Home / Benessere / Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocare
Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocare

Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocare

Giochi interattivi: al fine di ottenere la riabilitazione delle mani, ora è possibile divertirsi mentre si guarisce.

Presso il reparto di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano, sono entrati a regime gli exer-game, videogiochi interattivi applicati alla riabilitazione degli arti nei bambini. Si attuano esercizi specifici, in grado di aiutare i piccoli pazienti nella riabilitazione dell’uso delle mani, aumentando la forza e la mobilità delle stesse. I soggetti dimenticano il loro problema e si lasciano andare a un gioco accattivante: non perdono tempo, si stanno riabilitando. Il gioco è edificante e la mano migliora.

Giochi interattivi: programmazione e intento

Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocareIl professor Alberto Borghese, in collaborazione con il professor Giorgio Pajardi dell’Università degli Studi Milano, ha programmato e pensato i giochi interattivi. Essi sono nati, come detto, con l’intento di unire svago e riabilitazione. Parliamo di utilizzo delle nuove tecnologie, poste al servizio della medicina. E’ possibile seguire la fisioterapia divertendosi, sentendosi a proprio agio, senza emozioni negative, senza ansia, senza noia. I genitori sono in tal modo sollevati dalla preoccupazione di vedere i propri figli tediati dalle attività di recupero funzionale, in seguito ad un intervento ricostruttivo alle mani. Si costruisce qualcosa a favore dei propri arti, con il sorriso sulle labbra e con atteggiamento positivo.

Ciò avviene in caso di di interventi necessari in caso di gravi lesioni (400 casi ogni 100.000 abitanti) o malformazioni (1 bimbo su 1.500 nati) agli arti superiori nei bambini.

Giochi interattivi: la parola agli esperti

Il professor Giorgio Pajardi, direttore del reparto, si è espresso in questo modo: “Dopo la prima visita e il Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocaresuccessivo inquadramento diagnostico, si procede con uno o più interventi chirurgici e con i successivi percorsi di riabilitazione. L’intervento chirurgico, infatti, è una tappa di un lungo cammino, che ha l’obiettivo di restituire al bambino la normale funzionalità della mano. È la fisioterapia, in tal senso, che ha il compito di insegnare il corretto utilizzo della “nuova” mano”.

Giochi interattivi nel percorso riabilitativo: due macro-categorie

Nel percorso riabilitativo, entrano in scena i nuovi videogiochi, divisi in due macro-categorie. Una prima famiglia à stata sviluppata al fine di aumentare la forza nelle dita tramite l’utilizzo di quello che in gergo tecnico è definito tracker, che misura la forza esercitata su un giocattolo contenente sensori appositamente progettati, e una seconda pensata per aumentare l’abilità manuale, grazie a tablet e smartphone. Sono protagonisti del procedimento i personaggi e gli oggetti creati tramite stampanti 3D come coccodrilli, sottomarini, Lego e palloni aerostatici. I piccoli pazienti devono prendere e spostare tali elementi, compiendo gesti necessari alla totale ripresa della funzionalità degli arti superiori.

Giochi interattivi per la riabilitazione delle mani: guarire e giocareLe dottoresse Elena Marta Mancon, terapista della mano e Claudia Maiolino, neuro-psicomotricista dell’età evolutiva, presso l’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano, hanno dichiarato: “La riabilitazione della mano pediatrica, sia essa malformativa o traumatica, richiede continue ricerche di attività ludiche attrattive per il piccolo paziente e al tempo stesso in grado di ricreare o impostare la funzionalità desiderata. Il crescente interesse verso le nuove tecnologie e la loro attrattiva anche per i bambini ci ha spinto all’ideazione di strumenti riabilitativi ludici moderni e innovativi, gli exer-game”.

Secondo il professor Alberto Borghese, direttore del dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, “Nella prima famiglia di giochi, premendo sulla coda di un coccodrillo giocattolo creato con una stampante 3D la bocca si spalanca generando un segnale legato alla pressione che viene trasmessa all’exer-game. Questo segnale fa spostare un avatar che sale e scende o che si sposta da destra a sinistra e che il bambino può usare per prendere o evitare degli oggetti. Il bambino può fare pressione sullo stesso tracker con due dita, un dito o con il palmo, ottenendo all’interno del gioco lo stesso risultato, ma compiendo esercizi riabilitativi di vario genere, che promuovono l’aumento della forza in modi diversi: presa con tutta la mano, ‘pinch’ o pressione. Abbiamo realizzato più tipi di exer-game, con la stessa meccanica di gioco, ma con molteplici scenari e personaggi”.

Giochi interattivi: dimenticare la riabilitazione

La seconda famiglia di game si basa sulla modalità touchscreen e permette al bambino di utilizzare due dita o uno solo per effettuare delle manovre. Borghese ha aggiunto: “Un esercizio molto utile per migliorare l’abilità manuale che piace ai bambini, consiste nel rompere (utilizzando due dita o muovendone uno sullo schermo) un uovo da cui fuoriesce a sorpresa un animaletto con cui interagire. Un meccanismo semplice che permette al piccolo paziente di dimenticarsi della riabilitazione concentrandosi sul gioco. In altre parole, il bimbo si trova in una condizione di benessere che gli permette di restare concentrato sull’attività senza percepirne la ripetitività”.

Giochi interattivi: una vera e propria piattaforma

Queste le parole di Mancon e Maiolino: “Abbiamo creato una vera e propria piattaforma (Iger – Intelligent game engine for rehabilitation) che contiene tutti i giochi pensati per la riabilitazione di diverse richieste funzionali, adatti a piccoli pazienti di differenti età. I giochi possono essere utilizzati anche a casa, questo ci permette di controllare lo stato della terapia semplicemente scaricando online i risultati delle performance per un controllo e un monitoraggio a distanza. La realtà virtuale diventa, quindi, uno strumento riabilitativo reale e stiamo già pensando a come renderlo ancora più accattivante e fruibile”.

Piattaforme digitali che propongono un approccio innovativo: si consente un’alta aderenza terapeutica, permettendo agli specialisti di porre sotto monitoraggio, efficacemente, i progressi nel recupero delle funzionalità manuali.

Giochi interattivi: dati analizzati da un motore di analisi

Così conclude il professor Pajardi: “Tutti i dati che emergono dalle interazioni durante il gioco vengono salvati all’interno di un cloud, analizzati dal motore di analisi e estratti degli indici di performance. Questo permette di memorizzare, in maniera del tutto anonima, dati preziosi che, tramite il target di riferimento, consentono di analizzare nel complesso il successo della terapia”.

Lo studio dal quale discende realizzazione dei videogiochi è uno spin-off, di una più ampia ricerca condotta dal professor Borghese e dal suo team, dedicata alla riabilitazione autonoma post-ictus: iniziata nel 2010, è stata finanziata anche da tre grant del programma “Horizon 2020” della Commissione Europea. Ed ecco, al fine di migliorare l’uso della mano, i giochi interattivi.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.