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Pediatra fino a 18 anni: è possibile? La condizione degli adolescenti

Pediatra fino a 18 anni: è possibile? La condizione degli adolescenti

Pediatra fino a diciotto anni: è possibile? L’adolescente, nella fase più critica dello sviluppo, risulta essere abbandonato a se stesso. Sarebbe utile che il medico che lo ha avuto in cura in tenera età possa continuare la sua opera, anche dato il suo ruolo di consigliere.

Pediatra fino a 18 anni: criticità della fase di vita adolescenziale

Queste le parole di Rinaldo Missaglia, Segretario nazionale del Sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef): “È sotto gli occhi di tutti, la montante criticità della fase di vita adolescenziale, stretta tra un crescente complesso di inadeguatezza, ansia, ma anche de-responsabilizzazione delle figure adulte di riferimento, compresi i genitori, e stili e condizioni di vita inappropriati, dalla sedentarietà all’abuso di quanto le moderne tecnologie di comunicazione mettono a disposizione. Si determinano le abitudini più svariate e inimmaginabili: è di questi giorni la notizia della nuova moda che sta prendendo piede tra i giovani di mixare gazzosa e sciroppo per la tosse, per uno ‘sballo’ a buon mercato. Ne consegue, da parte dei genitori, una maggior dipendenza dalla figura del pediatra, considerato il depositario dell’offerta delle prestazioni sanitarie specialistiche, qualificate, quasi immediate e a costo zero dal modello della nostra assistenza sanitaria”.

Pediatra fino a 18 anni: è possibile? La condizione degli adolescentiMa mettiamoci nei panni dell’adolescente. Continua l’esperto: “In questa situazione, oggi il ragazzo è di fatto, assistenzialmente, ‘abbandonato’. Andrebbe accolta e perseguita la disponibilità dei pediatri di famiglia ad assicurare la propria competenza assistenziale a tutti gli assistibili, fino al compimento della maggiore età. In questo modo si garantirebbero, in maniera appropriata, le cure necessarie in un’età problematica a livello socio-sanitario. Sotto questo punto di vista, la figura e il ruolo del pediatra, che è considerato dalle famiglie un punto fermo nella cura e nell’assistenza, sono fondamentali e la nostra attività professionale dovrebbe essere sostenuta e ampliata. Occorrerebbe migliorare e rendere maggiormente efficiente la presa in carico dei piccoli assistibili, grazie soprattutto alla messa a loro disposizione di pediatri di libera scelta che possano avvalersi dell’opera di collaboratori di studio infermieristici e amministrativi per lo svolgimento della propria attività professionale.” Adolescenti soli, in mezzo alla folla. Come rispondere a questo fenomeno? “E’ necessario introdurre misure che rafforzino la percezione di adeguatezza genitoriale, in particolare nel fornire le cure al proprio bambino, secondo il principio espresso dall’Organizzazione mondiale della sanità per cui ‘l’educazione terapeutica consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia e il trattamento e a collaborare alle cure’. Occorre, inoltre, riformare l’organizzazione sanitaria, come detto, secondo i principi di presa in carico e continuità delle cure, fedeli al prevalente concetto di rapporto di fiducia pediatra – bambino – famiglia, valorizzando il ‘patto per la salute del bambino e dell’adolescente’”.

La situazione: riduzione delle nascite

Ma in quale situazione lavora il pediatra? Siamo in una condizione di denatalità. E’ bene aumentare Pediatra fino a 18 anni: è possibile? La condizione degli adolescentil’età dei soggetti ai quali prestare la propria opera, dato che i nati sono sempre meno.

Maria Domenica Ferri, Segretario Regionale Simpef Puglia, ha dichiarato: “La riduzione delle nascite, oltre ad avere un risvolto sul sistema sanitario, basti pensare alla chiusura dei punti nascita, porta a cambiamenti anche nell’attività del pediatra di famiglia. Se da un lato, infatti, si assiste a una riduzione del numero di bambini assistiti negli ambulatori; dall’altro, si osserva una maggiore ‘ansia’ delle famiglie rispetto alla salute dei propri bambini, che richiede un impegno maggiore da parte del pediatra di famiglia: il superfluo diventa necessario. Tutto questo rischia di far perdere di vista i reali bisogni della popolazione pediatrica, quali l’emergenza sociale ed educativa, che rappresentano alcune delle sfide del nuovo millennio, alle quali il pediatra deve rispondere”.

La parola ansia, come si vede, nelle dichiarazioni ricorre a più livelli.

Sempre meno bambini: le statistiche

Sulla base del rapporto Istat presentato a fine novembre scorso, nel 2017 i bambini nati sono stati oltre 15 mila in meno rispetto al 2016 e quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. Una tendenza confermata? I dati provvisori riferiti al primo semestre mostrano già 8.400 nascite in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Sembra che il calo della natalità sulla nostra Penisola abbia assunto caratteristiche strutturali.

Crescere in Italia: la figura dei nonni

Rinaldo Missaglia ha così delineato il quadro: “l’insufficiente accessibilità agli asili nido e alle scuole materne, in associazione all’assenza delle figure di sostegno extra-genitoriale parentale, in primis la figura dei nonni, hanno contribuito in questi anni alla riduzione del tasso di natalità delle famiglie italiane”.

Adolescenti: le possibilità per i giovani di rendersi autonomi

Pediatra fino a 18 anni: è possibile? La condizione degli adolescentiSecondo Ketty Vaccaro, responsabile area Welfare e Salute Censis, “Le conseguenze sociali della denatalità sono certamente sottovalutate. Un primo aspetto è di nuovo strutturale: l’Italia è anche un Paese in declino demografico, con la popolazione in calo per il terzo anno consecutivo. Inoltre, pur a fronte di una diffusa consapevolezza almeno dichiarata — l’88% degli Italiani ritiene che in Italia si facciano pochi figli — appare inalterato un contesto sociale difficile che sposta sempre più avanti nel tempo le possibilità per i giovani di rendersi autonomi e di fare scelte di procreazione. Infine, il 61% attribuisce un ruolo rilevante alle politiche familiari a sostegno della genitorialità, però al momento molto limitate e caratterizzate dalla atavica carenza di servizi per la prima infanzia”.

Presa in carico del bambino dalla nascita alla maggiore età

Bisogna creare una vera e propria rete, per accompagnare il bambino, dalla nascita sino alla maggiore età. Otterremmo meno giovani (data la denatalità) meglio seguiti (con il contributo del pediatra), in un mondo brillante di colori e irto di insidie.

Su questi spunti, il 18 e il 19 gennaio, si è tenuto a Bari il convegno “I pediatri e le sfide del nuovo millennio: denatalità e organizzazione sanitaria”, organizzato dalla sezione regionale Puglia di Simpef.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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