Salute

Ricerca e sviluppo, Dermatologia: farmaci non ancora in commercio

09/10/2018
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Ricerca e sviluppo, Dermatologia: come volgere lo sguardo alle novità in ambito farmaceutico? Bisogna prendere in considerazione i farmaci non ancora commercializzati: i cosiddetti farmaci in pipeline. Rappresentano le nuove risorse e le carte vincenti, delle quali la medicina dispone.

Qualche giorno fa (4 e 5 ottobre), in Roma, sono state esposte le ultime novità in tema farmacologico, tali da muovere contro psoriasi, dermatite atopica e melanoma, all’XI convegno organizzato dall’Associazione italiana Dermatologia e Cosmetologia (Aideco): sono intervenuti dermatologi, cosmetologi e i maggiori esperti del settore, i quali hanno dialogato in merito alla salute della pelle.

Ricerca e sviluppo, farmaci in pipeline: spieghiamo l’argomento

Così si è espresso, spiegando l’argomento, il professor Leonardo Celleno, presidente di Aideco: “Pipeline Ricerca e sviluppo, Dermatologia: farmaci non ancora in commercioè un termine che si riferisce al numero di farmaci che si trovano nelle diverse fasi di ricerca e sviluppo (R&S), prima della commercializzazione. Sono necessari tra i 10 e i 15 anni perché un farmaco possa essere immesso sul mercato. Ciò avviene in primis perché, oltre alla necessaria approvazione delle competenti autorità, è d’obbligo proteggere la salute dei soggetti verso effetti collaterali inattesi. Nel settore dermatologico la ricerca è impegnata in misura maggiore, per il futuro prossimo, per quanto concerne psoriasi, melanoma e altri tumori della pelle, nonché dermatite atopica (Da). La branca dermatologica vanta attualmente numerosi farmaci in via di sviluppo, tra i ‘biologici’ e non, con pipeline di settore promettente anche per indicazioni minori”.

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Ricerca e sviluppo, il farmaco: come si ottiene

Ricerca e sviluppo, Dermatologia: farmaci non ancora in commercioIl farmaco è, come appare chiaro, un elemento molto delicato, che può essere sfruttato commercialmente: ci protegge dal suo utilizzo improprio la necessaria messa a punto, posto che non è naturalmente auspicabile che un elemento creato per curare costituisca un pericolo. Ecco perché è necessario che si agisca con la massima cautela. Secondo Aifa, un farmaco nasce in primo luogo procedendo alla sperimentazione pre-clinica: giovandosi di un organismo vivente complesso, si osserva come si comporta la molecola e qual è il suo livello di tossicità. Si definisce quale sia l’ottimale via di somministrazione, come il principio attivo viene assorbito e successivamente eliminato. Ma la sperimentazione su animali non viene posta in essere immediatamente: all’inizio si eseguono studi in vitro, utili per comprendere le caratteristiche della molecola chimica da cui si ritiene di poter ricavare un farmaco. La sostanza, posta in provetta insieme a colture cellulari o a microrganismi, è sottoposta a una serie di test, eseguiti in laboratori altamente specializzati.
Soltanto quando si è chiarito in laboratorio che la molecola possiede potenziali effetti terapeutici si può passare alla sperimentazione sugli animali. Segue la fase clinica, con la sperimentazione sull’uomo, preliminare irrinunciabile all’autorizzazione e all’immissione in commercio del nuovo farmaco.

Ricerca e sviluppo, dermatite atopica: la parola all’esperta

Torniamo, in particolare, alla Dermatologia.

La dermatite atopica è una patologia caratterizzata da una riduzione dei ceramidi epidermici: è una delle malattie infiammatorie croniche cutanee più comuni. Essa determina un indebolimento della funzione di barriera della cute, una maggiore irritabilità e un aumento della perdita d’acqua trans-epidermica. Quest’ultima può aumentare, qualora coesista uno stato infiammatorio a carico dell’epidermide.

Abbiamo interpellato in argomento la professoressa Clara De Simone, dermatologa e docente presso  l’Università cattolica del Sacro cuore. Ha esposto gli ultimi sviluppi dei farmaci per curare, appunto, la dermatite atopica. Queste le sue parole: “Le attuali terapie della Dermatite atopica includono trattamenti locali a base di emollienti, antinfiammatori e immunomodulanti (come i corticosteroidi e gli inibitori della calcineurina) e trattamenti sistemici come la fototerapia o immunosoppressori (ciclosporina, azatioprina metotressato). La comprensione dei meccanismi patogenetici consentirà a breve termine l’utilizzo di farmaci biologici e di piccole molecole, disegnati per interagire con bersagli molecolari specifici ed amplierà l’armamentario terapeutico specialmente per le forme moderate-gravi di malattia. È questo il caso, ad esempio, del dupilumab, anticorpo monoclonale contro la sub-unità 4-alpha comune al recettore per l’interleuchina 4 e per l’interleuchina 13, di recente disponibile per la terapia della dermatite atopica nei pazienti adulti, essendo risultato efficace e sicuro negli studi clinici registrativi”.

Ricerca e sviluppo: novità in merito alla psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non infettiva né contagiosa, solitamente di carattere cronico e recidivante. Così si è espresso il professor Claudio Bonifati, medico presso San Gallicano dermatological institute, su questo tema: “Nuove possibilità terapeutiche sono all’orizzonte sia nel campo dei farmaci biologici (es: tildrakizumab, risankizumab, mirikizumab, bimekizumab), sia in quello dei farmaci di sintesi (es: tofacitinib, baricitinib, solitinib). Anche nel campo delle terapie topiche sono presenti all’orizzonte interessanti novità, come per esempio la combinazione halobetasolo/tazarotene”.

Prospettive positive muteranno in realtà, applicate nella pratica quotidiana del paziente? Staremo a vedere.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.