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Intelligenza artificiale e tecnologia: chance per la salute dei bimbi

Intelligenza artificiale e tecnologia: chance per la salute dei bimbi

Intelligenza artificiale e tecnologia: si aprono chance per neonati prematuri e bambini diabetici.

Neonati prematuri: un fine rilevante è valutare la sopravvivenza.

Neonati prematuri: che fare al fine di combattere la mortalità infantile

Come identificare tempestivamente i fattori di rischio nei neonati prematuri? La tecnologia può aiutare, come detto, fornendo strumenti.

Ma entriamo nei dettagli del progetto Pisa, nell’ambito proprio dell’intelligenza artificiale.

Pisa e intelligenza artificiale: di che cosa si tratta?

Le informazioni sono state raccolte al livello del Preterm infants survival assessment (Pisa). Lo ha realizzato un team tutto italiano, di informatici dell’Università di Pisa e di neonatologi dell’Ospedale Versilia. Parliamo di un applicativo utile a stimare la sopravvivenza dei neonati prematuri, ora disponibile gratuitamente per tutta la comunità scientifica e medica internazionale e in prospettiva utilizzabile più diffusamente in ambito clinico. Ecco quanto l’intelligenza artificiale può fare.

Pisa e neonati prematuri: lo studio

Scientific reports, rivista del gruppo Nature, ha pubblicato la ricerca che ha portato alla realizzazione di Intelligenza artificiale e tecnologia: chance per neonati prematuri e bambini diabeticiPisa. Essa è stata condotta, come detto, dai ricercatori del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, con la coordinazione del professor Alessio Micheli e del dottor Davide Bacciu. E’ in rilievo l’operato del team di neonatologi diretto dal dottor Luigi Gagliardi dell’Ospedale Versilia (Ausl Toscana Nord ovest).

Come avere un’idea del progetto, è sufficiente consultare il sito.

Intelligenza artificiale: le chance offerte ai neonati prematuri

E’ possibile inserire i dati richiesti, tra i quali peso alla nascita, sesso o modalità di parto, per poi fare click e ottenere la risposta. Dietro l’utilizzo semplice del sistema, si nasconde una sofisticata tecnologia basata sul “Machine learning”. Si tratta di apprendimento automatico: i computer possono imparare a eseguire compiti specifici senza essere programmati per farlo, grazie al modo in cui utilizzano i dati dei quali essi dispongono.

Come è stato realizzato Pisa

Intelligenza artificiale e tecnologia: chance per neonati prematuri e bambini diabetici
Alessio Micheli

Alessio Micheli ci spiega come è stato realizzato Pisa: “Abbiamo preso in considerazione i dati, ovviamente anonimi, di oltre 29.000 neonati pretermine italiani e li abbiamo utilizzati per creare modelli di “Machine learning”, in modo da ottenere un algoritmo di previsione più accurato di quelli attualmente in uso a livello internazionale, che sono invece basati su modelli statistici classici”.

Pisa e intelligenza artificiale: primo studio a livello mondiale

Con lo studio che ha portato alla creazione di Pisa, per la prima volta a livello mondiale una quantità così ingente di dati è stata aggregata.

In particolare, le informazioni provenienti dalla banca dati del Network neonatale italiano, un progetto che coinvolge 89 ospedali in tutta Italia e che è coordinato anche dalla Neonatologia dell’Ospedale Versilia, sono state utilizzate dai ricercatori.

Neonati prematuri e intelligenza artificiale: qualche dato in più

Luigi Gagliardi si è espresso in questo modo: “Ogni anno in Italia nascono circa 4500 neonati molto prematuri, sotto le 30 settimane o sotto i 1500 grammi di peso alla nascita; sebbene rappresentino meno dell’ 1 per cento delle nascite, essi contribuiscono per più della metà della mortalità infantile in Italia e nei paesi sviluppati. Pisa rappresenta quindi uno strumento importante sia per la cura dei singoli pazienti, sia al fine di aumentare la comprensione circa le cause della mortalità, individuare terapie più efficaci, e in definitiva migliorare la prognosi in questa popolazione fragile”.

Pisa è stato finanziato anche con fondi dell’Università di Pisa, grazie al Pra “Metodologie informatiche avanzate per l’analisi di dati biomedici”. Si inserisce nell’ambito dell’attività di ricerca del gruppo di Computational intelligence & Machine learning, Ciml-Unipi: esso comprende anche il dottorando Marco Podda, coautore del lavoro.

La condizione del neonato prematuro: una situazione con forte stress, che i moderni strumenti permettono di addolcire, grazie all’intelligenza artificiale. La sopravvivenza viene posta in forse. Non si tratta, del resto, dell’unica condizione infantile e giovanile che sia fonte di logorio per chi la vive (pazienti e genitori).

Diabete e bambini: i meccanismi psicologici

La rivista scientifica americana Diabetic medicine spiega che cosa alzi il livello di stress in un terzo degli Intelligenza artificiale e tecnologia: chance per neonati prematuri e bambini diabeticiunder 16 con diabete. Il fattore principale è uno: essere preoccupati di non saper gestire la malattia.

Diabete giovanile e stress: l’impatto

Valentino Cherubini, direttore Sod Diabetologia pediatrica Ospedali riuniti di Ancona, ha affermato: “Lo stress ha un forte impatto sulla glicemia, provocando picchi ipoglicemici cui spesso seguono crolli improvvisi. Questo scombina tutta la sottile strategia ed equilibrio del tenere la glicemia e le temute crisi ipoglicemiche sotto controllo. Lo stress e gli effetti che produce sulla glicemia sono pericolosi quanto il saltare i pasti. E il problema non esiste solo a scuola, coinvolge tutte le attività dei ragazzi, anche quelle extrascolastiche. Tutte le emozioni, sia positive, sia negative, disegnano una specie di mappa della glicemia nella giornata, con i suoi su e giù, per come il bambino/ragazzo si è comportato, ha sentito psicologicamente, ha vissuto”.

