Acquaponica, la bio fattoria a Km zero. Senza terra, dove vuoi
Benessere

Acquaponica, la bio fattoria a Km zero. Senza terra, dove vuoi

11/05/2016
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Coltivare frutta e verdura 100% bio e allevare pesci contemporaneamente, il tutto senza utilizzare nessun tipo di sostanza chimica: né concimi, né pesticidi, né anti infestanti, né fitofarmaci. E’ l’obiettivo dell’ acquaponica, una biocultura integrata e sostenibile che combina l’acquacoltura, cioè l’allevamento di  pesci e di crostacei, con la coltivazione idroponica, vale a dire la coltura di vegetali, direttamente in acqua, senza l’utilizzo della terra.  Ma c’è di più. Questo felice matrimonio si può celebrare praticamente ovunque: in casa o sul balcone, in ufficio, sul tetto di un palazzo, in un angolo del giardino, in città come in campagna. Quello che cambia, ovviamente, saranno le dimensioni: più spazio si ha a disposizione, maggiore sarà la possibilità di produrre pesci commestibili (oppure ornamentali) e vegetali di alta qualità: insalata, pomodori, zucchine, cavoli, melanzane, ma anche fragole, uva, mirtilli. Tutto 100% a chilometro zero.

Come funziona il sistema acquaponica

La tecnica, conosciuta già al tempo dei romani come testimoniano gli affreschi nella Domus Romana di Pompei, è stata rivalutata  e rivista in chiave moderna e oggi, diverse aziende nel mondo ripropongono questo equilibrato sistema che sfrutta il legame naturale tra vegetali, pesci ed acqua, generando un ecosistema autosufficiente, dove i rifiuti dei  pesci vengono riciclati dalle radici che, a loro volta, filtrano l’acqua.

Per vivere, infatti, i pesci hanno bisogno di nutrimento, acqua pulita e ben ossigenata. I rifiuti organici, prodotti dall’attività metabolica dei pesci, se lasciati accumulare senza filtraggio dell’acqua, inquinano pericolosamente le vasche di allevamento dei pesci, fino a procurarne la morte.

Nel sistema acquaponica, invece, i rifiuti organici dei pesci vengono rielaborati dai batteri nitrificatori, si tratta di batteri “buoni”, creati nelle vasche di coltura dei vegetali, che producono nitrati e altre sostanze nutritive e rappresentano un vero e proprio concime naturale per le piante che, a loro volta, con le radici fitodepurano l’acqua restituendola pulita ai pesci. Il tutto in un circuito chiuso e continuo.

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I vantaggi offerti dall’acquaponica  sono molti sia per l’ambiente che per la salute: minor utilizzo di acqua da irrigazione (fino al 90 % di acqua potabile in meno), eliminazione dei cicli di lavaggio dei vegetali dopo la raccolta perché, non utilizzando nessun prodotto chimico, il vegetale è pronto per essere venduto, addirittura consumato. Ma non basta: non è necessario preparare il terreno con le macchine agricole (diserbo, aratura, fresatura, semina, concimazione, raccolta e così via), quindi nessun impiego di carburante fossile. E poi: zero pesticidi, zero fitofarmaci, zero concimi e zero antiparassitari. In più le colture crescono più in fretta e con una resa maggiore per metro quadrato. Infine risulteranno migliori rispetto alle colture tradizionali sia per il gusto che da punto di vista organolettico.

Ma c’è un altro aspetto davvero rivoluzionario e cioè la possibilità di allevare pesci e coltivare vegetali ovunque, addirittura in casa con moduli su misura o di dimensioni ridotte, poco meno di 2 metri e mezzo per 1 metro e mezzo pari a 4 metri quadrati di orto.

Acquaponica, la bio fattoria a Km zero. Senza terra, dove vuoi“Con queste dimensioni è possibile coltivare circa 120 piante e allevare 20/30 chili di pesce d’acqua dolce: tinche, trote, salmerini, anguille, branzini” dice Arnaldo Uccella, ingegnere, ideatore del progetto Acquaponica Keplero, in collaborazione con l’Università di Padova.

“In pratica, nei moduli di acquaponica viene riprodotto il ciclo naturale dell’azoto”, spiega Uccella. “Gli impianti sono completamente autonomi e possono essere controllati in tempo reale attraverso una “app” da uno smartphone o da un computer. Hanno un’altezza regolabile, pensata per garantire il massimo confort all’operatore che lavorerà senza più posture scomode o potrà essere utilizzata da persone diversamente abili in carrozzina”.

Insomma, la vecchia figura del contadino piegato dalla fatica, con l’acquaponica scompare. Esistono già orti didattici installati in diverse scuole del Triveneto, e si pensa a orti di condominio, orti aziendali, ma anche ristoranti e supermercati dove il cliente si sceglie il cibo direttamente dall’impianto.

L’impianto di Acquaponica è un investimento

Di certo, l’acquaponica inizialmente non è un progetto a buon mercato: ora come ora, il costo per realizzare 50 metri quadrati di coltivazione, perfetto per soddisfare le esigenze di un piccolo condominio, è di circa 25 mila euro: “Anche se”, assicura Arnaldo Acquaponica, la bio fattoria a Km zero. Senza terra, dove vuoiUccella “L’impianto si ripaga in un anno di corretto esercizio”. Il prezzo di un impianto domestico, invece, parte da circa 500 euro.

E’ vero che oltre alle necessità familiari l’impianto produce cibo che può essere commercializzato creando nuove opportunità lavorative. Ma soprattutto la garanzia di nutrirsi con alimenti straordinariamente sani e, praticamente a impatto zero sull’ambiente, ha un valore altissimo che non può lasciare indifferenti.