Home / Salute / Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquillo
Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquillo

Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquillo

Sonno dei bambini: è un intero universo. Come fare sì che i bambini dormano meglio? Bisognerebbe recitare, come scriveva Giovanni Pascoli, “intorno al tuo lettino/c’è rose e gigli, tutto un bel giardino“. E se, nella poesia, “nel bel giardino il bimbo si addormenta“, ciò non è sempre facile. Fattori comportamentali, nei fanciulli e nel modo in cui i genitori interagiscono con loro, possono incidere.

Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquilloNel mondo industrializzato, il 25% dei bimbi al di sotto dei 5 anni soffre di disturbi del sonno, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%.

In media, i bambini nel mondo occidentale dormono in media due ore in meno rispetto a cento anni fa. Da che cosa dipende? Dai ritmi frenetici, dall’aumento delle luci artificiali e dall’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici. Si è determinata di conseguenza una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali. I disturbi del sonno sono aumentati, in special modo negli ultimi 20-30 anni e possono avere effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino, ma anche di suo padre e sua madre. Si conseguenza, gli elementi che interferiscono con il sonno dei bambini sono un importante fattore d’ansia per i genitori, nonché uno dei motivi più frequenti di visita dal pediatra o neuropsichiatra infantile.

Sonno dei bambini: i disturbi più comuni

I disturbi più comuni che interessano il sonno dei bambini sono insonnia (20-30%), parasonnie (25%), disturbi del ritmo circadiano (7%), disturbi respiratori del sonno (2-3%), disturbi del movimento legati al sonno (1-2%), ipersonnie (0,01-0,20%).

Sonno dei bambini: la parola agli esperti

Il dottor Marco Angriman, neuropsichiatra infantile, Servizio di Neurologia e Neuroriabilitazione per l’età evolutiva, Ospedale centrale di Bolzano, si è espresso in questo modo: “I disturbi del sonno nel bambino si possono manifestare a diverse età: nella prima infanzia predominano difficoltà di addormentamento e risvegli frequenti, parasonnie (ad esempio pavor notturno o risvegli confusionali) o i disturbi respiratori del sonno (ad esempio sindrome delle apnee ostruttive), mentre nelle età successive possono comparire con maggiore frequenza disturbi del ritmo circadiano e disturbi del movimento correlati al sonno, e soprattutto in adolescenza, disturbi legati alla scarsa igiene del sonno, favoriti dagli stili di vita scorretti”.

Sonno dei bambini: i fattori che incidono

Per quanto concerne le cause dei disturbi del sonno nel bambino, possono coesistere molteplici fattori, Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquilloda cause organiche a una cattiva igiene del sonno. Parliamo delle cause organiche: hanno un ruolo importante i fattori genetici (studi sui gemelli e sulla familiarità hanno dimostrato, per esempio, una forte influenza genetica nell’insonnia) e l’ordine di nascita: alcuni studi riportano una maggiore frequenza di insonnia nei primogeniti e nei figli unici. Si può originare l’insonnia nel bambino anche per un’eventuale depressione materna: il 38% delle madri di “cattivi dormitori” ha sintomi nevrotici e/o depressivi, l’85% sentimenti ambivalenti nei confronti del bambino.

Sonno dei bambini ed errori di comportamento dei genitori

Durante i risvegli, possono manifestarsi errori di comportamento dei genitori: tra questi spicca, a titolo di esempio, la tendenza ad accorrere subito e a prendere in braccio il bambino, sia all’addormentamento, sia durante i risvegli, e l’abitudine alla condivisione del letto dei genitori, il cosiddetto co-sleeping. Non bisogna dimenticare, poi, la modalità di alimentazione: i risvegli notturni a 6 e a 12 mesi sono più frequenti nei bambini allattati al seno. Si tratta del 52%, contro 20% di quelli allattati artificialmente (l’allattamento a domanda, del resto, è più frequente nei bambini allattati al seno).

Sonno dei bambini insufficiente: le conseguenze

Sonno dei bambini: ecco le dieci regole per renderlo più tranquilloMa quali sono le conseguenze di un sonno insufficiente o di cattiva qualità nei bambini? Queste le parole di Oliviero Bruni, neuropsichiatra infantile, esperto di disturbi del sonno nel bambino: “Sono molteplici e molto spesso misconosciute. Infatti, una cattiva qualità del sonno può comportare diversi disturbi che molti non attribuiscono a una alterazione del sonno:

  • ridotte performance scolastiche e problemi di apprendimento: il 28% dei bambini con insufficiente quantità di sonno si addormenta a scuola una volta a settimana; il 22% facendo compiti; il 32% è troppo stanco per fare sport.
  • sonnolenza, disattenzione, ridotta memoria di lavoro, scarso controllo impulsi e disregolazione del comportamento
  • rischio traumi accidentali;
  • obesità, disturbi metabolici, predisposizione al diabete;
  • aumento rischio di sviluppare ADHD, disturbo oppositivo-provocatorio e disturbi depressivi;
  • in adolescenza abuso di alcool, cannabis e altre droghe, depressione, intenzioni suicidarie.

