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Dating online: sesso, amore e relazioni nell'universo digitale

Dating online: sesso, amore e relazioni nell’universo digitale

Dating online: sesso, amore e relazioni nell'universo digitaleNon è semplice la vita per chi è in cerca di sesso, amore e relazioni nell’universo digitale.

E non è semplice neppure per chi vi vive un rapporto con solidi radici nel mondo fisico, ma si trova, quotidianamente, a dover fare i conti con le innumerevoli dating app, regole e interazioni che scandiscono le relazioni sentimentali contemporanee sul versante della Rete.

Di questo complesso e articolato panorama (virtuale), gli autori del libro “Love, Sex & Web” (editore: Ledizioni, pp: 153, € 14,90) analizzano gli elementi salienti, provando a fornire una risposta semplice, concreta ed esaustiva ai mille interrogativi che, dagli incontri digitali, al sesso virtuale fino ai miti e tabù tecnologici, ciascun utente della Rete si è trovato ad affrontare.

Dating online: conoscersi nel mondo virtuale

Nell’ultimo decennio sono cambiati i modi, i tempi e i riti del corteggiamento proprio grazie del dating online.

In questo nuovo contesto, il modo in cui conosciamo nuove persone è mutato radicalmente, sia dal punto di vista individuale, per esempio attraverso modalità di interazione e strumenti innovativi, sia dal punto di vista sociale, con la possibilità di superare le barriere ed espandere il proprio ambito di frequentazioni ben oltre i limiti che, fino alla fine degli anni ’90, erano tracciati dai contesti di riferimento (famiglia, lavoro, scuola, sport).

Sul versante degli strumenti innovativi, appare chiaro come le strade e i contesti digitali siano utilizzati, in misura sempre maggiore, per ampliare la propria cerchia di conoscenze e frequentazioni.

Da un lato, i social network hanno amplificato la nostra voce ed esposto la nostra personalità digitale, rendendoci visibili a una cerchia molto più ampia di quanto accadesse con le interazioni nel mondo fisico.

Dall’altro, anche gli strumenti di interazione diretta, come le applicazioni di messaggistica ci hanno reso e continuano a renderci protagonisti di contesti nuovi e coinvolgenti.

A tutto questo si aggiunge lo strumento d’elezione per il primo approccio tra coloro che sono alla ricerca specifica di un contatto a fini relazionali, che sia esso una nuova amicizia, una relazione sessuale o un legame sentimentale: le dating app.

Dating app: i dati

Secondo una ricerca della dating app Inner Circle, pubblicata nel 2021, il 72% dei single che utilizza le app d’incontri dichiara di essere alla ricerca di un “tipo ideale”.

Il  60% degli intervistati ritiene di avere degli standard elevati e afferma che uscire con qualcuno che non corrisponda a questi standard vorrebbe dire accontentarsi.

Al contempo, 4 single su 5 rivelano che gli appuntamenti con soggetti che effettivamente abbiano le caratteristiche ricercate non possono considerarsi sempre un successo e solo il 18% degli intervistati afferma di esserne soddisfatto.

La ricerca ha rivelato anche quali sono le caratteristiche più desiderate: sul versante fisico vengono ricercati ragazzi più alti di un 1.83 metri e ragazze brune, con un 13% orientato alla tipologia corrispondente al “palestrato”.

Mentre dal punto di vista della personalità il 43% degli intervistati dichiara di preferire “tipi intellettuali”, il 16% le persone ironiche.

Inoltre, la popolazione è disposta a sperimentare le dating app per conoscere nuove persone e instaurare relazioni durature, tanto che dalla ricerca risulta che il 51% degli intervistati si è iscritto perché in cerca di una storia seria e l’80% ha affermato di aver cominciato a frequentare in maniera impegnata qualcuno conosciuto tramite l’app.

L’online dating in Italia

Secondo un altro studio, che ha coinvolto oltre quattromila single europei, l’online dating, in Italia, è ancora percepito come un tabù.

Infatti, il 44% dei nostri connazionali si è dichiarato non convinto del fatto che trovare un partner attraverso il dating online sia socialmente benvisto, mentre in altri paesi europei le percentuali sono decisamente minori: nel Regno Unito l’11%, nei Paesi Bassi il 5% e in Spagna il 21%.

Nonostante questa sfiducia, è curioso notare come gli italiani facciano comunque un utilizzo massiccio delle dating app: il 90,9% degli italiani trascorre in media quasi un’ora al giorno online alla ricerca di un partner, un dato di poco superiore a quello di altri paesi in cui tali applicazioni sono molto più popolari (90,3% nel Regno Unito, 90,5% in Spagna, 90,4% nei Paesi Bassi).

Sei italiani su dieci, inoltre, affermano che i propri amici e familiari sono a conoscenza della loro iscrizione a una dating app, numeri ancora una volta molto lontani rispetto agli altri stati analizzati: nel Regno Unito sono otto su dieci, come in Spagna, mentre al primo posto ci sono i Paesi Bassi con nove su dieci.

