integrali.

Ed evitare invece il consumo eccessivo di:

  • Carne.
  • Fritti.
  • Cibi piccanti e speziati.
  • Cioccolato.
  • Formaggi stagionati.
  • Bevande gassate e alcool.

Oltre all’alimentazione, praticare attività fisica regolare e condurre uno stile di vita corretto, come non fumare, andare a dormire almeno due ore dopo i pasti e ridurre lo stress, sono altri due fattori importanti per prevenire questi disturbi“, dice la dottoressa Cravana.

Laureanda in Scienze della Comunicazione, da sempre curiosa e affamata di nuove esperienze. Viaggia ogni qual volta le sia possibile, legge, si documenta, osserva quanto la circonda arricchendo così il suo bagaglio personale di conoscenze. Grande appassionata di moda e di tutto ciò che riguarda il settore. Cresciuta in mezzo alla natura, è un’autentica amante degli animali, attenta e rispettosa nei confronti dell’ambiente.