Il popolo degli under 16 con diabete

Gli italiani al di sotto dei 16 anni con diabete sono undicimila. Sono costretti a misurarsi una malattia che li accompagnerà per sempre. Ma c’è di più. Bisogna moltiplicare il numero per le relative famiglie che hanno un figlio/a con diabete: i caregiver prendono in carico la malattia. Sono preoccupati, del resto, soprattutto per quanto accade e accadrà fuori casa: a scuola, nelle attività sportive, alle feste con gli amici. Forniscono delucidazioni in argomento, facilmente, i racconti di bambini e giovanissimi, che riportano situazioni di vita quotidiana. Quale sarà la domanda più naturale al ritorno dalla giornata scolastica? Non “Come è andata a scuola? Hai giocato?” Ma piuttosto: “Ti hanno controllato la glicemia? Ti hanno fatto l’insulina? Che cosa hai mangiato esattamente?”.

Diabete: stress e angoscia

Negli studi si parla anche di agoscia, di senso di fallimento per non essere in grado di raggiungere gli obiettivi glicemici. Il livello di stress si alza, poi, per alcuni bambini, raggiungendo la depressione quando sono adolescenti. A causa delle difficoltà, in un’età comunque difficile e piena di cambiamenti, esso è dovuto al fatto di dover gestire la vita quotidiana e le relative paure connesse al diabete che misura, come un orologio, la loro giornata.

Under 16: le ragazze con diabete

Sulla base delle ricerche in argomento, le ragazze con diabete fanno riscontrare una maggiore incidenza di sovrappeso e obesità; hanno disturbi del comportamento alimentare, quindi tendono a mangiare meno, a non seguire la terapia (omettendo anche i boli per paura di ingrassare), con il relativo altissimo rischio di complicanze.

Molti degli sforzi di diabetologi, medici di famiglia e pediatri si concentrano nel dare alla gestione familiare e personale del diabete l’importanza primaria che ha. I genitori, inoltre, si occupano della vera misurazione e regolazione di insulina del bambino, soprattutto quando questi è molto piccolo. Quando il piccolo cresce, è lui stesso a essere il memo di quello che, nella gestione quotidiana, deve fare lui e devono fargli gli altri. Si pensi all’incidenza dello stress di non farcela, di non essere all’altezza, di sbagliare: si tratta di un grandissimo ostacolo su questo percorso.

Stress e diabete giovanile: intervenire

Bisogna intervenire su questo circolo vizioso. Sulla base di altre evidenze scientifiche, i bambini e i ragazzi che utilizzano device per il controllo della glicemia e/o per la gestione dell’insulina hanno i livelli di stress più bassi. Cherubini aggiunge: “A casa il primo device medicale è la mamma. La tecnologia permette di avere una costante ‘vice mamma’ che dialoga wireless, incidendo anche sullo stress del bambino, che dopo un po’ può dimenticarsi di ricordare a sé e agli altri la misurazione e la puntura. Oggi, grazie ai sistemi di microinfusore , è possibile ovviare al disagio di iniettarsi l’insulina più volte al giorno e grazie alla tecnologia del monitoraggio continuo (allarmato e visualizzabile a distanza), si può avere sotto controllo in tempo reale la propria glicemia senza ricorrere a continue punture. Fin da piccoli, i pazienti possono contare su dispositivi sicuri, precisi, l’efficacia e l’affidabilità dei quali sono provate da numerosi studi scientifici e dalla pratica clinica”.

Abbiamo sfiorato i punti sensibili del neonato, del bambino e del giovane. Interviene a questo livello la tecnologia d’avanguardia, utile per la salute fisica e psicologica.

Diabete degli under 16: il sistema Ipolimnio

Ipolimnio è un cerotto intelligente che gestisce la terapia. Parliamo di un microinfusore, che ha le dimensioni di un “micro-mouse” (il Pod, appunto) e fornisce la somministrazione continua di insulina sempre. Esso permette di nuotare, praticare sport, fare la doccia (è impermeabile fino a 7,6 metri). E’ possibile condurre la propria vita sociale fin da molto piccoli: è noto al soggetto che monitoraggio e terapia sono gestiti in sicurezza. L’erogazione dell’insulina necessaria al bambino può essere cambiata in qualsiasi momento.

Il sistema di monitoraggio glicemico continuo (Cgm) di altissima precisione Dexcom G6 prende decisioni terapeutiche e non ha bisogno di calibrazioni.

Si tratta di un sistema semplice, dotato di inseritore automatico, con allarmi personalizzabili, avviso predittivo di ipoglicemia e possibilità di condivisione a distanza. Consente di mettere in campo interventi preventivi e correttivi, al fine di mantenere o ricondurre la glicemia in un range fisiologico, allontanando il rischio di complicanze anche molto pericolose.

Dexcom e Omnipod sono due sistemi piccoli e discreti, che non hanno tubi esterni. Possono essere indossati sotto qualsiasi tipo di abito e l’erogazione dell’insulina è invisibile e automatica. Il bimbo non avrà più bisogno di osservare il genitore o chi per lui, mentre gli inserisce un ago nella pelle. Il sistema, con monitoraggio continuo, è sicuro.

Gli avvisi su cellulare in caso di variazioni non in linea con quanto stabilito dal medico, inducono la serenità.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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