Comunque, il 72% degli intervistati ne consiglia l’uso ad amici e parenti, percentuale pari a quella degli altri paesi esaminati.

Questi dati confermano che ancora oggi, in Italia, le relazioni nate online vengono percepite quasi come relazioni di serie B.

I pregiudizi più ricorrenti riguardano l’idea che si tratti di relazioni superficiali, destinate a fallire, inaffidabili, se non addirittura a tinte fosche, dal momento che le dating app sono ancora intese come qualcosa di clandestino, poco trasparente.

La naturale conseguenza è che questi pregiudizi si estendono dalla relazione in sé ai componenti della relazione.

I benefici delle dating app

Anche se sia molto diffusa l’idea che chi usa dating app non sia in grado di stringere rapporti nel mondo fisico e le utilizzi come ultima spiaggia, in realtà una buona fetta di utenti ricorre alle app perché ne apprezza le caratteristiche e i benefici peculiari, tra cui:

  • L’azzeramento delle distanze spaziali

La geolocalizzazione è ciò che ha davvero fatto la differenza: da sempre le persone online sembrano “più vicine” perché si può chattare, con le dating app si diventa vicini nel vero senso della parola grazie alla portata del raggio chilometrico impostato. Questo va ad incentivare gli incontri dal vivo, che è ciò per cui le dating app di fatto si sono proposte sul mercato.

  • La riduzione della latenza temporale

La comunicazione in chat danno la possibilità di intrattenere conversazioni con chi ci interessa con attese di risposta sono ridottissime.

Avere un mezzo veloce e diretto per conversare con potenziali partner è vantaggioso rispetto a metodi analogici anche perché dà delle possibilità in più per conoscersi meglio, prima e durante la frequentazione.

  • L’agevolazione del primo approccio e la minimizzazione del rischio

Tramite il meccanismo di match reciproco possiamo approcciarci a chi ci interessa minimizzando il rischio di rifiuto, almeno nella primissima fase.

Non solo, ridurre la barriera d’ingresso per conoscere eventuali partner può agevolare anche certe fasi più difficoltose della vita affettiva di una persona: basti pensare al rimettersi in gioco dopo una separazione o un lutto, soprattutto se si è oltre una certa età.

Con le dating app allora è più facile avere nuove opportunità di relazioni affettive e sessuali, soprattutto considerando anche che ci sono app sempre più mirate per le esigenze di determinati target.

Dating online: il virtual sex

Si includono nella definizione di sesso virtuale tutte le forme caratterizzate dall’assenza di qualsiasi contatto fisico, in cui i partecipanti si procurano del piacere trasmettendosi messaggi o stimoli di natura esplicitamente sessuale attraverso una connessione digitale.

Possiamo definire diverse tipologie di virtual sex:

  • Digital sex, in cui il mondo fisico e il mondo digitale si fondono. Ogni partner può produrre effetto sull’altro, o sugli altri, partecipanti all’atto sessuale attraverso la stimolazione remota utilizzando strumenti meccanici connessi (in rete o in connessione diretta), come biochip o impianti cibernetici.
  • Camming, in cui il contatto è esclusivamente visivo. Ciascuno dei partner pratica atti di natura sessuale in solitario, ma resta in contatto con l’altro, o con gli altri, attraverso una video chat.
  • Cybersex, il sesso virtuale che utilizza come mezzo di comunicazione la rete attraverso chat, e-mail, forum dedicati, chat room, giochi di ruolo a esplicito contenuto erotico o sessuale.
  • Sexting, in cui il sesso virtuale trova realizzazione tramite l’invio di messaggi via smartphone, siano essi testuali, immagini o video.

Dating online: truffe e pericoli digitali

Le truffe affettive e gli adescamenti di natura sessuale a scopo estorsivo sono solo due, sicuramente tra le più comuni e diffuse, tipologie di truffa operate in rete e legate alla componente erotica.

Sebbene colpiscano categorie differenti, sono entrambe devastanti per le vittime, sia in termini psicologici che materiali.

  • Sextortion

La sextortion prende di mira la componente maschile dei frequentatori della rete e consiste nell’indurre la vittima a esporsi in comportamenti sessualmente espliciti che vengono registrati a sua insaputa e, successivamente, utilizzati come arma di ricatto.

  • Truffe sentimentali

La rete stravolge le regole e rende, di fatto, quasi impossibile avere la sicurezza che il nostro interlocutore sia chi realmente afferma di essere.

Pur avendo come bersaglio sia uomini che donne, questi truffatori prendono di mira soprattutto una specifica componente femminile: donne sole, con difficoltà sentimentali e generalmente mature.

