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Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il punto

Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il punto

Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il puntoCome ci si sente al momento della diagnosi per mieloma multiplo? I disturbi iniziali sono debilitanti, impediscono i gesti più semplici. Il professor Mario Boccadoro, direttore del dipartimento di Oncologia ed Ematologia, Città della salute e della scienza di Torino, si è espresso in questo modo: “Fino ai due terzi dei malati presenta dolore osseo, in particolare alla schiena, al momento della diagnosi e circa il 75% mostra fratture ai raggi X. Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il punto

 

Sono sintomi che fanno registrare un impatto significativo sulla qualità di vita: spesso per queste persone diventa difficile camminare, fare le scale e talvolta non possono più guidare l’automobile. Altro sintomo è l’insufficienza renale che si manifesta alla diagnosi nel 20% dei casi e compare durante l’evoluzione della malattia in almeno il 50% dei pazienti. Molti malati evidenziano cicliche remissioni e recidive, durante le quali sospendono il trattamento per un breve periodo per eventualmente riprenderlo. L’immuno-oncologia, che rinforza il sistema immunitario contro il cancro, ha già dimostrato di essere efficace nel trattamento dei tumori solidi, a partire dal melanoma fino a neoplasie più frequenti come quelle del polmone e del rene in fase avanzata. E oggi sta mostrando risultati importanti anche nei tumori del sangue, in particolare nel mieloma multiplo. Il beneficio a lungo termine di quest’arma innovativa potrebbe portarci all’obiettivo della cronicizzazione, come già avviene ad esempio in patologie come il diabete”.

Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il puntoMieloma multiplo: le statistiche

Sono più di 4.400 le nuove diagnosi di mieloma multiplo registrate ogni anno in Italia. Questo tumore del sangue ha origine nel midollo osseo. I progressi recenti nel trattamento della malattia sono stati determinanti; nonostante ciò, soltanto il 51% dei pazienti sopravvive 5 anni dopo la diagnosi.

Mieloma multiplo: un farmaco può aiutare

Ciò detto, è utile sottolineare che i pazienti trattati con elotuzumab presentano un aumento relativo del 50% della sopravvivenza libera da progressione a 4 anni.

Si tratta di una nuova molecola immuno-oncologica, che ha dimostrato un beneficio clinico duraturo, garantendo una buona qualità di vita. Nel maggio 2016, essa ha ricevuto l’approvazione dall’agenzia regolatoria europea (Ema) in base ai risultati dello studio di fase III (ELOQUENT-2). Esso ha coinvolto 646 pazienti, che avevano ricevuto almeno una precedente terapia. A partire da aprile 2017, il farmaco è disponibile in Italia.

Ma aggiungiamo qualche dettaglio in più. Il professor Michele Cavo, direttore dell’Istituto di Ematologia Mieloma multiplo, sintomi e cura: facciamo il puntoe Oncologia medica ‘L. A. Seràgnoli’, Università degli Studi-Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna, ha dichiarato: “L’Italia ha offerto un contributo importante allo studio ELOQUENT-2. Il follow up a 4 anni conferma l’efficacia di elotuzumab nel mantenere la risposta a lungo termine con un buon profilo di tollerabilità. Il 21% dei pazienti trattati con questo nuovo farmaco immuno-oncologico in combinazione con lenalidomide e desametasone (braccio sperimentale) era libero da progressione di malattia o morte rispetto al 14% dei pazienti nel braccio di controllo (trattati con lenalidomide e desametasone), con un incremento relativo del 50% della sopravvivenza libera da progressione”.

In linea con i dati presentati a 2 e 3 anni di follow up, per i pazienti trattati nel braccio con elotuzumab si è mantenuta la riduzione del 29% del rischio di progressione o morte rispetto al braccio di controllo (in linea). Michele Cavo ha aggiunto: “Questo beneficio è costante in tutti i sottogruppi di pazienti, compresi quelli a prognosi sfavorevole. Inoltre a quattro anni circa il doppio dei pazienti nel braccio sperimentale (17%) è rimasto in trattamento rispetto al braccio di controllo (9%). E la durata mediana della risposta è stata di 21 mesi con la molecola immuno-oncologica rispetto a 16,8 nel braccio di controllo”. In sintesi, un risultato apprezzabile.

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Ma da dove ha origine il mieloma multiplo? Dalle plasmacellule, localizzate prevalentemente nel midollo osseo e specializzate nella produzione delle immunoglobuline (anticorpi che ci permettono di difenderci dalle infezioni). L’incidenza della malattia aumenta con l’età: è più frequente nei soggetti che hanno più di 65 anni (il 38% è over 70), soltanto il 2% dei pazienti è più giovane di quarant’anni. Secondo il professor Boccadoro, inoltre, “In un terzo dei casi la diagnosi è ‘casuale, dopo esami del sangue di routine che possono fornire una prima indicazione della presenza del tumore, attraverso l’osservazione di elevati livelli di immunoglobuline”.

Mieloma multiplo: “storia” della terapia

Ecco quanto sostenuto in argomento dal professor Cavo: “La terapia si è basata per molti decenni sulla somministrazione di farmaci chemioterapici, con l’eventuale aggiunta della radioterapia. I risultati ottenuti però sono stati modesti, per l’elevata resistenza delle cellule tumorali ai trattamenti utilizzati. In seguito, l’applicazione del trapianto di cellule staminali ha migliorato i risultati, ma ancora più rilevante è stato l’impatto derivante dall’uso dei ‘nuovi farmaci’, non chemioterapici. In particolare le molecole immuno-oncologiche aprono nuove vie sia per il loro meccanismo d’azione, che permette di controllare con più efficacia la malattia che per l’ottimo profilo di tossicità che le rende ‘partner’ ideali di altre terapie target. Nell’immediato futuro si stanno aprendo importanti prospettive anche grazie alla combinazione delle molecole immuno-oncologiche”.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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