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Cristina Converso, il magistrale silenzio degli alberi.

Cristina Converso, il magistrale silenzio degli alberi.

Cristina Converso, dottoressa in Scienze Forestali ed Ambientali, tra i boschi non compie soltanto passeggiate narrative, ma trascorre la sua vita, lavorando presso Arpa Piemonte.

Attenta alle problematiche ambientali, soprattutto a quelle legate al territorio piemontese, contesta con forza chi parla di una Natura che si sta ribellando contro lo scempio compiuto dall’uomo, ritenendo giustamente l’uomo stesso artefice del proprio male.

Non aver compreso per tempo, accecati dalla spietata logica del guadagno e dell’interesse, ciò che avrebbe determinato il mancato rispetto verso gli alberi e la natura tutta, ha determinato i danni incalcolabili che abbiamo tutti tristemente sotto gli occhi.

Cristina Converso, che si muove nella natura con passione e amore, collabora con l’organizzazione Plant for the Planet ed è accesa sostenitrice della riconciliazione tra uomo e natura, che può partire proprio da qui, dalla riscoperta della bellezza degli alberi.

21 novembre, “Festa dell’albero”

Anche gli alberi hanno la loro festa, una giornata ad essi dedicata in cui c’è poco del commerciale a cui siamo abituati e prevale l’amore per la natura, il senso del rispetto per coloro che da centinaia di migliaia di anni ci permettono di respirare, di esistere.

Già gli antichi consideravano sacri i boschi, abitati da creature di origine divina, ma è in età moderna che nasce l’Arbor Day, precisamente nel 1872 per volontà del Governatore dello Stato del Nebraska, desideroso di creare una coscienza ecologica nella popolazione e accrescere, così, anche il patrimonio forestale del proprio paese.

In Italia si celebra dal 1898 e dal 1951 è fissata al 21 novembre di ogni anno.

Mantenerla viva e sentita è oggi particolarmente importante, data la necessità di creare una profonda cultura ambientalista nelle giovani generazioni, perché è a loro che toccherà porre rimedio ai disastri ambientali attribuibili ai loro avi.

E’ proprio in coincidenza con la Giornata nazionale dell’albero 2022 che viene distribuito il nuovo lavoro di Cristina Converso, “Testimoni silenziosi. Storie di alberi monumentali”, in cui ancora una volta gli alberi sono i veri protagonisti della scrittura, accompagnati nel loro secolare esistere dalle vite umane, da quelle di intere generazioni che si sono susseguite sotto le loro fronde ombrose.

Una storia fa da filo conduttore, legando tra di loro brevi racconti nati dalla matita di un uomo semplice, dagli occhi così profondi da saper cogliere l’essenza della vita stessa.

Cristina Converso, la storia di Adriano e di nonno Gilberto

Protagonista della storia è Alberto, giovane farmacista torinese che si trova catapultato nel passato nel momento in cui sta per essere messa in vendita la casetta dei suoi nonni, nelle valli di Lanzo.

Prima che ciò avvenga, decide di tornare ancora una volta sui luoghi dov’era stato da bambino, nella semplice casa ombreggiata dal secolare tiglio del giardino.

Rovistando tra polvere e ragnatele, ritrova in soffitta la poltrona del nonno, una vita da guardiaparco prima e da forestale poi, e un taccuino, dove c’erano resoconti dettagliati delle scalate, dei tragitti, dei turni e dei ritrovamenti. Disegni, il nonno disegnava, tratteggiava alberi, fiori di montagna e il volo degli uccelli, per distinguerne la specie.

Sono pagine di storie legate alla vita in montagna, tenute insieme da un vecchio elastico e accompagnate dal disegno minuzioso di otto alberi monumentali, ognuno dei quali ha segnato la vita di un personaggio.

Nella lettura Adriano trova un nuovo e forte legame col nonno, si trova a leggere di anni di cui ha qualche volta sentito parlare, di un mondo in cui valori autentici e genuini avevano la forza di imporsi su ogni cosa, anche su un nemico in guerra.

Una pagina dopo l’altra, i racconti corredati dai semplici disegni del nonno, Adriano comincia a far propria la vita in quelle valli silenziose, a comprendere come la compagnia di quei giganti secolari, come il tiglio, valga più della caotica e frenetica confusione urbana, come sia più facile liberare i pensieri e il cuore respirando la stessa aria degli alberi, vivendoli ogni giorno come un dono.

A suggellare la verità che si nasconde tra la finzione narrativa, Cristina Converso a chiusura del suo racconto ricorda come un albero, per essere definito monumentale, debba rispettare precisi parametri: età e dimensioni, forma e portamento, valore ecologico, rarità botanica, architettura vegetale, pregio paesaggistico, pregio storico, culturale, religioso.

Ognuno di quelli citati nei racconti del nonno esiste nella realtà, sono otto, uno per ognuna delle province piemontesi, testimoni silenziosi non solo della bellezza della vita, ma anche del dolore e del sangue versato dagli uomini.

Otto storie, otto alberi, otto province

Il nonno ha disegnato le piante, le ha accompagnate dal loro nome latino e dal luogo ove si trovano, facendo sì che decenni dopo Adriano possa tornare ad amare quelle terre, quei boschi, quegli alberi.

Un’immensa quercia dal tronco allargato di Avolasca protegge il dolore delle donne che hanno visto partire figli, fratelli, mariti alla volta di una guerra che li seppellirà sotto le nevi della steppa russa, annientando la Legione Valle Scrivia e le speranze di un ritorno a casa.

Nel parco di una grande villa a Rocchetta Tanaro si intrecciano le vite di uomini, donne e bambini in fuga dalla persecuzione razziale con le leggende di antiche superstizioni, di streghe e di alberi magici, di un grande faggio tra le cui radici può nascondersi la salvezza.

Un agrifoglio centenario a Pollone ha protetto la delicatezza di una storia d’amore nata negli anni in cui si pensa che la vita non abbia più nulla da offrire; un larice secolare nei boschi di Pietraporzio diventa fidato consigliere di un parroco di montagna, legatosi a filo doppio con la sua gente nel momento di più grande pericolo, quando l’inondazione provocata dallo Stura non lasciò traccia del loro povero piccolo paese.

Il salice di Dormelletto, affacciato sul lago, è l’unico a conoscere il grande rimpianto dell’uomo che torna ogni sera a sedersi sulla panchina sotto i suoi rami, che custodisce un dolore che nessuna ricchezza ha saputo curare; la magia e le leggende legate a un ginepro di Mompantero permeano la storia della giovane antropologa salita in montagna per cercare le tracce del più antico passaggio dell’uomo e capitata in un mondo incantato, tra gnomi, gufi e barbagianni; il tiglio di Macugnaga nasconde per sempre il segreto di un povero mendicante; un grande abete, infine, accompagna la crescita di un giovane walser della comunità di Alagna.

Amore e morte: il binomio che caratterizza tutta la storia dell’uomo trova linfa vitale tra queste piante, nei cui confronti il libro di Cristina Converso appare come un amorevole tributo.

La sua speranza in un mondo migliore passa anche attraverso queste pagine, dense di grande rispetto e passione per il legame sacro che unisce uomo e natura.

Cristina Converso, il magistrale silenzio degli alberi.AUTORE : Cristina Converso

TITOLO :  Testimoni silenziosi. Storie di alberi monumentali.

EDITORE : Buendia Books

PAGG. 164     EURO 14,50   (versione eBook euro 4,99)

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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