Le truffe sentimentali operate attraverso la rete sono, nella sostanza, un raggiro in cui si ottiene la fiducia, l’affetto e poi l’amore della vittima, allo scopo di estorcerle denaro attraverso una martellante opera di persuasione e seduzione le cui conseguenze si rivelano devastanti, sia economicamente che psicologicamente.

  • Revenge porn

Quando di parla di revenge porn ci si riferisce a tutti i quei casi in cui si condividono o distribuiscono in rete immagini, audio, video, contenenti elementi erotici o il compimento di atti sessuali senza il consenso di chi in quelle foto, audio e video è ripreso o presente.

Questo sia nel caso in cui questi contenuti siano stati acquisiti senza che la vittima ne fosse a conoscenza, sia nel caso in cui siano stati prodotti nella sua piena consapevolezza.

In molti casi la pubblicazione di questi contenuti avviene come ritorsione o vendetta da parte di un partner che è stato soggetto passivo nella fine di una relazione e lo scopo della distribuzione consiste fondamentalmente nell’umiliare o screditare la persona coinvolta.

  • Cyberstalking

Sono tutti quegli atti persecutori che pongono la vittima, nella stragrande maggioranza dei casi una donna, nel ruolo di bersaglio di azioni, comportamenti e gesti tesi a dimostrare la presenza costante e ineludibile dell’oppressore, in un’infernale spirale di molestie che ha il solo scopo di comunicare un messaggio soffocante e pressante: “sono qui, ti osservo, non saprai mai quando potrò farti del male, non potrai mai essere sola, non potrai mai allontanarti da me perché mi appartieni”.

Troviamo comportamenti persecutori attuati attraverso e-mail, messaggistica istantanea, ma anche mediante social network, gruppi di discussione e, più in generale, qualsiasi contesto in cui l’oppressore possa imporre alla vittima la propria presenza allo scopo di tormentarla, denigrarla o minacciarla.

Quel che attrae del virtuale: la dipenda digitale

Da un punto di vista mentale ed emotivo possiamo identificare diverse fonti di malessere che ci rendono vulnerabili alla dipendenza digitale o che ci impediscono di uscirne.

Si tratta, fondamentalmente, di quelle situazioni in cui il contesto virtuale ci appare decisamente confortevole e il mondo fisico molto minaccioso o stressante.

Lo strumento tecnologico, infatti, è solo un mezzo e non è in grado di indurre, di per sé, un comportamento di dipendenza.

La maggior parte delle applicazioni, invece, per come ci costringono ad agire sui device e per i canali neuronali che attivano nel cervello, possono stimolarne la progressione e il mantenimento di uno stato di dipendenza.

In questi contesti, le interazioni online possono diventare le uniche forme di relazione del soggetto e condurlo ad una dipendenza da social o da chat.

La tecnologia copre, sempre più spesso, un vuoto che si lega a difficoltà di interazione e insoddisfazioni nei rapporti intrattenuti nel mondo fisico.

Il rischio è che in breve tempo si instauri uno sbilanciamento tra relazioni fisiche e virtuali, un gap considerevole al punto da imprigionare il soggetto all’interno dell’incapacità di sostenere relazioni diverse da quelle virtuali, invece di contribuire a una sua crescita relazionale complessiva.

Il comportamento a rischio, anche qui, non è di per sé la frequentazione della Rete, ma il ridurre progressivamente e significativamente le relazioni e le azioni fisiche a favore di quelle intrattenute online.

Questo perché, agendo in questo modo, ci si priva di una parte per ciascuno di noi essenziale nel perseguire uno stato di benessere psicofisico: la corporeità e fisicità degli stimoli e la loro molteplicità.

L’uso consapevole del mondo virtuale

Come sempre sono le intenzioni e l’atteggiamento di utilizzo ad influire sul benessere o malessere che il digitale può portare nelle nostre vite.

La tendenza al perfezionismo, l’ossessione di controllare la propria immagine, l’idealizzazione del mezzo, la paura eccessiva nell’avvicinarsi a qualcosa che non si conosce, il lasciarsi trasportare dalle reazioni emotive più immediate, l’affidare la conoscenza e la gestione delle nostre emozioni esclusivamente al contatto online: sono queste le potenziali fonti di malessere.

L’utilizzo consapevole, informato, e partecipe del mondo virtuale produce, invece, un impatto positivo.

La parte sana della Rete, presente, viva e molto più estesa di quanto la maggior parte di noi possa credere, è fatta di persone curiose in grado di immaginare e sognare una vita più felice, in cui poter realizzare i propri sogni più importanti, in cui potersi esprimere più liberamente e poter raccontare la propria storia senza dover negare nulla ma potendo cambiare, senza giudicare o essere giudicate, e ascoltando quanto anche gli altri hanno da raccontare di sé stessi.

 

 

Immagine copertina di Artem Podrez https://www.pexels.com/it-it/foto/amore-donna-cuore-laptop-4492134/

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