Non ultimo è da considerare che il problema del sonno del bambino può avere ripercussioni su tutto l’ambito familiare, determinando una scarsa salute fisica e mentale dei genitori, favorendo lo sviluppo di una depressione materna e un notevole stress familiare. E’ infine da considerare che molti casi di abuso al bambino e addirittura di infanticidio sono da attribuire alla deprivazione di sonno dei genitori”.

Sonno dei bambini: dormire bene per crescere bene

La Società italiana cure primarie pediatriche (SICuPP) ha proposto il progetto “Dormire bene per crescere bene”. Si tratta di un’iniziativa finalizzata ad aumentare le conoscenze dei pediatri di famiglia, affinché possano fornire ai genitori indicazioni utili. Il fine è, appunto, favorire una più corretta igiene del sonno dei bambini. Emanuela Malorgio, pediatra di famiglia SICuPP ed esperta di problemi del sonno, ha dichiarato: “Molto importante è la prevenzione nel primo anno di vita, perché le abitudini errate acquisite in questo periodo renderanno più difficile avere un’autonomia di addormentamento anche negli anni successivi. Le tre regole d’oro nel primo anno di vita sono: far dormire il bambino sempre nella stessa stanza adeguatamente preparata, evitando di farlo addormentare in ambienti diversi; rispettare l’orario in cui va a nanna e dai 3-4 mesi di vita (cioè da quando compare la fase di addormentamento) dissociare la fase dell’alimentazione da quella del sonno, che vuol dire staccarlo dal seno o dal biberon quando si sta per addormentare e metterlo sul lettino. Le buone abitudini vanno consolidate durante la crescita”.

Nel trattamento dell’insonnia, le tecniche comportamentali dovrebbero essere poste in primo piano. Quando esse hanno fallito, o se esistono delle difficoltà oggettive per applicarle, si ricorre a interventi farmacologici. A oggi (e forse è meglio così) non esistono farmaci approvati per l’insonnia in età pediatrica, né dall’Fda né dall’Ema. I dati in letteratura sono carenti, al fine di valutarne l’efficacia, soprattutto per aspetti metodologici.

Sonno dei bambini e dei loro genitori: le dieci regole

Ecco le 10 regole per il sonno dei bambini e dei loro genitori.

  1. Rispettare l’orario della nanna tutte le sere. Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non viceversa (se si tiene sveglio il bambino perché il papà arriva tardi e vuole giocare si sposta in avanti tutto il suo sonno). Le buone abitudini vanno mantenute e consolidate nell’arco della crescita, variandole in base all’età.
  2. Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente (che sia la sua cameretta o nei primi mesi quella dei genitori) adeguatamente preparato, con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo. Non farlo addormentare in ambienti diversi, come sul divano in sala mentre si guarda la televisione. Costruiamo e manteniamo gli stessi rituali di avvicinamento al sonno.
  3. Dissociare la fase di alimentazione da quella dell’addormentamento. Nei primi due o tre mesi di vita manca la fase di addormentamento, nel senso che non è possibile riconoscere con precisione quando il bambino sta crollando. Nei mesi successivi invece appena si notano alcuni segnali (non succhia più con forza, chiude gli occhietti) si deve staccarlo dal seno e metterlo nel lettino.
  4. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno. Anche se il bambino va al nido cercare di mantenere gli stessi orari del pranzo, merenda e cena, adeguando i nostri orari ai suoi.
  5. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena. Spegnere tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento. La luce dei device riduce la produzione della melatonina che favorisce l’addormentamento. Mantenere tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto.
  6. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Evitare il latte o altri liquidi compresa la camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio per riaddormentarsi, come il ciuccio per esempio.
  7. Regolare con attenzione l’esposizione alla luce. Per il sonnellino pomeridiano mantenere la luce dell’ambiente; ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; potenziare la luce appena svegli. Il nostro ritmo sonno veglia, come quello dei nostri figli, è governato dall’alternanza della luce e del buio.
  8. Evitare sostanze eccitanti dopo le ore 16. No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande contenenti caffeina e no alla cioccolata.
  9. Favorire un’alimentazione equilibrata. Con un adeguato introito di liquidi durante il giorno. Preferire cibi contenenti fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali.
  10. No ai bambini nel lettone. Abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino. Un metodo che può funzionare è promettere un premio al bambino se non va nel letto dei genitori.

Questi i consigli. Ai bambini, dolci sogni.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.